Ciao al grande Ugo Gregoretti

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Con Ugo Gregoretti se ne va un altro splendido, consistente pezzo di storia della società italiana. È stato uno dei principali esponenti di quella cultura letteralmente “sferica”, che ha imperniato di grandi produzioni artistiche il nostro Paese nella sua fase di espansione post-boom economico. Intellettuale pungente e impegnato, si occupò e preoccupò di tante cose. Giornalista e attore, scrittore e drammaturgo, regista cinematografico e, autore tv, Ugo Gregoretti è una presenza costante in quello spazio di osservatore privilegiato e “sociale” dei vizi, dei costumi e delle debolezze della “gens italica” a lui coeva. Ricordiamo soprattutto grandi, originalissimi pezzi-tv, come “Il Circolo Pickwick“, delicato show-sceneggiato, adattamento televisivo “alto” ma popolare, del celebre testo di Charles Dickens.
Storie surreali e un cast fatto di tanti “grandi” del teatro.
Provocazione, acume, sfiorata ironia anche in quelle inchieste che gli valsero, nel 2009, il premio giornalistico intitolato a Ilaria Alpi. Ugo Gregoretti ci mancherà, con la stessa inevitabile intensità del nostro essere, oggi, orfani di un’Italia che non c’è più.

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