Cibo, contadini, terre rubate, Expo. Ne abbiamo parlato con Antonio Onorati

sovranità alimentare manifestazione
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In questi ultimi mesi, in concomitanza con l’operazione Expo 2015, si è spesso parlato di cibo e alimentazione, ma il punto di vista è stato poco o per nulla attento alla dimensione umana del lavoro per produrre cibo e delle pratiche, in molti casi predatorie, che caratterizzano invece l’agire dei grandi gruppi finanziari e dell’agro-industriale. Di questi temi abbiamo parlato con Antonio Onorati figura storica della cooperazione internazionale no-profit in Italia e presidente del Centro Internazionale Crocevia.

Oltre agli scandali legati alla sua realizzazione, i contenuti dell’Expo di Milano sembrano i grandi assenti. Come avete scritto di recente sul vostro sito www.croceviaterra.it, quello che è in bella vista è l’immaginario del cibo come è inteso dalla élites dominanti e non c’è nulla «di lavoro nei campi, nel mare, nelle steppe, fatto di contadini  “vinti e marginali”». Puoi darci qualche dettagli del tuo punto di vista?
Intanto l’Expo continua a parlare, presentare, immaginare il “cibo” come se questo “prodottto/merce” nascesse così, senza essere il risultato di un lungo processo di interazione tra il lavoro dell’uomo – delle donne – con la natura. Evidentemente non dice da nessuna parte che il 77% dell’alimentazione del pianeta (dati Fao) non passa attraverso i mercati formali, attraverso il “bussiness”, ma arriva nei piatti in modo “invisibile” attraverso le mille reti che legano l’agricoltura contadine ai consumatori delle città o dei villaggi. Non solo. Non dicono che meno del 15% della produzione agricola totale finisce nel mercato globale, quello internazionale. Detto in altre parole le esportazioni agroalimentari sono poca cosa, anche se fanno molti danni. Quindi a Expo non vediamo donne ed uomini, il loro lavoro, la loro fatica e le loro capacità che danno come risultato il cibo che alimenta il pianeta, ma solo “cuochi”. Quelle donne e quegli uomini vengo presentati, quando appaiono nelle pubblicità o nei discorsi ufficiali, come caricature di se stessi, come icone astratte, coloniali, offensive della dignità.

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Land-grabbing: cosa significa e quali sono le dimensioni del fenomeno dell’accaparramento delle terre a livello planetario e nello specifico in Italia? Ci spieghi con quali meccanismi si sta sviluppando?

La concentrazione delle terre agricole in un numero sempre più ristretto di mani è il risultato di politiche pubbliche. Politiche che hanno favorito e fatto da supporto ad una serie di meccanismi, i più importanti dei quali sono:  il dominio crescente del capitale finanziario che con grande disponibilità di risorse è in grado di speculare, sia attraverso l’acquisto, sia attraverso  contratti d’uso di lungo periodo, sulle risorse che la terra racchiude: fertilità, acqua, risorse genetiche, risorse energetiche e minerali. A questo dominio va aggiunto il risultato di politiche agricole nazionali e internazionali che favorendo un modello agricolo industriale, specializzato, monocolturale espelle i piccoli agricoltori e la popolazione rurale per far spazio ad aziende agricole sempre più grandi.
Un buon esempio di questo è la situazione italiana: la concentrazione della terra nel 2010 era più alta di quella nel 1948 quando, proprio per rompere il latifondo, venne fatta la riforma agraria.
mietitura

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Biodiversità e indipendenza per i contadini dalle sementi delle multinazionali, qualcosa migliora nel concreto? Ci sembra che ci sia maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica su questi temi.
Si c’è consapevolezza ma contemporaneamente le imprese sementiere ed i fautori del liberismo continuano a sfornare legislazioni che proteggono la privatizzazione e la mercantilizzazione delle forme di vita, tutte,  comprese le sementi.

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VACCHE RIDOT

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Sicurezza alimentare, un tema ormai presente anche nella TV generalista. Basta questo oppure occorre che le istituzioni preposte si rinnovino? E quali i possibili strumenti?
Non basta rinnovare le istituzioni, occorre un cambiamento radicale, profondo dei modi di produzione agricoli, della ripartizione dell’uso della terra, della sua protezione per garantirne un uso agricolo prima di ogni altro uso. Occorre che nei campi tornino le persone, che si aumenti il numero delle aziende agricole, che si modifichino le abitudini alimentari per dare a tutti un effettivo godimento del  “diritto al cibo” ed alla sovranità alimentare.
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contadino

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Sappiamo che l’associazione Crocevia, dove militi da molti anni, è impegnata trasversalmente su alcuni dei temi che abbiamo toccato. Quali i programmi attuali e quelli del futuro? Ci racconti di un un’iniziativa che ha avuto particolare successo?
Da molti decenni operiamo a supporto dei movimenti e delle organizzazioni dei “piccoli produttori di cibo” perché sono loro quelli che alimentano il pianeta. Mentre i contadini hanno raggiunto buoni livelli di organizzazione sia localmente che globalmente, pescatori artigianali, allevatori, popoli indigeni debbono ancora percorre molta strada: dare loro appoggio e sostegno è il nostro impegno, oltre a seguire dei temi più specifici come la questione della terra o quella delle sementi, che sono antichi nostri campi di intervento sia in Europa che nel resto del mondo. Credo che l’iniziativa di maggior successo a cui Crocevia abbia dato un contributo fondamentale sia il ‘Comitato internazionale per la sovranità alimentare“. Una piattaforma di circa 800 organizzazione di piccoli produttori di cibo, sparse nel pianeta, che si interfaccia con la Fao e che ha fatto evolvere la struttura di questa agenzia delle nazioni unite in modo sostanziale. Oggi le organizzazioni dei “vinti” negoziano con i governi una parte delle politiche agricole ed alimentari globali. Certo, a volte si vince, a volte si perde ma quello che va considerato che – di gran lunga è la cosa più importante – persone che venivano considerate come accattoni da assistere ‘diventano soggetti in prima persona del negoziato sulle proprie vite, recuperando la dignità che governi ed élite dominanti tentano continuamente di strappare loro.

 

 

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