Cipro. Mediazioni in corso per la riunificazione

Cipro bandiera
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Il presidente Christofias sperava di giungere ad un accordo per la riunificazione di Cipro nel corso del 2008, ma le trattative, pur avendo fatto qualche progresso, non hanno ancora prodotto un’ipotesi condivisa.
Una lunga storia di divisioni e violenze tra le comunità greca e turca di fatto iniziate negli anni ’50 passando per l’invasione turca del 1974 in risposta al tentativo della dittatura dei colonnelli di annettere Cipro alla Grecia.

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Capo Greco. Cipro 2009. Foto Carmine Luino

Sembra opinione di molti, comprese le parti in causa, che non si è mai stati così vicini alla definizione di un accordo. Dal 3 settembre 2008 al 6 agosto scorso il leader turco-cipriota Mehmet Ali Talat e quello greco cipriota Demetris Christofias hanno avuto 40 incontri sotto gli auspici delle Nazioni Unite senza contare tutte le sedute degli altri negoziatori.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha incontrato di recente i due rappresentanti confermando il sostegno dell’organizzazione affinché non siano vane le attività diplomatiche.
A parte un clima di disponibilità uno degli atti concreti è stata decisione di aprire il valico di Yesilirmak (sul versante turco) Limnitis (sul lato greco).

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Lungo la linea verde. Cipro 2009. Foto Carmine Luino

L’ipotesi di accordo più accreditata è quella di una repubblica federale con due stati equiparati nei poteri, ma con un’unica rappresentanza a livello internazionale.
Per quanto riguarda i tempi si auspica che una bozza sia sottoscritta entro la primavera del prossimo anno quando si svolgeranno le elezioni nella Repubblica del Nord. Evitare i rischi di un ampliamento della rappresentanza dei nazionalisti, già vincitori qualche mese addietro nelle elezioni legislative [1], sarebbe determinante. Comunque il tutto dovrà essere sottoposto a referendum nei due paesi.

L’ostacolo più rilevante di queste trattative sembra essere la struttura di questo stato federale. Infatti i Greci ciprioti premono per conservare al massimo il potere e vedono il nuovo stato come la continuazione dell’attuale. I Turchi ciprioti considerano il nuovo stato come il risultato di due entità costituzionali paritetiche. Altre questioni di attrito sono le regole per la circolazione di persone, beni e servizi: i primi spingono per una libertà totale per cui, ad esempio, dovrebbero essere possibile acquisti di proprietà nel nord senza limitazioni, mentre i secondi vorrebbero delle restrizioni sia per persone che cose [2].
Di recente si aperta un’altra disputa a proposito delle esplorazioni petrolifere off-shore al largo della costa meridionale dell’isola che sarebbero contestate dalla parte turca. Potrebbe essere questo il motivo delle manovre militari nel giugno scorso oggetto di contestazione da parte greco-cipriota [3].

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Lapide multilingue. Cipro 2009. Foto Carmine Luino

Non va dimenticato che sul fronte internazionale la riunificazione di Cipro passa anche attraverso la questione dell’ammissione della Turchia all’Unione europea. E’ sicuramente il primo degli ostacoli che vengono frapposti all’avanzamento dei negoziati tra le parti nonostante le pressioni delle amministrazioni che si sono succedute a Washington. Più in generale andrebbe inquadrata nel contesto delle relazioni con il mondo musulmano. soprattutto moderato, che vedrebbe legittimata la sua politica di apertura verso l’occidente. All’opposto sarebbe un saggio di disponibilità turca e turca-cipriota al compromesso?
In direzione dell’accordo potrebbero spingere questioni economiche. In un periodo di crisi potrebbe essere utile, soprattutto alla parte nord più arretrata, il supporto finanziario che la comunità internazionale metterebbe a disposizione per l’applicazione del processo.
Se è vero che la Repubblica di Cipro non presenta un quadro drammatico comunque il PIL per il 2009, secondo Eurostat, sarà in crescita di un misero 0,3% e per il 2010 di uno 0,7% contro i tassi di crescita medi del 4% registrati negli anni passati. L’Istituto di Statistica ha dichiarato un calo del 7,2% della produzione industriale nei primi sette mesi rispetto allo stesso periodo del 2008.
Anche la disoccupazione è aumentata passando, sempre secondo Eurostat, dal 3,5% dell’agosto 2008 al 5,6% dell’agosto di quest’anno.

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Kafeneion a Cipro 2009. Foto Carmine Luino

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Di contro il fatto che i cittadini delle due parti di Cipro, secondo una ricerca sono abbastanza soddisfatti delle loro condizioni di vita rispetto alla media europea potrebbe non aiutare la mediazione. I cittadini della Repubblica di Cipro sono per il 35% molto soddisfatti e per il 50% abbastanza soddisfatti. Nella stessa ricerca la fiducia nei confronti dei loro governanti è passata dal 65% dell’autunno scorso all’attuale 56% [4].
Come dire che se gli ostacoli sono eccessivi ci si potrebbe adattare all’idea di un territorio diviso?

Nell’attesa Geoge Papandreou, recente vincitore delle elezioni in Grecia, nella sua visita in Turchia proprio oggi ha affermato che i due paesi devono lavorare per arrivare alla riunificazione dell’isola [5].

Pasquale Esposito

[1] Christian Elia, “Cipro Nord, vince l’opposizione 2009”, www.peacereporter.net, 20 aprile 2009
Il primo ministro Talat, leader del Partito Repubblicano Turco (Ctp), aveva sciolto il parlamento per rafforzare la sua maggioranza, a sorpresa la vittoria è andata al nazionalista Eroglu e questo <<potrebbe suonare anche come una bocciatura dell’elettorato alle trattative per la riunificazione>>.
[2] Un’approfondita analisi la si trova in “CYPRUS: REUNIFICATION OR PARTITION?
Europe Report N°201 – 30 September 2009
”, www.crisisgroup.org
[3] “Cipro, polemiche per manovre militari turche”, www.peacereporter.net, 17 giungo 2009
[4] “Cypriots pleased with economy, trust EU, Eurobarometer shows”, www.financialmirror.com, 5 ottobre 2009

[5] “Papandreou tell Turkeyto work for Cyprus accord“, www.cyprusweekly.com.cy, 9 ottobre 2009

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