Cirano di Bergerac regia Corrado d’Elia

Corrado d'Elia Cirano di Bergerac

Non essere conformi, rifiutare le convenzioni, sottrarsi all’asservimento ideologico ed alle consuetudini è una condizione di privilegio o una amara sfortuna che si paga al caro prezzo di amare senza mai essere riamati? Una tragedia romantica senza tempo, un cult teatrale che Corrado d’Elia, nel doppio ruolo di regista ed interprete, ripropone per la venticinquesima stagione al suo pubblico in una veste contemporanea priva delle trine e merletti immaginati dall’autore Edmond Rostand.

Corrado d’Elia ci offre un Cyrano scoppiettante, dinamico, ricco di tredici figure che si muovono sul palco, accompagnate dalla scenografia austera e trasformista di Fabrizio Palla. Una traduzione dalla lingua del testo originario che riesce a trasferire intatto il divertimento negli scambi di battute, risate ed applausi a scena aperta accompagnano gli attori in una intensa galoppata emotiva. Una pièce teatrale dove giocano elementi ambivalenti, ma armonici: il bianco e nero dei costumi; le luci ed ombre caravaggesche sul volto di Cyrano; il contesto storico con richiami ambigui dove il cardinale Richelieu, citato dai personaggi è accompagnato da intermezzi di musica rock contemporanea che rompe la scena obbligando la mente ad uscire dai propri costrutti per aderire ad un racconto che viene proposto in maniera originale e che desta l’attenzione; gli elementi scenici che tuffano lo spettatore in una dimensione visionaria tanto da fargli smarrire la cognizione del tempo.
Più di due ore trascorrono rapide quando si è risucchiati dalla storia. Ciò accade tutte le volte in cui il teatro compie la sua magia e lo spettatore, dimenticando di conoscere la trama, si ritrova a parteggiare per l’uno o per l’altro protagonista ed a sperare che Rossana capisca che dietro le parole del vuoto principe azzurro Cristiano si nasconde l’anima dell’intenso principe del Machiavelli Cyrano, che la vuota bellezza è misera cosa dinanzi alla superiorità intellettuale ed allo spessore morale del cadetto di Guascogna.

Cirano di Bergerac

Corrado D’Elia è un interprete profondo e ci restituisce un Cyrano schiavo della propria coerenza intellettuale, prima ancora che vittima dell’aspetto del suo naso. Un dolore senza speranza quello di un Cyrano che lo accetta con la consapevolezza nel cuore. Corrado D’Elia e Giacomo Martini sono lo yin e yang nel cuore di Rossana, interpretata da Chiara Salvucci, presenza scenica soave con la sua voce cristallina da adolescente. Un Corrado d’Elia che muta rapidamente registro interpretativo dapprima spavaldo, sicuro di se, coraggioso quando interagisce con gli altri interpreti al quale segue una impronta intimista quando nella solitudine spegne la rabbia e accende il dolore di aver rinunciato alla donna che ama e solo nella scrittura di versi d’amore a lei indirizzati trova consolazione. Nel desiderio di questo Cyrano convivono, come sosteneva Emil Cioran, il macellaio ed il monaco: il casto monaco che si avvicina al lutto di Rossana ed il macellaio che non ha pietà verso il suo stesso sentimento. Uno spettacolo, questo diretto da Corrado d’Elia, che in venticinque anni ha incontrato 250.000 un numero di persone che rende giustizia ad un prodotto teatrale di qualità e che fa venir voglia, come nei cinema degli anni ’70, di restare seduta al tuo posto e asciugati gli occhi al compimento della tragedia, restare ad aspettare che tutto ricominci dal principio.

Ma quando sono solo

con questo naso al piede
che almeno di mezz’ora da sempre mi precede,
si spegne la mia rabbia,
ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore.
Non so quante ne ho amate,
non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino
le donne le ho perdute
e quando sento il peso
di essere sempre solo,
mi chiudo in casa e scrivo
e scrivendo mi consolo
Francesco Guccini, Cirano dall’album D’amore di morte e di altre sciocchezze (1996).

Adelaide Cacace

MTM Teatro Leonardo –  Milano
dal 20 al 30 ottobre 2022
Cirano di Bergerac
di Edmond Rostand
traduzione Franco Cuomo
adattamento Corrado d’Elia
con Corrado d’Elia, Chiara Salvucci, Giacomo Martini, Francesco Cordella, Angelo Zampieri, Marco Brambilla, Sara Dho, Marco Rodio, Denise Ponzo, Nikolas Lucchini, Stefano Massari, Andrea Pellizzoni, Marco Possi
regia Corrado d’Elia
assistenti alla regia Marco Brambilla e Marco Rodio
scene Fabrizio Palla
foto di scena Angelo Redaelli
tecnici luci Marco Meola, Alessandro Tinelli
tecnico audio Matteo Gobbi
grafica Chiara Salvucci
organizzazione Valentina Tessari, Afra De Santi
produzione Compagnia Corrado d’Elia

 

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