Cisgiordania. A Jenin l’esercito israeliano si è ritirato dopo due giorni di devastazione

Cisgiordania Hebron

La notte di martedì 4 luglio l'esercito israeliane si è ritirato dal campo profughi di Jenin, in , dopo due giorni di attacchi con ogni mezzo, inclusa l'aviazione. Il primo ministro Netanyahu ha dichiarato, al termine dell'assalto, che questo tipo di operazioni non sarebbero state “una tantum”. Il sito Middle East Eye riporta che «le Brigate Jenin e le Brigate Izz al-Din al-Qassam, il braccio armato di , hanno rilasciato dichiarazioni in cui affermano che l'esercito israeliano non è riuscito a raggiungere alcun obiettivo significativo dell'operazione». Ora si contano i morti, s fa la conta dei danni e si riprova, per quanto possibile a ricostruire. Sono 12 i morti di cui 5 bambini tra i palestinesi e un soldato israeliano, oltre 120 sono i feriti. Sui 14.000 abitanti del campo profughi di Jenin, gli sfollati sarebbero oltre 4.000 anche se molti sono rientrati in un'area dove 800 case sono state danneggiate o demolite, molte strade rese difficilmente agibili, reti idriche e fognarie in buona parte distrutte, la moschea Tawalbeh al centro del campo è stata gravemente danneggiata.

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