Cita a Ciegas (Confidenze fatali) di Mario Diament

Laura Marinoni e Gioele Dix in Cita a Ciegas
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L’amore non vissuto torna sempre a chiedere la sua parte”, con queste parole il sipario si chiude su “Cita a Ciegas” e se dovessi stilare una classifica dello spettacolo teatrale più emozionante della stagione 2019 ad oggi “Cita a Ciegas” sarebbe in pole position.
Scritto da Mario Diament, il più famoso e rappresentato drammaturgo argentino e portato in Italia dalla regista  Andrée Ruth Shammah che ne ha curato anche la traduzione e l’attento adattamento teatrale, Cita a Ciegas è un carosello di destini che ruotano attorno ad una panchina in un parco di Buenos Aires in una giornata limpida d’autunno.

Gioele Dix interpreta un famoso scrittore nel quale possiamo facilmente riconoscere Jorge Luis Borges che ormai anziano e cieco sosta per godere della bella giornata all’aria aperta su una panchina in una piazza di Buenos Aires ed è proprio l’impossibilità di usare la vista che rende il personaggio intuitivo rispetto alle anime e alle esistenze delle persone che apparentemente casualmente si avvicendano sulla panchina.

Lo scrittore e filosofo inizia allora una serie di conversazioni attraverso le domande che pone agli interlocutori e che contengono implicite parte delle risposte, i personaggi hanno la possibilità di fermarsi a riflettere sulla loro condizione ed a focalizzare la propria mente su paure, delusioni, aspirazioni.
Le domande che l’uomo cieco pone, utilizzando un metodo che potremmo definire montessoriano, fanno da scandaglio dell’animo umano facendoci intravedere profondità oscure.

I destini degli uomini che si avvicendano nei dialoghi seguono traiettorie solo apparentemente casuali che però improvvisamente si intersecano inaspettatamente facendo sobbalzare gli spettatori.
La felicità appare fissa in un momento nel passato e da allora in poi si diramano i fili dei destini fino ad oggi su quella panchina di Buenos Aires in maniera apparentemente disordinata, ma sotto gli occhi degli spettatori i fili del burattinaio invisibile, il destino, si uniscono a formare un armonico e connesso ricamo.
I personaggi sono pervasi dalla malinconia di ciò che poteva essere e non è stato, uno “sliding doors” sudamericano dove sul palco vediamo solo una delle possibili realtà, ma intravediamo tutti i mondi paralleli dove le altre infinite possibilità del destino dei personaggi si sono diversamente compiute.

La magistrale e limpida regia di  Andrée Ruth Shammah tiene tutti sul filo grazie anche alla perfetta recitazione di Gioele Dix che nell’interpretazione dello scrittore cieco con il suo sguardo nel vuoto sembra vedere chiaramente l’anima di chi gli siede accanto, convincente anche l’interpretazione di Elia Schilton del bancario in crisi di mezza età che passa dall’essere un grigio medio man ad un uomo capace di gesti estremi e torbide ossessioni, ma è il personaggio della donna interpretato da Laura Marinoni quello che più di tutti è riuscito a trasmettere l’impronta di una personalità dove si concentrano le umane emozioni ; dal rimpianto per l’amore incontrato per un attimo e perso per sempre alla rassegnazione ad una vita insoddisfacente che si nutre di pochi momenti dove lei si accontenta di contemplare non vista e non riconosciuta l’oggetto del suo amore.

Scenografia e luci molto belli che rendono davvero l’idea del caldo che si attenua nelle giornate di autunno a Buenos Aires, lo stesso dicasi che i chiari abiti del cieco, molto latinoamericani
Nell’ultima scena tutto sembra convivere, il disegno del destino è finalmente chiaro, la morte e la speranza, il rimpianto dell’amore perso in gioventù con l’amore ritrovato in età matura.
Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti – Milano
11 – 22 Dicembre 2019
CITA A CIEGAS (Confidenze fatali)
di Mario Diament
traduzione, adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah
con Gioele Dix – Laura Marinoni, Elia Schilton – Sara Bertelà, Roberta Lanave
scena Gianmaurizio Fercioni
luci Camilla Piccioni
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Michele Tadini
produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana
Durata: 2 ore

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