Classe 250 bye bye, arriva la 600

motociclismo circuito
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L’annuncio della Commissione Gran Prix decreta la fine di una classe che esiste dal 1949 e apre la porta a un periodo di sperimentazione.

Tanto tuonò che alla fine piovve. Giovedì 11 dicembre uno scarno comunicato stampa emesso dalla Commissione Gran Prix ha ufficialmente decretato la fine della classe 250. A partire dal 1° gennaio 2011 infatti la quarto di litro scomparirà per fare posto alla nuova classe, chiamata Moto2 e caratterizzata da motori con una cilindrata massima di 600 cmc.

La nuova categoria si pone due ambiziosi obiettivi: ridurre i costi che ruotano intorno al Motomondiale e accreditarsi come vera e propria “palestra” per i piloti della classe 125 che coltivano il sogno di approdare in MotoGp.

A dire il vero la notizia della nascita della classe 600 era ufficiale già da luglio scorso[1] ma il comunicato di giovedì ha finalmente dettagliato le regole tecniche cui dovrà sottostare la nuova categoria.

In estrema sintesi: motore a quattro cilindri alimentato dalla normale benzina verde con un regime massimo pari a 16.000 giri (15.500 per i tre cilindri, 15.000 per i due), elettronica limitata rispetto a quella attualmente in uso nella 250 ed erogata solamente da fornitori scelti dalla Federazione. I motori inoltre non potranno avere né valvole pneumatiche né pistoni ovali e dovranno essere aspirati (il turbocompressore sarà quindi vietato).
Anche i freni in carbonio, sempre per contenere i costi, non saranno ammessi e il numero di moto per pilota sarà ridotto a una, con due motori massimo a disposizione.

Il telaio della moto potrà essere invece sviluppato senza alcuna limitazione e dovrà essere un prototipo, ragione per la quale non saranno ammesse parti provenienti dalle moto di serie.

Una novità interessante riguarda la possibilità per i team di acquistare, entro un’ora dal termine della gara, il motore utilizzato da una squadra concorrente – tranne i corpi farfallati e la centralina- per 20.000 Euro. I team che si rifiuteranno di consegnare il motore alla squadra che desidera acquistarlo saranno squalificati.

Un futuro tutto da costruire, quindi, che non si presenta però facile. A luglio l’accoglienza della 600 da parte dei costruttori era stata piuttosto fredda e dopo 6 mesi non sembra che l’atteggiamento sia cambiato. Sebbene la data per presentare la propria candidatura a partecipare alla nuova classe sia passata da un bel po’ – era il 31 luglio 2008 – nessun costruttore si è al momento fatto avanti. Solo la Honda, che da tempo spinge per accreditarsi come fornitore unico, ha manifestato il proprio interesse verso questo tipo di proposta.
Alessandra Rossi

[1] Motosprint, numero 27 (1-7 luglio 2008)

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