Claudia de Lillo, Ricatti

ricatti Claudia de Lillo
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La solitudine delle donne e le scelte per sopravvivere.
Ci sono molti modi per parlare delle donne. Si può raccontare di quelle che sono state fondamentali nell’arte, nella scrittura, nella scienza, ma che sono state dimenticate. Si può esaltare le doti di donne manager e dei successi ottenuti, del prestigio di ricoprire cariche istituzionali e politiche. Tutto diventa semplice quando si racconta di aspetti eclatanti o di storie del passato che molti non conoscono.

Difficile è raccontare di donne comuni che devono affrontare ogni giorno la quotidianità. In “Ricatti”, Claudia de Lillo narra la vita della protagonista Nina, donna sola che deve ogni giorno affrontare le vicissitudini dell’esistenza.
Nina è un autista privato, licenza e macchina ereditate dal padre affetto da demenza senile precoce, e deve, come tutti i conducenti, accompagnare in silenzio le vite degli altri.
Ha un dono particolare che la rende protagonista di un’insolita capacità: riconoscere gli odori e, di conseguenza, rendere questo dono in grado di farsi un’idea di chi ha davanti. La sua vita gira intorno al figlio adolescente, all’ex compagno, ai genitori, a due amiche che, esattamente come lei, vivono le loro solitudini. La sua esistenza sarà sconvolta da un incontro con un uomo d’affari che le mostrerà quanto di brutto ci possa essere dietro individui spregiudicati e disposti a tutto pur di avere denaro e potere.

È un viaggio nella solitudine delle donne che devono affrontare ogni giorno gli ostacoli degli stereotipi di genere, del dover arrancare per arrivare alla fine del mese, del tempo che non basta mai per se stesse, ma che è assorbito dagli altri come se tu stessa non avessi diritto ad averne. È il doversi sentire all’altezza anche quando le forze vengono meno, è la rabbia per la delusione nei confronti del genere umano.
Un percorso difficile da affrontare in una società che ci vuole sempre al massimo di noi stesse, ancora più triste quando la sua vita incrocia il mondo delle escort.
Attraverso il racconto di questo incontro, la scrittrice affronta il tema dell’uso del corpo delle donne e di come sia stato quasi legittimato l’abuso che se ne fa. Sono donne che dichiarano di aver scelto questo “lavoro” per potersi permettere una vita lussuosa, ma in realtà sono donne che vivono una vita fatta di sottomissioni, di umiliazioni e tutto quello che luccica è solo una patina apparente. Un percorso tortuoso che le rende spregiudicate e noncuranti esattamente come gli uomini che le utilizzano, che fa di loro un simbolo di bellezza e di potere, ma che nasconde la solitudine di chi non può vivere alla luce del sole.
Nina attraversa il buio di queste storie e ne capirà ogni bruttura quando la storia le restituirà la luce della bellezza della sua quotidianità.
Un percorso lungo, triste, solitario in una terra desolata dove ognuno di noi potrebbe trovarsi per la foga di essere, come dicevo sopra, al massimo di noi stessi.

Claudia de Lillo racconta con Nina varie sfaccettature dell’amore e di come le delusioni che ne fanno parte dipendano dal nostro modo di affrontare le situazioni.
L’amore è uno scambio di affinità e, forse, proprio come dice Eugenio Finardi in un bellissimo brano dal titolo “Non è nel cuore” “Ma l’amore non è nel cuore ma riconoscersi dall’odore”, Nina aveva nelle sue mani la chiave per riconoscerlo e, travolta da una necessità di essere amata, non ha voluto seguire il suo istinto olfattivo che aveva già presagito una zona di ombra.
Forse siamo tutti condannati a non saper riconoscere.
Nicla Pirro

Claudia de Lillo
Ricatti
Mondadori
pp. 373
€ 17,00

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