Claudio Rocchi: La realtà non esiste

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Per voi giovani era il titolo di una trasmissione radiofonica che andava in onda sulle frequenze, allora in monopolio, di mammarai nella prima metà degli anni settanta e che ha svezzato almeno due generazioni di rockettari. I conduttori erano giovani giornalisti che si inventavano giorno per giorno un mestiere e che ora sono firme famose della critica musicale, Carlo Massarini, Paolo Giaccio, Riccardo Bertoncelli, Raffaele Cascone, Fiorella Gentile, Maria Grazia Giulietti. Passavi il pomeriggio su RAI1 ad ascoltare tutto ciò che di meglio la musica rock poteva allora offrire, poi aspettavi la sera per sintonizzarti su RAI2 ed attendere In a gadda da vida, la sigla di Supersonic, dischi a MACH2 e ti sembrava di essere meno solo.

Altri tempi. Tutto era una scoperta e le vie della sperimentazione e dello stupore erano infinite. Fra i conduttori di Per voi giovani vi era un giovane cantautore milanese che si introduceva con le note fatate di Music is love di David Crosby e che dispensava perle di musica e di saggezza orientale. Perché già da allora Claudio Rocchi guardava ad oriente. Figura atipica nel panorama iperpoliticizzato del rock italiano di quegli anni, presente a tutti i festival liberi e liberati dell’epoca, tra la destra e la sinistra aveva scelto l’alto perché era la posizione da cui si guardava meglio e si aveva una visione diversa e totale delle cose. Autore di dischi storici come Viaggio e Volo Magico numero 1, incisi con la crema dei musicisti milanesi (Alberto Camerini, Ricky Belloni, Donatella Bardi), grande sperimentatore di suoni elettronici e di vite alternative, devoto di Krishna negli anni del riflusso, direttore di radio libere a Katmandu, regista di film underground, Rocchi amava raccontare di aver vissuto più vite.
Amava, perché purtroppo Claudio se n’è andato due settimane fa per una fulminea malattia  che ci ha lasciati  orfani non solo di un grande musicista ma di un vero illuminato. Negli ultimi anni era ritornato a fare musica e concerti (sul palco della manifestazione finale della campagna referendaria di tre anni fa accanto ai giovani arrabbiati c’erano anche le memorie storiche del movimento alternativo italiano lui, gli Area, Eugenio Finardi), sempre attento allo sviluppo delle nuove tecnologie e di nuove forme di organizzazione (sua la battaglia per una SIAE pulita, suo il progetto di crowfunding per finanziare progetti musicali al di fuori dell’industria musicale ormai morente).
Sua l’organizzazione del festival Per voi giovani svoltosi all’Auditorium di Roma dal 19 al 26 giugno, un involontario lascito testamentario di un’epoca bellissima della nostra storia e della nostra cultura. Mostre fotografiche (splendidi gli scatti ultrafamosi di Carlo Massarini), dibattiti, films e concerti tutti incentrati sul periodo in cui il rock era italiano. Sul palco della Cavea si sono susseguiti i nomi storici del prog nostrano, Banco del Mutuo Soccorso, Osanna, Museo Rosenbach, Premiata Forneria Marconi, ancora seguitissimi e non solo dai coetanei. Sempre all’Auditorium, l’ultima sera, era in programma il concerto di Franco Battiato, altro grande protagonista di quella stagione, che avrebbe dovuto essere introdotto dalla collaborazione fra Rocchi, Gianni Maroccolo, ex bassista dei Litfiba e dei CSI che con Claudio aveva condiviso il progetto VDB23. Nulla è andato perso. La serata, orfana dell’ideatore, si è risolta in un bellissimo omaggio del musicista siciliano all’amico scomparso sulle note di una struggente La realtà non esiste ed è proseguita con la riscoperta di due pezzi dei primi dischi del Battiato sperimentatore Aria di Rivoluzione e Propriedad Prohibida (che qualcuno ricorderà come sigla della trasmissione televisiva TG2 Dossier), e poi via via con tutti i classici da La Cura a Up Patriots to Arms con grande successo.
Avevo 14 anni ed era una noiosa domenica pomeriggio adolescenziale, vagavo con un amico per la città deserta, quando incontrammo un ragazzo con la barba  che ci invitò a seguirlo dicendoci : venite al concerto di Claudio Rocchi. Mai invito fu più gradito e foriero di scelte esistenziali. Eravamo come Alice che entrava nel paese delle meraviglie. Senza paura, come se quella fosse la nostra inclinazione naturale…e lo era. Per questo porterò Claudio Rocchi per sempre nel cuore. Claudio Rocchi, semplicemente un grande uomo.
Mario Barricella
http://youtu.be/ByK7lfldISs

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