Collina di San Silvestro: solita storia di inquinamento ambientale

Pescara San Silvestro antenne
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È un po’ come quando sei coinvolto in qualcosa di cronico, non necessariamente una malattia, ma anche una situazione, una condizione, uno stato d’animo, insomma un qualcosa nel quale resti invischiato, anche non volendo, e dal quale non trovi il rimedio per uscirne, anzi piano piano ti difendi psicologicamente e non ci fai più caso. È così che deve essere accaduto per l’inquinamento elettomagnetico che insiste sulla collina di San Silvestro ma non per i residenti, per tutte le altre persone.

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San Silvestro, uno striscione di protesta dei residenti. Foto Emidio Maria Di Loreto

San Silvestro è la collina con il più bel panorama di cui godere immediatamente a ridosso della città di Pescara. Sono oltre venti anni che iniziarono le denunce e le manifestazioni dei residenti, giustamente da allora in perenne protesta per migliorare la loro condizione abitativa, ma soprattutto per  l’eliminazione del pericolo ambientale al quale devono sottoporsi  loro malgrado. Da allora, ma per meglio dire dal 1953 anno in cui fu installato il primo ripetitore RAI, iniziò un travaglio che per la verità sembrava un esordio positivo, come nella miglior tradizione del boom economico, quando si vedeva l’utilità immediata e non si era capaci di prevedere quali nefaste condizioni avrebbe potuto portare lo sviluppo di quella azione. Insomma sempre lo stesso film: si costruisce, il palazzinaro di turno vende benessere sotto forma di appartamenti con ogni comodità e ben di Dio, lui arricchisce …e non si pensa che gli oneri di urbanizzazione debbono essere previsti nell’ottica di una sostenibilità ambientale che però costa e allora? Scarichiamo nel fiume …e poi direttamente nel mare. Chi deve guardare, strizza l’occhio e gira lo sguardo e …poi arrivano i divieti di balneazione che vengono imboscati nell’attesa che l’oxystrong (acido perossiacetico o peracetico che dir si voglia), versato letteralmente a fiumi, uccida gli echerichia coli, gli enterococchi, gli streptococchi e le salmonelle o gli enterovirus e produca però altri fastidi negli sfortunati che vi incapperanno. Resta quindi il dilemma, per quei bagnati che si sono sottoposti all’ ”ammollo merdochimico” come viene ormai chiamato nel web in modo sagace e tragicomico, se rimanere colpiti da enterite o da impetigine oppure optare per irritazioni agli occhi o dermatiti da alta concentrazione di acido.

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Collina di San Silvestro, intreccio di antenne e abitazioni. Foto Emidio Maria Di Loreto

La coscienza ambientale non può essere un optional. Mai! E allora bisogna ricordarsi anche, per rimanere nello stesso posto, della diga foranea, che di fatto concentra l’inquinamento del fiume Pescara in una ben definita posizione, che rende il fiume non più navigabile con danni enormi anche per i costosissimi dragaggi, che restano solo palliativi, ed uccide anche quella minima vocazione turistica di cui si poteva godere quando… la Tiziano, con cadenza plurisettimanale, facendo la spola con la costa dirimpettaia in Adriatico, riversava fiumi di turisti da una parte e dall’altra. Quando la si realizzò, la diga foranea,  si pensava di rendere più agevole l’ingresso in porto; adesso praticamente non esiste più il porto canale, in alcuni punti il pescaggio supera di poco il metro.

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Collina di San Silvestro, intreccio di antenne e abitazioni. Foto Emidio Maria Di Loreto

A San Silvestro è accaduta la stessa cosa, inizialmente si è benedetto il presunto benessere portato dalle prime antenne che, consentivano di vedere tutti i programmi e comunque qualche fonte di reddito dai terreni sui quali si montavano i tralicci pure lo garantivano; poi, con l’avvento delle “private”, la scelta è diventata addirittura imbarazzante per le varie possibilità di programmi che offrivano alla visione e pure alla radio i programmi erano talmente vari che:« …che bisogno c’è di acquistare i vinile? Ti sintonizzi dove vuoi e ascolti di tutto!».

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Collina di San Silvestro, antenne Ray Way. Foto Emidio Maria Di Loreto

Il risultato sono le foto che potete vedere, antenne altissime su più tralicci dislocati in linea d’aria su due insediamenti non molto distanti, uno di Rai Way mentre tutti gli altri poco distanti, anch’essi tra le abitazioni dei residenti. Tanto tra le case che per raggiungere l’ingresso di una delle postazioni si percorre per qualche decina di metri un camminamento giusto per una persona, tra una recinzione di una abitazione ed il piano terra di quella vicina. Per rendere l’idea: se da questa abitazione tenessero le ante delle persiane aperte a 90° non sarebbe possibile procedere; certo che da un punto di vista urbanistico che tipo di autorizzazioni sono state concesse a tralicci ed abitazioni? Si immagini anche cosa sarebbe dal punto di vista urbanistico ed estetico San Silvestro se solo si potesse liberare la vista da quelle oscenità rappresentate dai tralicci! Quanti appetiti sarebbero solleticati per poter possedere un’abitazione sul colle dal più bel panorama sul mare?
Invece la concentrazione di antenne diventa insostenibile per quello che i residenti chiamano semplicemente elettrosmog.

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Collina di San Silvestro, intreccio di antenne e abitazioni. Foto Emidio Maria Di Loreto

Le stazioni emittenti infatti hanno enormi interessi economici ad avere una massima potenza del segnale, per giunta emesso da una stazione che ha goduto nella primitiva installazione di una totale mancanza di regole; più è potente il segnale, più alta è la zona di copertura, più alti sono gli introiti pubblicitari ipotetici ma anche più alti sono i campi elettromagnetici generati. A questa situazione si oppone una frenetica attività di comitati con i vari partiti politici che se ne occupano senza mai individuare la strada giusta per la risoluzione del problema. Si ipotizza di distribuire sul territorio le antenne presenti sfruttando le altezze di altre zone della provincia, ma si incontrano le opposizioni degli amministratori di quei luoghi ed anche le opposizioni di chi deve sborsare somme ragguardevoli per rendere possibili tali dislocazioni. Si arriva finanche all’ipotesi di attrezzare piattaforme marine da cui diffondere i vari segnali ma nel 2015, il 14 Luglio, il TAR del Lazio accoglie il ricorso della RAI contro la delocalizzazione degli impianti.

Non poteva che finire con procedimenti legali infiniti, sentenze che si accavallano, proprio quando sembra che si sia fatta chiarezza si torna ad impugnare il procedimento che il giudice precedente aveva portato a sentenza ma in modo diametralmente opposto. Nel 2012 si ottengono delle sentenze di spegnimento che però, dopo, sono considerate sbagliate e partono anche diversi provvedimenti di condanna al pagamento delle spese. In quella circostanza varie società, locali e nazionali,  a cui facevano capo le TV interessate, ottengono che le ingiunzioni vengano annullate e anzi, scende in campo anche la Finanza che individua un rebus sulle autorizzazioni per presunta mancanza delle stesse. Anche la Forestale che insieme all’Arta ravvisa nel 2012  e 2014 un superamento dei limiti consentiti nelle misurazioni dei campi elettromagnetici. Queste notizie ci sono anche confermate durante un incontro avuto con il direttore tecnico dell’Arta Abruzzo dott. Giovanni Damiani ed il dott. Sergio Palermi.

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Il dott. Giovanni Damiani, direttore tecnico ARTA Abruzzo. Foto Emidio Maria Di Loreto

È anche emerso che le misurazioni, nel corso degli anni, sono state numerose e che sono state assolte tutte le richieste dei residenti per ogni opportuna valutazione. Abbiamo anche appreso che, rispetto alla iniziale situazione di anarchia, le cose sono enormemente migliorate, in parte dovute anche all’avvento del digitale, e adesso si presta rigorosa attenzione alla soglia dei 6 V/m (volt al metro; come dato della singola stazione o come totale della somma delle stazioni emittenti ) che il ministro Ronchi volle che fosse individuata come Principio di Precauzione per i campi elettromagnetici. Dai rilevamenti dello scorso novembre 2015 infatti, quando il rilevamento dell’Arta stabilì un’emissione totale pari a 9,6 V/m,  ben 5 stazioni emittenti, hanno provveduto a spostare la loro antenna in modo da rendere irrilevante sulle abitazioni l’emissione elettromagnetica. Questi spostamenti dovrebbero essere già stati regolarmente eseguiti anche se manca la conferma definitiva così come manca anche  la conferma del rilievo delle nuove misurazioni dopo tali spostamenti. Se fossero tutte confermate le notizie sulle emissioni attuali, se le sentenze del TAR Lazio che annullano la possibilità di installazione in mare non fossero ribaltate, chi spera di avere la collina di San Silvestro ripulita completamente da quegli obbrobri estetici che per giunta diffondono elettromagnetismo “controllato”, non avrà molti margini di manovra. Dura da digerire, dura da accettare.
Emidio Maria Di Loreto

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