Colombia: una chance concreta per la sinistra con Gustavo Petro e Francia Márquez?

rancia Márquez e Gustavo Petro
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Oltre cinquemila cittadini rappresentanti la popolazione della Colombia hanno partecipato a colloqui, sondaggi, focus group, avvenuti tra l’Agosto e il Dicembre 2021, raccontando cosa vorrebbero per il futuro del loro paese che va alle elezioni presidenziali il prossimo 29 Maggio.
«Fare un nuovo patto per l’istruzione; cambiare la politica ed eliminare la corruzione; trasformare la società attraverso la cultura; prendersi cura della biodiversità e della diversità culturale; costruire la fiducia pubblica e proteggere la pace e la Costituzione è ciò che i cittadini ‘ordinano’ nel mezzo della campagna politica che eleggerà il successore di Iván Duque alla Presidenza della Colombia» [1].

A rispondere a queste esigenze potrebbe essere il candidato della sinistra alla elezioni presidenziali, Gustavo Petro a capo della coalizione Pacto Histórico. Lo scorso 13 marzo si sono svolte contemporaneamente le primarie presidenziali e le elezioni legislative e Pacto Histórico è diventata la principale forza politica del Paese con 16 senatori e 25 deputati. Non solo ma Gustavo Petro con oltre 4 milioni di preferenze alle primarie è risultato il più votato andando con oltre mezzo milione di voti in più rispetto a quelli raccolti dal presidente uscente, Iván Duque (Centro Democrático) nelle primarie del 2018.

All’interno della Camera bassa e del Senato la forza del centro e della destra, sia pur in calo, resta maggioritaria. Tra i primi partiti c’è il partito di destra, Centro Democrático dell’ex presidente Álvaro Uribe Vélez che passa da 19 a 14 senatori e da 32 a 16 deputati. Il Partito conservatore ottiene 16 senatori e 25 deputati, un altro partito di destra in arretramento è Cambio radicale che ottiene 20 seggi al Senato e 12 alla Camera. mentre il Partito liberale colombiano di centro sinistra ha 15 seggi al Senato e 32 alla Camera. In tutto il Congresso la presenza femminile è minoritaria: 31 donne al Senato su 102 eletti e 49 alla Camera su 167.

Elezioni presidenziali che non vedranno al centro dell’attenzione Álvaro Uribe come lo è stato fin dalla sua prima elezione alla presidenza della repubblica nel 2002. In queste elezioni gli scandali, le pesanti contestazioni e manifestazioni sociali contro le politiche neoliberiste lo hanno messo da parte, insieme a tutto l’Uribismo.
La politologa dell’Universidad de los Andes, Angélika Rettberg commentando le elezioni ha spiegato la crescita del fenomeno delle coalizioni con «la crisi dei partiti tradizionali, l’emergere di piccoli partiti e l’ascesa di una politica in cui la personalità conta più dell’ideologia» [2].

E a proposito di personalità il favorito alla carica di presidente della Colombia è Gustavo Petro, 61 anni, senatore ed ex sindaco di Bogotà. Entrò nel movimento guerrigliero M-19 alla fine degli anni ’70 e venne arrestato per porto illegale d’armi nel 1985 e rimase nel movimento fino agli accordi di pace del 1990. Nel 2011 venne eletto sindaco di Bogotà dopo campagne contro una serie di scandali intorno alla politica e nel 2018 è stato il candidato più votato dopo Ivan Duque.
Petro e la sua coalizione Pacto Histórico oltre a lottare per l’abbattimento delle enormi disuguaglianze, il rispetto delle comunità indigene e dei loro territori spingono anche verso uno stop allo sfruttamento del petrolio dando una maggiore attenzione alle energie pulite e all’ambiente.

Gli avversari sulla strada della Casa de Nariño, la sede della Presidenza della Repubblica, sono da destra l’ex sindaco di Medellín Federico Gutiérrez detto Fico e il candidato del centro Sergio Fajardo. Se è vero che «la volontà di cambiamento dei colombiani è profonda. E la destra, che con diverse sfumature ha governato il Paese per decenni, rappresenta per molti l’establishment che ha generato disuguaglianze e violenze. Tuttavia, la forza elettorale storica della destra continua, soprattutto nei ceti medi emergenti delle città. Lì, il discorso dello sviluppo economico e della libertà continua a prevalere su quello della disuguaglianza e dei diritti umani» [3].

Petro ha la necessità di allargare i consensi anche perché, data la composizione del Parlamento, in caso di vittoria dovrà negoziare con al tri partiti e «non per niente il leader progressista, nel suo discorso dopo la vittoria, ha invitato il Partido Verde, il Partido Liberal e persino i «conservatori con etica» a dare vita «a un grande fronte ampio e democratico» [4].

Ma la vera novità del panorama politico colombiano è Francia Márquez che con i suoi 781mila voti, è arrivata terza con più consensi più di quelli ricevuti dal vincitore delle primarie del centro Sergio Fajardo. Da mercoledì accompagna – come vice presidente – nella campagna elettorale il candidato Gustavo Petro. Márquez ha 39 anni ed è una afro-discendente e fina da giovane ha sempre condotto battaglie per i diritti delle comunità indigene, delle donne, della depenalizzazione dell’aborto e in difesa dell’ambiente e contro lo sfruttamento delle risorse. Nel 2012 ha partecipato a L’Avana ai negoziati di pace fra i leader delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e il governo del presidente Juan Manuel Santos; nel 2018 le è stato assegnato il Premio Goldman, il Nobel per l’ambiente; nel 2019 è scampata ad un attentato. Francia Márquez all’interno della coalizione progressista porta la sua determinazione e la sua leadership in non poche comunità. Nota per aver combattuto l’estrazione illegale dell’oro che – nella sua comunità – danneggia l’ambiente e colpisce direttamente più di 250.000 persone già messe a dura prova dagli anni di conflitto.
Grazie ad un lavoro costante dal basso nella definizione delle proposte e delle attività da condurre. Francia Márquez ha di recente dichiarato che la sua prima proposta è in direzione di uno stop alla guerra andando avanti nella pacificazione, perché «la violenza finisce per colpire le persone più povere dei territori, dove non hanno condizioni di vita dignitose, acqua potabile, salute, istruzione, e devono anche sopportare il conflitto armato». E per lei porre fine alla violenza significa risolvere il problema del narcotraffico e in relazione a ciò guarda ad un processo di legalizzazione che porti anche «il cambio d’uso della foglia di coca e della marijuana, in termini di trasformazione in prodotti farmaceutici, agro-industrie, calzature» ma anche per un cambio di politica nella sanità per dare supporto a chi fa uso di droghe. Altra priorità sarà la lotta alla violenza razziale e patriarcale [5].
Pasquale Esposito
[1] Questo lavoro è il frutto di un’iniziativa di sei università e altre associazioni, cfr. Estos son los cambios de fondo que los colombianos le piden a quien gane la Presidencia, https://www.elpais.com.co/politica/estos-son-los-cambios-de-fondo-que-los-colombianos-le-piden-a-quien-gane-la-presidencia.html, 30 Marzo 2022
[2] Daniel Pardo, Colombia elige congreso y candidatos presidenciales: 3 cosas inéditas de las elecciones que definirán el futuro del país, https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-60702189, 13 marzo 2022
[3] Daniel Pardo, Petro, Fico y Fajardo: Colombia elige a tres candidatos clave para las presidenciales (y qué significa de cara a las elecciones), https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-60731796, 13 marzo 2022
[4] Claudia Fanti, Colombia, Gustavo Petro favorito per la presidenza. Risultato storico per la sinistra, 16 Marzo 2022 https://ilmanifesto.it/colombia-gustavo-petro-favorito-per-la-presidenza-risultato-storico-per-la-sinistra,
[5] ¿Cuál es la apuesta política de Francia Márquez?, 23 marzo 2022 https://www.radionacional.co/actualidad/politica/francia-marquez-propuestas-para-elecciones-presidenciales-2022

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