Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello

Come tu mi vuoi

Quanto gli altri e le loro aspettative nei nostri confronti determinano ciò che siamo, quando siamo condizionati dal contesto sociale in cui viviamo cosa accade alla nostra identità? Invisibile Kollettivo elabora questa drammaturgia pirandelliana scritta nel 1929 nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, fu ispirato dal fatto di cronaca dello smemorato di Collegno che catalizzò l'attenzione dell'opinione pubblica. Nella rielaborazione teatrale della cronaca l'ignoto di Collegno diventa l'ignota; una donna la cui vicenda si svolge tra una cosmopolita e dinamica Berlino alla quale fa da contraltare una cittadina di provincia del nord Italia.

La nostra protagonista berlinese è Elma, amante dello scrittore Salter e compagna erotica della sua giovanissima figlia Mop, donna disinibita, libera e attrice dal passato oscuro e misterioso. Una sera la donna viene riconosciuta da un uomo come Lucia moglie di un suo amico, l'ufficiale italiano Bruno Peri,  scomparsa da Udine dieci anni prima, durante la Grande Guerra e vittima probabilmente di atroci violenze durante il conflitto che ne hanno condizionato la memoria fino a mutarne l'identità. Quanto ci sia di volontaria mistificazione in questo e quanto ci si trovi al cospetto di una condizione psichiatrica involontaria non ci è dato sapere. I personaggi che girano attorno all'Ignota in Italia, nei pochi mesi in cui la donna decide di ricongiungersi all'ipotetico marito, non hanno mai accettato la perdita, non hanno mai elaborato il lutto, sono la loro volontà ed i loro desideri a materializzare la scomparsa nella donna che si ritrovano in casa, dimora nella quale lei ha trascorso solo un anno da sposa prima di sparire.

Come tu mi vuoi
©Laila Pozzo

Un giallo psicologico questo Come tu mi vuoi ed un catalogo di dipendenze affettive e relazioni irrisolte, nella arretrata provincia italiana, forte è il condizionamento, degli interessi economici in gioco. Il marito ed i parenti che ruotano intorno al personaggio dell'ignota, non hanno la volontà di individuare la realtà e non hanno gli anticorpi per potersi affrancare dalla dipendenza affettiva: non c'è reale conoscenza di sé, si corrisponde ad uno stereotipo a ciò che la società si aspetta tu sia, si vive con la paura dell'abbandono e dell'oblio. I fatti, la verità, sono irrilevanti o marginali. L'unica realtà che aleggia sullo sfondo e che conta è che Bruno perderà la casa se non si ricongiungerà a sua moglie Lucia. L'ignota prende forma dagli altrui ricordi e si materializza fino a combaciare con l'immagine nel quadro in casa che la ritrae. Lucia prende forma attraverso i sentimenti, le passioni, gli interessi degli altri.

Invisibile Kollettivo propone al pubblico una Ignota ancora più ambigua, se possibile, rispetto al personaggio uscito dalla penna di Pirandello: due attrici si avvicendano nell'interpretare l'Ignota; a Berlino è Elena Russo Arman a vestirne i panni, una Arman intensa, drammatica, perfettamente centrata in un ruolo difficile, ambiguo. L'Ignota a Udine è interpretata da Franca Penone, attrice espressiva e convincente nell'interpretare il ruolo della moglie così come gli altri si aspettano essa sia, fino a convincere finanche se stessa della esistenza di un legame sentimentale con il marito. La realtà anche qui rimane irrisolta essa è presente solo sullo sfondo della vicenda, le due versioni dell'Ignota, tedesca e italiana sono le due facce dello stesso personaggio o meglio la stessa fluida personalità che muta forma a secondo del contesto, dei sentimenti e degli interessi che la circondano. Sarà però la comparsa di una nuova ignota , individuata in un manicomio, una povera mente devastata e vuota che ricorda solo l'ombra di un essere umano a dare una chance alla nostra protagonista lasciando un finale indeterminato.

Desideri ed ossessioni in questa interpretazione della drammaturgia pirandelliana, materializzano la realtà. I fatti sono irrilevanti rispetto ai desideri . Possiamo costruire la nostra identita per combaciare con un ideale anche se non ci appartiene. Fake it till you make it, interpreta un ruolo finché diventerai colui o colei che stai interpretando.

Una scenografia che aiuta lo spettatore ad attraversare lo spazio, un interno tedesco bohemian che crea un ottimale contesto per accompagnare la lascivia che trasuda dai personaggi; una provincia italiana identificata con il modello della villa. La casa è il patrimonio che si rischia di perdere, la roba di verghiana memoria è il fulcro attorno al quale si dipanano le vicende dei protagonisti. Il è il paravento dietro al quale troviamo l'unica priorità per i personaggi; il patrimonio, senza il primo non può esistere il diritto di proprietà sul secondo. La verità è l'amore sono secondarie nella scala di valori della mediocre mente dei provinciali parenti di Lucia.
Eccomi di nuovo a te, non per me più, non per ciò che quella può aver vissutonessun ricordo più: dammi i tuoiQuesti ridiventeranno vivi in me, vivi di quell'amore che lei ti diede. – Luigi Pirandello
Adelaide Cacace

Teatro Elfo Puccini – Milano
Come tu mi vuoi
di Luigi Pirandello
adattamento, regia e interpretazione Invisibile Kollettivo: Nicola Bortolotti, Lorenzo
Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman
scene e costumi Invisibile Kollettivo
musiche Alessandra Novaga
con le voci di Maria Caggianelli Villani, Alessandro Quattro e Debora Zuin
luci Cesare Agoni
consulenza costumi Bruna Calvaresi
suono Marco Gavezzoli
assistente alla regia Irene Carera
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro dell'Elfo
con il contributo di NEXT – laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello
spettacolo dal vivo, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
con
Elena Russo Arman Ignota Elma
Franca Penone   Ignota Lucia
Alessandro Mor   Salter
Nicola Bortolotti  Mop / Zia Lena / Bruno
Lorenzo Fontana Boffi / Zio Salesio / Ignota Demente

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