Concerto a Roma di Luisa Sobral, estrela portoghese del jazz.

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Siamo al Teatro Eduardo De Filippo nel complesso dell’Officina delle arti Pier Paolo Pasolini – Regione Lazio e la salaè piena e attenta. Tocca a Tosca, padrona di casa in qualità di Coordinatore generale dell’Officina, l’onore e il piacere di presentare Luisa Sobral al pubblico: recente la loro conoscenza e collaborazione e immediata la simpatia che è già amicizia.
Luisa Sobral e Mario Delgado fanno ingresso sul palco accompagnati dal sorriso e dalle loro chitarre e accolti da un caloroso e fiducioso applauso; le luci si abbassano e lo spazio intorno, con tutti noi presenti, è avvolto dalla loro presenza: voci, parole e musica; tutto è semplice, spontaneo e armonioso; anche la scena, definita con tre pannelli di stoffa dipinti con soggetti e colori naturali: stasera presenta “Rosa”, il suo quinto disco uscito alla fine del 2018, dedicato a sua figlia: un lavoro personale, maturo, intimo.

Luisa Sobral
Luísa-Sobral (c)Marta D’Orey

La musica arriva immediata, superando tutti i filtri, in un punto di incontro tra fado e jazz, caldo, toccante, mai troppo struggente.
Come la brezza, come la risacca, come una carezza i suoi racconti delicati ci toccano, ci riguardano, ci accompagnano con grazia, coinvolgendo naturalmente sensi ed elementi.

Luisa canta in portoghese, inglese, italiano: cambiano le parole, resta intatta la poesia.
Narratrice e cantastorie, Luisa parla di sé: donna, madre, moglie, sorella, figlia, amica; c’è ironia e rispetto per i sentimenti nelle sue parole e racconta che spesso sono le stesse storie a trovarla, come nel caso in cui una sua cara amica le confidò di essere contenta di vedere sua madre nuovamente innamorata a 85 anni; in gioventù aveva avuto uno spasimante. Si erano poi persi di vista e lei si era sposata e aveva avuto una figlia, appunto, mentre lui era rimasto solo e sempre ad aspettarla, chiedendo come poteva aggiornamenti di sue notizie ai conoscenti. Finché un giorno venuto a sapere che il marito di lei era morto, dopo una paziente attesa ha trovato il modo di ripresentarsi, dichiararle il suo amore e finalmente conquistarne il cuore. Con tanta poesia, dice Luisa, è stato sin troppo facile scrivere “Dois namorados”, “ho dovuto solo aggiungere la musica!” e poi ci racconta come è nata l’idea del video girato con i veri protagonisti.

Ogni brano del concerto si adagia dentro una storia, un’atmosfera, una passione.
Bella performance anche nel finale col duetto bilingue con Tosca e l’omaggio a sorpresa
alla sua giovanile passione per Laura Pausini, con una rivisitazione molto personale de
La Solitudine”.

Gioca con i concetti di felicità e tristezza. Ricerca il contatto, la sintonia con chi ascolta.
Per questo e altro ritorna ora, consacrata da premi e riconoscimenti, sui principali palchi mondiali con una nuova formazione di musicisti composta da Manuel Rocha, Mario Delgado, straordinario ed unico con lei in questa serata all’Officina, e poi Gil Gonçalves, Sérgio Charrinho e Angelo Caleira.

Sabrina Mancini

26 aprile 2019
Teatro Eduardo De Filippo – Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini – Regione lazio
Roma, Viale Antonino di San Giuliano, angolo via Mario Toscano (zona Ponte Milvio)

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