Conversazioni sulla Bellezza al Festival Filosofia al Mare

Festival filosofia al mare conversazioni bellezza 2016
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Con la settima edizione, il Festival Filosofia al mare conferma la sua rilevanza con la presenza dei nomi più significativi della ricerca filosofica italiana. Conversazioni sulla bellezza, 8-17 luglio, nel consueto scenario di Francavilla al Mare e Ortona. Una formula ormai rodata che si radica sempre più nella comunità locale.

Festival filosofia al mare 2016La settima edizione del Festival Filosofia al mare, che ha il sostegno del Comune di Francavilla al Mare e del Comune di Ortona e come partner editoriale la Orthotes Editrice, con la sua consueta formula delle conversazioni, si presenta con un programma molto ricco per la qualità delle presenze e con un tema estremamente impegnativo come quello della bellezza. Dall’otto al 17 luglio una lunga serie d’incontri con le conversazioni sulla bellezza, con la presenza, fra gli altri, di Franco Rella, Bruno Forte, Umberto Curi, Umberto Galimberti, Elena Pulcini, Massimo Cacciari.
Per presentare la manifestazione abruzzese abbiamo rivolto alcune domande a Carlo Tatasciore, Direttore Scientifico del Festival.

 

Conversazioni sulla bellezza: un punto di partenza davvero impegnativo. In base a quali riflessioni siete giunti a definire il tema di quest’anno?
Credo che la domanda filosofica si presenti a ognuno di noi come quella che ci intriga e che nonostante il nostro impegno rimarrà senza una risposta definitiva. Sicché ho preferito sin dalla prima edizione temi “classicamente” filosofici: l’anima, il corpo, il bene, l’amicizia ecc.
La bellezza è uno di quei temi enormi che era ancora a disposizione. Per la verità, ci avevo già pensato in vista dell’edizione dell’anno scorso, dopo aver affrontato quello del bene, ma poi ha prevalso l’amicizia e ho deciso di rinviare la bellezza a quest’anno. Certo è che ho pensato subito nella bellezza la complessità e ambiguità da cui è accompagnata, senza identificarla immediatamente soltanto come oggetto estetico.

Festival 2015 Giacomo Marramao Michela Musciani
Filosofia al mare 2015, Giacomo Marramao. Foto Michela Musciani

Mi permetterei una suggestione aggiuntiva e le chiederei una sua riflessione. Conversare sulla bellezza non è anche una via per interrogarsi su quale sia oggi il compito della filosofia? In altri termini chi sono i filosofi oggi e di che cosa si occupano?
Ecco appunto! Il legame originario della bellezza con la verità e con l’amore per la verità, che Platone iniziò a istituire, fanno sicuramente di essa un banco di prova per la ricerca filosofica ancora oggi.
Tanto più che se n’è fatto a meno anche nell’arte. Forse oggi più che mai i filosofi dovrebbero saper indicare nella ricerca della bellezza l’essenza stessa del loro lavoro intellettuale, anche quando esso è rivolto alla verità o al bene.

Senza sprofondare nella solita enfasi della bellezza che dovrebbe salvare il mondo, ci aiuti a comprendere il valore utopico che il tema della bellezza potrebbe suggerire, in particolar modo in un’epoca di crisi.
La particolare congiuntura, storica, economica, sociale, politica che stiamo vivendo appartiene senz’altro a quelle che hanno bisogno di una riflessione capace davvero di non auto ingannarsi, di saper riconoscere la via giusta per una verità non definitiva certo, pluralistica certo, ma capace di appagare il nostro bisogno di essa. È un po’ quello che succede anche con la bellezza.
Ma dove sarà mai questa che Plotino definì la nostra “vera patria”? Non certo solo nei corpi e nell’esteriorità, magari di più nelle relazioni umane, negli scambi anche superficiali che però abbiano un qualche spessore, cioè che ci facciano pensare a qualcosa di ulteriore, al di là della fruizione immediata di ciò che, poco o molto, che sia abbiamo a disposizione. Se si prova a rimanere con i piedi per terra, senza farsi incantare da falsi miti, ma rimanendo vigili e attivi, possiamo riuscire meglio a vedere quale posto è il nostro nel mondo, nelle crisi tempestose o in quelle meno evidenti. La crisi attuale sta facendo emergere, nelle forme storiche determinate che le sono proprie, quell’umana insicurezza che le forme elaborate dalla nostra cultura, fra cui la filosofia in senso lato, cerca di affrontare senza sprofondare in passioni nuovissime o ancestrali che siano.
L’utopia, intesa in senso positivo, è costitutiva del nostro vivere democratico, e una componente essenziale della democrazia rimane il libero confronto delle idee, il pluralismo delle “filosofie”. Ecco perché abbiamo sempre bisogno di filosofia.

Festival Filosofia al mare 2015 Maurizio Ferraris Michela Musicali
Filosofia al mare 2015, Maurizio Ferraris. Foto Michela Musicali

Gli autori che avete invitato provengono da formazioni e studi molto diversi. In base a quali criteri avete individuato i vostri ospiti?
Nel corso degli anni alcuni rapporti di amicizia si sono ancor più rafforzati: non parlo solo di rapporti personali, ma anche con il pubblico stesso. Perciò il ritorno di alcuni degli ospiti era atteso. A essi si sono aggiunti altri nomi, con i quali però da tempo esiste uno scambio. Cerco sempre di coinvolgere filosofe, di avere sul campo prospettive teoretiche e storiche, grande capacità di coinvolgimento, in alcuni casi accompagnata da notorietà pubblica che supera i confini delle università dove insegnano.

Filosofia al mare 2015 Umberto Curi Michela Musciani
Filosofia al mare 2015, Umberto Curi. Foto Michela Musciani

Le chiederei, infine, essendo giunti alla settima edizione, di illustrarci la qualità del rapporto che si è creato con la comunità locale delle due cittadine ospitanti e di spiegarci quanto esso è radicato nel territorio.
L’iniziativa è cresciuta nel corso degli anni soprattutto nella direzione da Lei evocata, cioè è apparsa effettivamente “interessante” nel suo non essere “di nicchia”.
La comunità locale ha apprezzato l’intento non retorico e molti scelgono di stare, alcune sere, in compagnia di chi è capace di infiammare con quella scintilla di fuoco, che già Platone usava come metafora della filosofia stessa.
La convinzione che si tratti di qualcosa della città per la città (nel senso elevato del termine) permette alle amministrazioni locali di essere tranquille sulla scelta fatta, oso pensare indipendentemente dalle strette appartenenze politiche.
Non dimentichiamo mai, anzi siamo i primi a tenerne conto, del particolare momento di difficoltà che gli enti locai attraversano. Ma Francavilla al Mare e Ortona sono città di lunga tradizione culturale, che vanno fiere di questo passato e vogliono rinnovarlo nelle forme più adatte all’oggi.
Antonio Fresa

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