COP26. Bozza di accordo insoddisfacente e impegno USA – Cina

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Manca poco alla fine della COP26 e non ci sono certezze su un accordo stringente per ridurre le emissioni e conseguentemente arrestare il riscaldamento globale. Greenpeace ha respinto la bozza circolata perché è di fatto “una richiesta educata che i paesi forse, forse, facciano di più il prossimo anno“. Oltre alle attività da intraprendere o da arrestare per bloccare l’aumento delle temperature c’è il tema delle risorse finanziarie. Risorse verso i paesi in via di sviluppo che oltre ad essere troppo poche (le promesse erano di 100 miliardi all’anno) sono arrivate ma solo parzialmente. Una notizia positiva è arrivata ieri ma non è, ancora una volta, chiaro quanto siano cogenti i contenuti. Stiamo parlando dell’accordo tra Cina e USA che impegnerebbe le parti per l’eliminazione dell’uso del carbone (Pechini ha dichiarato da poco come limite il 2060), un taglio delle emissioni di metano e la protezione delle foreste. Il maggior impegno di Pechino, grossa soddisfazione a Washington, scambiato anche con l’abbandono delle questioni dei diritti umani come quelle connesse alla comunità degli uiguri cinesi.

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