COP26: gli aerei privati un altro simbolo del fallimento

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Il fallimento sostanziale della COP26 ha un altro simbolo: il suo stesso impatto ambientale. La Conferenza sul clima delle Nazioni Unite tenutasi a Glasgow è costata una quantità inusitata di emissioni di gas ad effetto serra. Molte chiacchiere per un ambiente migliore ma i comportamenti dicono altro. La COP26, in una stima provvisoria di ARPU, una società britannica per i servizi per l’ambiente, ha emesso circa 102.500 tonnellate di anidride carbonica, l’equivalente delle emissioni medie annuali totali per oltre 8.000 residenti nel Regno Unito. Molto più di quello che è stato emesso in altre Conferenze sul clima. Si stima che circa il 60% delle emissioni provenga dal trasporto aereo perché le élite hanno utilizzato l’aviazione, anche molti jet privati e per tratti che potevano essere coperti da treni, per arrivare e partire da Glasgow. A contribuire alle emissioni di anidride carbonica ci sono anche gli alloggi per delegati e partecipanti, polizia e sicurezza per l’evento, trasporto da e per le sedi durante l’evento, gestione dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti della sede, costruzione di spazi temporanei per sedi e trasporto di materiali e ristorazione del locale.

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