Coppa Italia di basket 2017: quarti all’ultimo canestro

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Torna alla formula della competizione su quattro giornate la 41a edizione della Coppa Italia di pallacanestro 2017 organizzata nella Fiera di Rimini. Si sono accese le gare, dalle 18 del giovedì, con Reggio Emilia (quarta alla fine del girone di andata) opposta alla rivelazione Capo D’Orlando (chiusa l’andata in quinta posizione). Si parte quindi con coach Max Menetti, che dichiara di volersi aggiudicare il trofeo, opposto all’entusiasmo travolgente dei siciliani in maglia celebrativa per la circostanza. Avevano anche tentato di riportare sul parquet quel Gianluca Basile che, fermo ormai da sei mesi, ha invece deciso di lasciare il basket giocato.

Conclusa così una delle più fulgide carriere di un cestista italiano, Gianluca ha parlato pochissimo anche adesso, ha solo concesso una chiacchierata al suo amico Teo Soragna. Per lui e per la sua grandezza parlano le 510 gare giocate, il suo oro olimpico del 2004, l’oro ed il bronzo europeo, l’argento ai giochi del mediterraneo 1997, i 2 campionati Italiani, i 2 campionati spagnoli, le 3 coppa del Re, le 2 supercoppa spagnola ed l’Eurolega; è stato anche dichiarato MVP nel 2004 e nel 2005 nelle finali di Serie A1.

Celebrato Gianluca Basile, anche con la consegna della maglia rievocativa, iniziano le gare e la sua ultima squadra, la Betaland, offre una buona prestazione. Gara sempre equilibrata, anche per i molti errori, a 2 minuti dalla conclusione Capo D’Orlando ha l’impressione di poterla portare a casa godendo di 5 punti di vantaggio ma il 40enne Kaukenas, che si era rimangiato il suo addio dal parquet, a 40” dalla fine riesce a pareggiare per Reggio infiammando i suoi tifosi. Gli ultimi due liberi di Della Valle bucano la retina mentre il tiro finale di Capo d’Orlando non entra e finisce 63 a 61. Passa quindi Reggio , mentre i siciliani sono costretti a rimandare ad altro la ricerca delle loro soddisfazioni che pure avrebbero meritato.

L’incontro successivo prevede Milano, leader di campionato e detentrice della coppa, opposta a Brindisi, classificatasi ottava, guidate dai due allenatori che si sono aggiudicate le ultime tre edizioni della Coppa Italia. Milano, orfana di Gentile ormai al Panathinaikos dallo scorso Natale ma con un Simone Fontecchio e Dada Pascolo in crescita, inizia la competizione con l’indiscussa volontà di bissare il successo dello scorso anno. Brindisi è però guidato da quel Meo Sacchetti che in terra sarda aveva adeguatamente contrastato coach Repesa avendo però a disposizione un roster ben più importante di quello di cui dispone attualmente alla Cantina due Palme Brindisi.
Quel che non ti aspetti, specialmente dopo i primi minuti di gioco, è che l’Olimpia prenda subito il largo, e che la partita dopo l’allungo iniziale venga ripresa dalla Cantina due Palme. Dal secondo quarto in poi la gara è condotta fino alla fine punto a punto con la decisione per assegnare la vittoria sul tiro di Macvan discriminata davvero da pochissimi millimetri: quelli relativi allo spazio tra il pallone ed il dito indice di Macvan che rilascia il tiro sulla sirena. Del resto la sorte aveva deciso che proprio l’ala di Milano dovesse essere il decisore dell’incontro prima ferendosi alla fronte e uscendo sanguinante, poi segnando una tripla pesantissima da distanza siderale prima di sbagliare i liberi decisivi e rilasciare il tiro vincente sulla sirena. Questo è accaduto dopo che a 4 secondi dalla fine Scott aveva pareggiato per Brindisi. Contro la corazzata Milano, Brindisi ha risposto con un M’Baye, un ventenne Donzelli con il piglio da veterano, e un Goss molto positivi guadagnando la stessa possibilità dei lombardi di passare in semifinale. Non è andata così ma a Sacchetti, ai suoi ragazzi ed i loro tifosi resta la soddisfazione di praticare una pallacanestro dello stesso livello sella capolista; almeno in gara secca.

Le altre due partite previste per i quarti nella giornata successiva opponevano le due pretendenti più titolate a contrastare Milano, vale a dire la Sassari di Bell guidata da Federico Pasquini e l’Avellino di coach Pino Sacripanti nelle cui fila Marques Green ambisce ad alzare per la terza volta il trofeo. L’ultima gara dei quarti riguardava la matricola Brescia di Moss, di Landry e dei fratelli Vitali e la Reyer Venezia di Bramos costruita per vincere anche grazie alla panchina lunghissima di cui dispone con Ress, Ortner e Viggiano, quindi con atleti abituati a vincere, ma che all’appuntamento deve scontare qualche infortunio.
Nella sfida tra Avellino, in maglia rosa in omaggio al Giro D’Italia, e Sassari i primi due quarti sono stati alterni; o almeno si pensava ad una gestione facile di Avellino che amministrava la decina di punti guadagnata subito, malgrado l’onerosa indisponibilità di Cusin. Improvvisamente invece Sassari si accendeva a meno di due minuti dalla fine del secondo quarto riuscendo finanche ad andare al riposo in vantaggio. L’effervescenza dei minuti finali del secondo quarto continuava anche nel terzo con giocate veloci che facevano decollare definitivamente la gara che chiudeva il quarto sul 54 a 56 per Sassari. Anche l’ultimo quarto continuava sulla stessa strada con continui sorpassi e repentini contro sorpassi; del resto le due squadre in campo erano quelle descritte come le più in forma e lo dimostravano essendo sempre sul pezzo. Si sarebbe decisa sull’ultima giocata anche questa volta: è Ragland per Avellino ad avere l’ultimo tiro della vittoria che però non buca la retina e la Dinamo passa 69 a 68.

azione di gioco partita di coppa italia Reyer Venezia contro Leonessa Brescia
Coppa Italia 2017. Un azione di gioco Reyer Venezia vs Leonessa Brescia. Foto Leonessa Brescia

L’ultima gara per i quarti è giocata da Venezia, che parte con il favore del pronostico e la matricola Brescia che non accetta sicuramente il ruolo della semplice comparsa. Questo lo si capisce dalle prime giocate nelle quali, l’asse play-centro di Brescia affonda come un coltello nel burro una difesa veneziana troppo sonnecchiante. Luca, il più esperto dei fratelli Vitali, indimenticato play di 2 metri della nostra nazionale, si prende tiri importanti e li realizza, confeziona assist a volontà durante la gara e mostra un affiatamento con Berggren che fa sobbalzare più volte gli spettatori con giocate strepitose. Sembra quasi di cogliere comunicazioni transoceaniche verso coach Messina. La gara che la Germani ha vinto meritatamente, non è stata certo una passeggiata e la Reyer ha mostrato con Bramos di poterla fare sua. Le cattive condizioni fiche con le quali Venezia si è presentata,però, non le hanno permesso di essere più costante nella vigoria di gioco e così, penalizzata nei rimbalzi e nei tiri da tre punti, solo nella parte centrale della gara ha dato l’impressione di potersela giocare.
La cosa che impressiona di più però nella Germani è che si intuisce chiaramente che i suoi atleti, pur potendo contare su rotazioni fino ad 8, si divertono giocando, avvertono poco la fatica e godono di un gran affiatamento. Questo viene ribadito anche nelle interviste di fine gara durante le quali coach Andrea Diana, davvero un buon lavoro il suo, classifica così il mix di cui dispone: “Moss energia, Vitali leader tecnico, Landry talento offensivo”. Aggiungiamoci anche un efficace Burns ed il quadro è completo. Anche Luca Vitali alle interviste di fine gare si mostra ultrasorridente e dichiara: “ …bel divertimento per noi!” rispondiamo: “Si era capito vedendovi giocare!”.
Ora le seminifinali: Milano vs Reggio Emilia e Brescia vs Sassari.
Emidio Maria Di Loreto

Nella foto di copertina i tifosi della Leonessa. La foto è di Pierpaolo Romano

TABELLINI
Betaland Capo D’Orlando – Grissin Bon Reggio Emilia: 61-63
Parziali: 14-16; 21-17; 15-18; 13-10
Reggio Emilia
Aradori 11, Needham 6, Polonara 3, Reynolds 7, Della Valle 8, De Nicolao 6, Strautins, Kaukenas 6, Cervi 10, Williams 3. Allenatore: Menetti.
Capo D’Orlando
Zanatta, Galipò, Tepic 2, Iannuzzi 9, Laquintana 3, Perl 7, Nicevic, Delas 10, Diener 8, Ivanovic 6, Archie 14, Stojanovic 2. Allenatore: Di Carlo.

Arbitri: Begnis, Martolini, Weidmann
Note: antisportivo a Reynolds al 27′; tecnico a Reynolds al 28′

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EA7 Emporio Armani Milano-Cantine Due Palme Brindisi: 67- 65
Parziali: 28-18, 17-26, 16-17, 16-14
Milano
Dragic 8, Macvan 11, Kalnietis 8, Sanders 12, Mclean 14, Pascolo 6, Raduljica 10, Macvan 4, Cinciarini 2, Fontecchio 2. Rimbalzi: 38 Palle perse: 15 Assist: 15
Brindisi
M’Baye 15, Carter 15, Agbelese 6, Cardillo 0, Scott 15, Donzelli 5, Mesicek 0, Moore 10, Goss 9. Rimbalzi: 35 Palle perse: 15 Assist: 11

Arbitri: Sahin Tolga, Seghetti Dino, Vicino Alessandro.

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Sidigas Avellino-Banco di Sardegna Sassari 68-69
Parziali: 22-13, 38-39; 54-56
Avellino
Zerini, Ragland 16, Green 5, Esposito M. n.e, Esposito L. n.e., Leunen 5, Severini, Randolph 14, Obasohan , Fesenko 12, Thomas 16, Parlato n.e. All. Stefano Sacripanti.
Sassari
Bell 8, Lacey 14, Devecchi, D’Ercole, Sacchetti 7, Lydeka 2, Savanovic 6, Carter 7, Stipcevic 15, Lawal 10, Monaldi n.e., Ebeling n.e. All. Federico Pasquini.

Arbitri: Lanzarini, Mazzoni, Biggi
Note – Tiri liberi: Avellino 3/7, Sassari 15/20. Rimbalzi: Avellino 35 (Fesenko e Thomas 11), Sassari 29 (Lacey 7). Assist: Avellino 15 (Green 5), Sassari 3 (tre con 1).

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Umana Reyer Venezia – Germani Brescia 68-76
Parziali: 15-25, 37-42; 55-56
Venezia
Haynes 8, Hagins 4, Ejim 9, Peric 8, Bramos 22, Ress 2, Ortner 4, Viggiano 3, McGee 8
Brescia
Moore 2, Berggren 14, Vitali L. 11, Landry 19, Burns 15, Vitali M., Moss 10, Bushati 5

Arbitri: Mattioli, Filippini, Piazzalunga
Note: Tiri liberi: Venezia 11/11, Brescia 13/14. Rimbalzi: Venezia 26 (Peric 6), Brescia 40 (Moss 8). Assist: Venezia 15 (Haynes 5), Brescia 14 (L. Vitali 8)

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