Coppa Italia di Basket: è subito sorpresa con Cremona e Torino avanti

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Torna la Final Eight per la Coppa Italia di basket 2018 con tutta la monotonia che incombe su un movimento della pallacanestro quasi dal destino segnato al solito. Tutti in attesa della vittoriosa terza volta dell’Armani alla quale viene concesso magari il dubbio se sarà Avellino a sfidarla in finale.
Quest’anno è stata scelta come sede delle gare Firenze, una delle più belle città che il mondo ci invidia che ha messo a disposizione il Mandela Forum. Sicuramente questa scelta sarà ad alto gradimento per i numerosi atleti stranieri militanti nel nostro campionato che così hanno modo di unire allo spirito agonistico quello… vacanziero.
Alla fine del girone di andata si sono aggiudicate il diritto a partecipare: Sidigas Avellino come testa di serie; e poi Umana Reyer Venezia; EA7 Emporio Armani Milano a caccia della terza conquista consecutiva; Germani Basket Brescia che, fino alla giornata precedente, era indiscussa leader per gioco ed entusiasmo di tutti; Segafredo Virtus Bologna che torna dopo lunghi otto anni con tifoseria al seguito d’altri tempi; Fiat Torino; Vanoli Cremona Red October-Mia Cantù.

Adesso il faro sull’evento, dopo le presentazioni con autorevoli testimonial in Fiona May e Giancarlo Antonioni, passa ad inquadrare la palla a spicchi con i protagonisti designati. Gli Italiani, orfani di Pietro Aradori, con un Peppe Poeta fratturato al setto nasale, l’espertissimo pluridecorato di questo evento Ress, ed i fratelli Vitali in gran spolvero. Per gli stranieri, riflettori sui vari Lafayette, Goudelock, Vujacic, Moss, Rich ed il sempiterno Travis Diener che illumineranno le giocate delle loro squadre.

Il calendario, secondo la posizione di classifica, propone come primo incontro Avellino-Cremona; la prima classificata che sfida la squadra affidata all’attuale coach della nazionale maggiore che dovrà subito misurarsi con quel collega, tra i più esperti, che pure in ambito federale ha mostrato autorevoli risultati nei campionati giovanili.
Segue Venezia-Torino, nella stessa prima giornata con i piemontesi a sfidare i campioni d’italia dopo aver appena cambiato la guida tecnica della squadra di Carlo Recalcati. Il più esperto coach nazionale era giunto a Torino per sostituire Luca Banchi poche settimane prima.
Nella seconda giornata come prima gara il derby Milano contro Cantù, ed a seguire la Virtus Bologna contro il Brescia di Diana e dei fratelli Vitali.

Con il Mandela Forum in festa, e con le coreografie di rito, gli irpini arrivano da primi della classe e probabilmente con negli occhi la conquista della loro prima coppa Italia ad opera di Matteo Boniciolli, esperienza alla quale molti pronosticano la replica. Sono consapevoli di avere un grande conoscitore di pallacanestro alla guida, coach Sacripanti, un buon momento di forma,una lunga panchina, un asse Filloy FesenKo efficientissimo e una batteria di lunghi  dominanti sotto le plance. Tutta qui la lettura della gara: a fine primo tempo Fesenko si accredita di 14 punti 10 rimbalzi e 24 di valutazione con Cremona che comunque è li ad otto punti soli di svantaggio (32-40) pur subendo i lunghi avellinesi ai quali si oppone producendo il suo gioco atipico di continue aperture per colpire dall’arco.
Nel quintetto di partenza Sacchetti propone due italiani, Fontecchio e Ruzzier, mentre Avellino si affida al solo D’Ercole. Quando nella ripresa si affievolisce l’apporto di Fesenko, Cremona torna a comandare il gioco e non chiude la gara nel tempo regolamentare pur conquistando negli ultimi sessanta secondi ben tre rimbalzi in attacco non concretizzati. Finisce 74 pari, è overtime. Dopo altri cinque minuti di partita Cremona riesce nell’ultimo minuto ad andare sul più quattro ed è così che gli Irpini debbono lasciare la competizione per 82 a 89 malgrado i 30 punti di Rich e l’evidente supremazia nell’area pitturata annullata però dal gioco scelto da Meo Sacchetti.

La prima giornata non ha però concluso la sua fase di sorprese; la seconda gara oppone i campioni d’Italia della Reyer a una Fiat Torino reduce da settimane tormentate solo mitigate dalla vittoria a Pesaro in trasferta. La squadra di Peppe Poeta, di nuovo chiamato a dar prova di generosità a causa di una frattura al setto nasale che lo costringe a giocare con maschera protettiva, è guidata da Paolo Galbiati che, evidentemente, è riuscito in poco tempo a ridare tranquillità ai suoi.
La gara ha un inizio imbarazzante per Venezia che chiude il quarto 21 a 4 e dà l’impressione di non decollare mai con i lagunari a recitare una parte che mostrano di non condividere, quasi avessero portato i loro stranieri davvero in…vacanza fiorentina. Venezia solo in prossimità dell’ultimo quarto mostra di approcciare l’incontro con una difesa appena più evidente. Le cifre sono impietose e mostrano tutte le difficoltà in quest’incontro: i lagunari tirano con 8/19 ai liberi. Il Punteggio finale, mai in seria discussione sarà 60 a 72 per Torino che affronterà in semifinale la Cremona di Meo Sacchetti sabato 17 alle ore 18.
Emidio Maria Di Loreto

AVELLINO – CREMONA 82-89 dopo un tempo supplementare
Parziali: 22-18, 40-32, 53-51, 74-74
Avellino: Zerini, Wells 2,Fitipaldo 5, Sabatino ne, Leunen 2 Scrubb 2, Filloy 6, D’Ercole 12, Rich 30, Fesenko 19, Ndiaye 4, Parlato ne. Allenatore: Sacripanti.
Cremona: Johnson-Odom 18, Martin 11, Gazzotti ne, T.Diener, Ricci 12, Ruzzier 5, Portannese, Fontecchio 5, Sims 16, D. Diener 19, Milbourne 3. Allenatore: Sacchetti.

VENEZIA – TORINO 60 – 72
Parziali : 4-21, 29-44, 46-60.
VENEZIA: Haynes 9, Peric 8, Johnson 3, Bramos 8, Tonut 1, Daye 6, De Nicolao 6, Bolpin n.e, Ress, Biligha, Cerella, Watt 19. Allenatore: Walter De Raffaele.
TORINO: Blue 4, Garrett 17, Vujacic 2, Poeta 4, Boungou-Colo 9,Washington 11, Jones 8, Mazzola 9, Tourè n.e, Mittica n.e, Akoua n.e, Mbakwe 8. Allenatore: Paolo Galbiati.

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