Cordemar di Franca Masu

Franca Masu
history 6 minuti di lettura

Il mare, l’attrazione che esercita su ognuno di noi, la sua bellezza, il suo fascino indecifrabile, non mi era mai accaduto viverlo e, direi, condividerlo così intensamente come ascoltando il disco Cordemar di Franca Masu.

Ho parlato di condivisione non a caso perché, potremmo dire, che la grande distesa d’acqua del Mediterraneo è sua, appartiene all’interprete, e ho ritenuto adeguato usare nel titolo la preposizione “di” e non la congiunzione “e” proprio per evidenziare quel legame fra parole e frasi che chiariscono meglio il possesso.

Franca Masu, con all’attivo già 5 album e numerosi concerti in Italia e all’estero, quel vincolo lo sigilla adoperando in maniera magistrale la lingua catalana nella variante algherese, e non solo per un omaggio alla città natale e alla Sardegna ma perché è anche una lingua che permette alle sue corde vocali di decifrare e riprodurre, come in una perfetta replica, ogni sollecitazione che le offre il grande specchio d’acqua. La sua voce lo fa brillantemente nei cinque brani di cui è autrice ma anche in quelli che potremmo definire come rivisitazioni di composizioni di autori internazionali come Astor Piazzolla e Bruno Lauzi, nonché della antica tradizione sarda con il brano “Desde Mallorca a L’Alguer”, configurandosi questo pezzo come un manifesto abbraccio con la sua comunità, “da Maiorca ad Alghero, le parole che canta la gente sono parole vive, che capisco e tutti parliamo la stessa lingua”,  sottolineato dagli accordi liquidi del pianoforte di Sade Mangiaracina.

Ma devo dire che l’impressione che genera l’ascolto di Cordemar è che Franca Masu abbia la voglia di toccare ed esplorare non solo il “suo” mare ma di proiettarsi su quella rotta ideale che collega la tradizione europea con quella oceanica del Sud America alla ricerca convinta di atmosfere e sonorità affini.

Tutto questo è, credo, racchiuso proprio nel brano iniziale Cordemar, dove il vento di primavera carezza le onde, sospinto quasi dagli accordi cromatici del pianoforte che sottolineano anche il cuore palpitante del mare nel suo scorrere fluido.

Il viaggio per mare continua nel secondo brano, Entre tu i jo (Fra te e me”), un sobrio ma elegante pezzo dove la Masu ci offre con la duttilità della sua voce un incrocio di essenze mediterranee, sottolineate dalla mandola di Luca Falomi, per regalarci poi forti suggestioni con ritmi flamenchi in Amb tu sense tu (Con te senza te), scanditi dalla chitarra e dalle palmas, cioè il battito ritmato delle mani.

Franca Masu live
Franca Masu live

La vera sorpresa, almeno per me, è stata ascoltare il brano Al Càntar dedicato all’antica fonte d’acqua degli algheresi sulla strada che da Alghero conduce a Bosa. È un testo poetico, quasi mistico che trova le sue radici profonde nella tradizione delle fiabe e delle janas. Il richiamo a queste figure della tradizione ancestrale sarda – piccole donne alte non più di un palmo di mano, né fate né streghe – è presente, come credo, nel dna di Franca Masu la quale, come loro impegnate a tessere con un telaio d’oro la trama della vita degli umani, così la cantante tira i fili di una storia, intrecciando la trama con l’ordito aiutandosi con la potenza della sua voce, sicura, stabile e appassionata, tanto da farmi immaginare la possibile identificazione della cantante con la “Principessa del Càntar” protagonista del testo.

Ma la duttilità canora di Franca Masu è testimoniata anche nell’interpretazione di un testo di Roberto Carlos Você não sabe (Se fosse vero”) in una versione ritmicamente jazzistica, dove la sua voce sensuale è esaltata, nel piccolo cammeo ricco di swing, dal contrabbasso di Salvatore Maltana e dall’assolo di chitarra di Luca Falomi, per confermare come attualmente l’interprete algherese possa essere annoverata fra le voci più interessanti del panorama europeo.

Atmosfere, poi, soffuse ed eteree ci sono regalate in Salondra che scorrono sui tasti della fisarmonica di Fausto Beccalossi, quasi a sollecitare le capacità espressive della Masu anche in questa ballata lenta, dove ci ricorda che “il sogno ha una memoria e se lo richiami tornerà a rivivere”. Sempre una fisarmonica dai toni romantici, è la protagonista nella riedizione di un celebre pezzo scritto dal regista argentino Fernando Solanas con musica di Astor Piazzolla per il film Sur del 1988, testo da noi tradotto da Eugenio Bennato e Fiorella Mannoia.

Vuelvo al Sur (Torno al Sud), altro tributo di Franca Masu forse a tutti i Sud del mondo, alle loro atmosfere, ma forse anche ad un luogo avvertito e vissuto come una necessità del corpo e dello spirito dal quale la cantante non può staccarsi perché risucchiata dalla “sua buona gente, la sua dignità; sento il Sud come il tuo corpo nell’intimità” ci ricorda.

Ed è una passione vera, autentica, e proprio dove l’ombra lunga dell’anima di Piazzolla è più incisiva, Franca Masu ci mostra la sua. Nitida e pura, esibita con impareggiabile maestria degna delle migliori “tanghère”. Non poteva certo l’interprete algherese chiudere il cd senza un ulteriore omaggio al suo mare, il Mediterraneo, reinterpretando un brano, “Mediterraneo” appunto, scritto nel 1971 dal massimo rappresentante della canzone catalana Joan Manuel Serrat. È il suo proclama, quasi un grido di battaglia. Una confessione; quella di appartenere per sempre al mare. Le fanno compagnia le brillanti armonie al piano di Sade Mangiaracina e l’attento accompagnamento swing delle corde di Luca Falomi.

Franca Masu è tutto ciò, quasi una intransigente vestale della tradizione che allo stesso tempo è pronta ad aprire, dall’alto del suo orgoglioso senso di appartenenza, ad ogni forma di contaminazione musicale, sorretta da una incomparabile chiarezza e profondità espressiva e mezzi tecnici forse ineguagliabili.

Stefano Ferrarese

Franca Masu Cordemargenere: etnico/folk
Franca Masu
Cordemar
etichetta: Aramùsica
data uscita: 8 aprile 2021
musicisti: Luca Falomi (chitarre), Sade Mangiaracina (piano e fender rhodes), Salvatore Maltana (contrabbasso), Fausto Beccalossi (fisarmonica), Massimo Russino (batteria), Max De Aloe (armonica cromatica), Laura Sillitti (violino), Daniele Guerci (viola), Simone Criscenti (violoncello)
brani: 10
durata: 00:50:28
album: singolo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article