Coronavirus 2019-nCov: Spallanzani isolamento e crescita

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Ci sono anche i virologi dello Spallanzani nell’olimpo degli scienziati che hanno definito le conoscenze sul Coronavirus 2019-nCov.
Insieme ad una equipe australiana che per prima aveva dato l’annuncio ed analoghe iniziative dell’Istituto Pasteur di Parigi, la comunità internazionale avrà adesso a disposizione materiali più utili alla definizione dell’accaduto, alle conoscenze sul virus, la sua storia e a fondare i prossimi passi scientifici che porteranno, si spera in tempi ragionevoli che significano comunque mesi, alla preparazione di un vaccino che sia sicuro, validato e prodotto in totale sicurezza.

La notizia è diffusa da un ministro Roberto Speranza raggiante per l’evidente soddisfazione e dal responsabile scientifico dell’Ospedale Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito. È il frutto del lavoro e delle competenze di un’eccellenza che ci è propria, ma che non deve indurre nell’errore di adagiarsi sulle solite frasi autocelebrative mentre, soprattutto in Sanità, il tutto deve servire come base per ulteriori miglioramenti.

Nell’ Istituto Nazionale “Lazzaro Spallanzani” di Roma, tra i centri di riferimento internazionali per le malattie infettive, il Laboratorio di Virologia diretto da Maria Rosaria Capobianchi, che si avvale delle competenze di Concetta Castilletti, Francesca Colavita, Fabrizio Carletti e Antonino Di Caro, ha ottenuto una coltura cellulare ricca di coronavirus attraverso la quale sarà possibile meglio studiare il virus e le sue mutazioni rispetto al ceppo originale probabilmente diffusosi anch’esso dai pipistrelli ma con inframezzato un ulteriore salto di specie. Averne a disposizione in quantità permetterà, oltre che distribuirlo per studi in altri centri, riuscire a definire le sue caratteristiche biologiche e vitali, le risposte anticorpali che indurrà e quindi gli eventuali vaccini, la sua patogenicità ed i meccanismi attraverso i quali la esercita, men che meno la possibilità di ottenere test diagnostici quanto mai utili in momenti come gli attuali. Si otterranno cioè tutte quelle preziose informazioni che vanno oltre la semplice sequenza nucleotidica che contraddistingue questo coronavirus.

Sapere al momento se ha avuto un incontro con altra specie, come si suppone, attraverso la quale ha operato il salto sugli umani, non è così importante visto che ormai il contagio tra uomo e uomo si diffonde con una certa frequenza la cui entità nel mondo sarà meglio definita non appena saranno trascorsi i giorni necessari al trascorrere del periodo di presunta incubazione che varia da 1 a 14 giorni.

Con i dati allarmanti dei nuovi contagi, seppur con le parallele notizie di guarigioni che intervengono, si ha consapevolezza che le misure di isolamento per milioni di persone che sono state attivate hanno efficacia. Compreso purtroppo l’interruzione dei collegamenti per 90 gg [1] che significano per l’economia perdite la cui entità la si suppone elevatissima ma …nulla in confronto alla necessità di preservare la salute. Dalla Cina anche la notizia del termine dei lavori per la prima struttura adatta al ricovero dei contagiati a Wuham. Un ospedale costruito in 19 giorni sarà operativo dal 3 Febbraio per 1.000 posti letto [2].

La notizia dello Spallanzani arriva quando nel mondo si osservano all’incirca 14.000 casi reali, oltre 300 decessi ma anche oltre 300 guarigioni, in un momento nel quale le notizie diffuse dai soliti castrofismi web mediati inducevano a reazioni che mai dovrebbero essere giustificate come pure le ipotesi complottistiche davvero inquietanti che si sono ipotizzate.

Nel precedente articolo avevamo parlato di diversa collaborazione con le autorità cinesi rispetto ai tempi della Sars, cosa confermata nella sostanza anche adesso. Nel 2002- 2003 ci vollero mesi a definire il problema ed a comprenderne le dimensioni. Su quei ricordi, fino all’annuncio di oggi, le congetture si rincorrevano fino a dare enorme colpevolezza alle sei o sette settimane di ritardo nel denunciare le prime “strane” polmoniti apparse nello scorso dicembre. Oggi le novità che appaiono sull’identità di questo nuovo coronavirus, riportano un minimo di tranquillità sempre però nella consapevolezza che tutto possa essere fatto meglio e più rapidamente.

Adesso si può ragionevolmente iniziare a dire, mai abbassando la guardia, e sempre che i fatti dei prossimi giorni non smentiscano le supposizioni degli epidemiologi, che rischi elevati nel nostro paese non se ne corrono e che comunque sapremmo come affrontarli. Quel che osserveremo con molta probabilità è che il coronavirus lo si rilevi in un suo ipotetico giro del mondo che cercheremo di contrastare con misure come per una qualsiasi influenza ma, se necessario,  pronti a sopportare disposizioni necessarie a non alimentarne la diffusione .

Ricordiamo che il contagio si esplica attraverso contatto diretto, ad esempio raccogliendo nell’aria di un soggetto positivo le goccioline (goccioline di Flugge) diffuse attraverso uno starnuto in forma di aereosol, come in un contagio classico. Quindi prestare maggior attenzione igienica a mani, narici, bocca …. accortezze da adottare normalmente.
Se poi però si osserva in soggetti con sintomatologia una provenienza da luoghi in cui insistono focolai, occorrerà prendere le dovute precauzioni che ogni medico saprà prescrivere. Dovremo probabilmente abituarci ancora ad osservare eserciti di persone con indosso le mascherine, che sicuramente non inducono spensieratezza, ma che dovremo valutare con benevolenza come in effetti è, cioè come dispositivo necessario ed indossato soprattutto nel rispetto degli altri. Ricordiamo che la  mascherina sanitaria nasce come presidio protettivo soprattutto per gli altri individui, la sua maggior utilità la si osserverebbe se indossata da un presunto malato che in questo modo vedrebbe ridotta in modo significativo la diffusione dell’agente eziologico da lui stesso provocata.
Emidio Maria Di Loreto

[1] http://s24ore.it/CCoEiW
[2] https://tg24.sky.it/mondo/2020/02/02/coronavirus-ospedale-wuhan-pronto-video.html

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