La Corte penale internazionale: inchiesta sui crimini nei territori occupati

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Il procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI), Fatou Bensouda ha formalizzato ieri l’apertura di un’indagine sui crimini commessi nei territori palestinesi occupati. Evidentemente non riguarda le annose questioni territoriali e riguarda invece soprattutto il comportamento dell’esercito di Israele con i suoi “attacchi sproporzionati” ma anche Hamas, per gli scudi umani e le violenze. Le indagini si indirizzeranno sui presunti crimini commessi durante la guerra dell’estate 2014, sulla repressione (migliaia di feriti e 200 morti) dell’esercito israeliano delle proteste della “Marcia del Ritorno” del 2018 e infine la colonizzazione dei territori palestinesi occupati. Ci vorrà molto tempo, anni per l’esattezza, prima che si arrivi alla sua conclusione. Tra l’altro il mandato come procuratore di Fatou Bensouda scadrà a metà giugno e sarà il britannico Karim Khan a decidere il da farsi.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu sostiene che “il prevenuto tribunale dell’Aja ha adottato una decisione che è l’essenza dell’antisemitismo e dell’ipocrisia“.

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