Covid-19: la diagnostica di laboratorio per la mappatura del contagio.

plasma sangue terapia
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Ancora una volta l’amico Giancarlo ha dovuto ripetere “…mai una gioiaalla notizia della presenza del Sars Cov-2 nelle acque non potabili di Parigi [1]. Non sapeva però che Nature [2] aveva da poco pubblicato una notizia davvero interessante. Una società aveva sviluppato un vaccino già testato su macachi rhesus con esito favorevole, e ottenuto l’approvazione per essere sperimentato su umani. Si era infatti osservato che quattro scimmie esposte al virus alle quali era stata inoculata un’alta dose del vaccino non avevano evidenziato presenza di infezione in gola e nei polmoni. Gli esemplari che avevano avuto il vaccino in dosi inferiori avevano mostrato segni ma in modo inferiore agli esemplari esposti senza vaccinazione.

La bella notizia però non ci concede tregua. Una sfida immediata attende però la nostra comunità e la si dovrà adottare nei prossimi giorni con ogni possibile precauzione affinché un giorno si possa considerare il lockdown un lontano ricordo. L’obiettivo è portare il minor danno alla popolazione, soprattutto quella a meno disponibilità di risorse, e all’economia dando quindi valore agli sforzi compiuti.

Proprio su questa base giungono gli annunci di svariate aziende che hanno immesso sul mercato o stanno per farlo, idonei kit diagnostici per le indagini sierologiche su Covid 19.
Molti sono già validati ed in possesso delle necessarie certificazioni Ce Ivd, ammesso che, in un momento del genere, non si possa derogare sugli aspetti burocratici dopo averne comprovato l’utilità scientifica utilizzando il dato ottenuto ma evitando di refertare .

Queste metodiche, rispetto alla più accurata molecolare, banalizzata denominandola semplicemente tampone (per cui il paziente a cui si esegue il test è diventato “ tamponato”), hanno il vantaggio di essere eseguite su siero [3] e possono essere automatizzate molto facilmente.

Le piattaforme strumentali [4] su cui si eseguono sono ad altissima produttività, molto superiore a quelle molecolari e sono già diffuse nei laboratori di analisi che, con una estensione metodologica [5] sui loro contratti, potrebbero avere i test necessari nel pannello degli eseguibili sui loro strumenti in modo veloce dal punto di vista della procedura di acquisto.

Altro pregio di questo tipo di indagine, che correla benissimo con il metodo di riferimento, è di avere un costo per test almeno sei volte inferiore al metodo molecolare.

In pratica abbiamo, o stiamo per avere entro il mese, la possibilità che in ogni laboratorio analisi, i cittadini possano sapere se nel loro sangue sono presenti anticorpi IgG, indice di pregresso contagio con il virus, o IgM, il che vuol dire che il contagio è avvenuto da relativamente breve tempo. A queste positività si potrà dare conferma attraverso il test molecolare riducendone quindi il numero, la spesa e l’indaginosità solo all’indispensabile.

Il dato però che scaturisce da questa nuova opportunità diagnostica è che gli epidemiologi potrebbero avere a disposizione una mappatura nazionale credibile sulla situazione del contagio grazie alla quale poter prendere decisioni pertinenti circa cure e percorsi per le riaperture delle attività.

Visto comunque che non è pensabile sottoporre a test i 60 milioni e passa di italiani, occorrerà, per avere un’idea di dove alberghi il contagio, grazie al contributo dell’Istat o comunque di professionisti della statistica, di individuare campioni significativi di soggetti per fasce di età, professioni, luoghi di residenza e focolai già individuati.

Fatta la campionatura si possono invitare i soggetti prescelti, probabilmente un utile privilegio questo al quale nessuno vorrà sottrarsi, a sottoporsi a prelievo sanguigno da affidare alla rete di laboratori allertata per eseguire le determinazioni a seconda della tipologia di strumentazione posseduta. I direttori dei servizi potranno dare disponibilità all’esecuzione degli esami i cui referti saranno inviati agli epidemiologi ed agli esperti di statistica che ne valuteranno la congruità e formuleranno le ipotesi sulla mappatura dei contagi che consentirà di indicare i criteri da adottare per un ritorno alla normalità. Chiaramente anche ogni singolo avrà il risultato relativo al proprio campione.

È evidente che una tale attività dovrà tener conto oltre che della volontarietà, come già scritto,  anche di tutte le garanzie a tutela della privacy che il Garante dovrà evidenziare per mantenere l’anonimato, per evitare che vengano utilizzati per altri scopi e comunque poi, ad ulteriore tutela andranno distrutti in via definitiva.

Se si ipotizzano 500.000 determinazioni, o anche il doppio o più, come il numero della significatività statistica richiede, ciò non comporta alcuna difficoltà se si eccettua il numero di prelievi da effettuare.
Per le piattaforme analitiche ciò non costituisce alcun problema, essendo queste ultime ad altissima produttività oraria. Qualora lo si richiedesse, i dati potrebbero essere disponibili anche in meno di un paio di settimane.
I positivi, da confermare con i test molecolari potrebbero, data l’emergenza ed il probabile alto numero, essere valutati sulle piattaforme molecolari utilizzate come strumentazione di backup nei centri trasfusionali della penisola.

Questo modello operativo, una volta attivato, andrebbe chiuso ad emergenza terminata mentre l’organizzazione resterebbe come base per premunirci da eventuali seconde ondate pandemiche che, questa volta, non ci coglierebbero impreparati ma con test di assoluta affidabilità in grado di svelare sia la presenza del virus che quella degli anticorpi con tutte le indicazioni che ne deriverebbero.

Grazie alla diagnostica si avrebbero allora quelle indicazioni utili al ritorno all’attività sociale e lavorativa. Si avrebbe quindi con relativa ragionevole sicurezza la possibilità di far cadere le ristrettezze solo per le persone che i risultati diagnostici indicano come immunizzati e comunque non contagiosi. Per gli altri si adotterebbero le azioni che anche dal fronte terapeutico vengono indicate man mano sempre più risolutive, almeno fino alla guarigione che poi, con la disponibilità del vaccino, la si  indicherebbe come la fine di questo incubo. Da quel momento ognuno potrebbe tornare a fare la propria parte per il progresso proprio e del Paese, in modo nuovo e sicuramente più fortificato nei principi etici. Questa almeno è l’eredità più preziosa che ci lascia Sars Cov-2 e la sua tremenda espressione Covid-19.

Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/04/19/parigi-tracce-di-coronavirus-nellacqua-non-potabile_43681094-6098-4727-ba89-f90f67b498b9.html
[2] https://www.nature.com/articles/d41586-020-00502-w
[3] Il siero è quella parte del sangue intero lasciato coagulare e centrifugato, in pratica il plasma senza fattori coagulativi.
[4] Ad esempio lo sono quelle delle aziende Abbott, Dia Sorin, Roche Diagn., Ortho Clinical Diagn., Pantec, Medical System, Alifax, Beckman.
[5] https://www.diritto.it/estensione-dei-contratti-di-forniture-e-servizi/

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