Covid-19: un aiuto terapeutico dal plasma dei guariti?

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La rivista Nature riporta una notizia del 6 Aprile scorso [1], se ne era già sentito parlare ad inizio pandemia, come una tecnica che aveva aiutato i malati da Covid 19 durante l’emergenza a Wuham.

I medici cinesi aiutavano il sistema immunitario dei pazienti attraverso perfusioni di plasma, il sangue umano privato della sua parte corpuscolata, prelevato da soggetti già guariti. Dopo le prove cinesi anche in Corea, Singapore e USA erano giunte notizie di analoghe esperienze e qualche tentativo era stato praticato anche in Italia, a Pavia al Policlinico San Matteo [2] dove, due coniugi medici di Pieve e Porto Morone che avevano superato la malattia, hanno donato il loro sangue per aiutare pazienti in difficoltà con le terapie tradizionali.

Anche qui è quindi partita questa particolare sperimentazione di plasmaterapia che nasce chiaramente con la collaborazione del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dello stesso policlinico. Del resto la scienza medica non avendo terapie certe a disposizione per contrastare questa pandemia si ingegna comunque nel tentare strade alternative ma che contano comunque su una conoscenza solida .

In questo caso la strada dell’uso di plasma in terapia era stato già utilizzato nei casi di Sars e Mers e riproposta da uno studio cinese apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) che però ha riguardato solo 10 pazienti. Tutt’altri numeri quelli ipotizzati dalla rivista Nature e dai medici canadesi che sottopongono il lavoro all’attenzione della comunità scientifica. È previsto che saranno coinvolti 1.000 pazienti reclutati da 40 ospedali diversi e da medici delle Università di Montreal, Ottawa, Toronto etc. .

L’ipotesi è trattare in via sperimentale chi è in lotta con il Sars Cov 2 con il plasma di pazienti che hanno vinto la loro battaglia e che hanno nel loro sangue gli anticorpi che nella fase iniziale della malattia non sono presenti, o lo sono non in numero sufficiente. Va detto che, a tal proposito, la comunità scientifica non è ancora concorde sui tempi di immunizzazione
Il plasma sarà raccolto dalla Canadian Bood Services e dalla Héma-Quebec. Il plasma dopo opportuni trattamenti sarà trasferito nei pazienti che ne necessitano, magari anche in presenza di somministrazione di altri farmaci sui quali si iniziano a fondare alcune certezze di miglioramenti terapeutici.

Quello dell’uso terapeutico di anticorpi potrebbe davvero essere il terreno sul quale si fondi la vittoria su Sars Cov 2. Sia che si riuscirà attraverso un vaccino a far produrre ad ogni organismo i suoi anticorpi, sia che, in assenza di un vaccino, si usino gli anticorpi prodotti da soggetti che hanno vinto la malattia.

Si parte dall’assunto che dopo il secondo tampone sottoposto ad esame molecolare con risultato negativo, il soggetto abbia nel suo sangue una ricca componente anticorpale specifica di immunoglobuline specifiche di tipo G (IgG). Lo studio proprio di questi anticorpi, potrebbe aprire un filone parallelo per trattamenti sempre per i pazienti Covid attraverso la produzione nell’industria farmaceutica di anticorpi monoclonali sui quali sia ai fini diagnostici, sia per uso in queste innovative terapie, si fanno passi da gigante. Ma questo è percorso diverso, ed anche più ricco di insidie rispetto a quello indicato dal lavoro di Nature oppure dai ricercatori del San Matteo.

Le indicazioni avute dalle prime esperienze inducono ad un concreto ottimismo che si traduce anche nell’intuizione che prima viene aiutato il paziente, prima si hanno benefici e così a Pavia e dintorni si procede a spron battuto attraverso un protocollo che gode già delle esperienze consolidate presenti in Medicina Trasfusionale. Il plasma proveniente da pazienti idonei viene inviato alla Kedrion Biopharma [3], azienda italiana con sede a Lucca, con solida presenza nel mondo e dalla grande esperienza in questo tipo di trattamenti. Il plasma viene inattivato da presenze virali indesiderate in modo che trattenga le IgG specifiche e purificato da patogeni eventualmente presenti. In questo modo frazioni del campione trattato possono essere trasfusi in assoluta sicurezza. Le prove sin qui effettuate intanto non hanno mostrato alcuna controindicazione o reazioni avversa; dopo tre giorni si sono rilevate chiare manifestazioni di regressione dei sintomi e dopo una settimana il virus non era più rilevabile nei campioni del paziente trattato. Anche i segni delle lesioni polmonari mostravano chiara impostazione al riassorbimento. Si ha notizia che anche al Carlo Poma di  Mantova una ventina di pazienti abbiano avuto riscontri enormemente positivi.

Sempre sul fronte dell’uso anticorpale si lavora anche su un’altra ipotesi che prevede però l’uso di IgG concentrate, si cerca cioè di avere alte concentrazioni di immunoglobuline di tipo G specifiche contro il Sars Cov 2 che avrebbero la praticità di essere iniettate concentrate in endovena oppure intramuscolo invece che procedere a mezzo trasfusione di plasma. Sicuramente anche questa ipotesi, in attesa di un vaccino, potrà rappresentare un soccorso al quale ancorarsi per un enorme bacino di utenza che si presume risulterà gradito da medici e pazienti.
Sul fronte vaccini Novavax annuncia oggi a Gaithersburg nel Maryland la prima prova sull’uomo a metà Maggio [4] con NVX-CoV2373, identificato come candidato SARS-CoV-2 per la sperimentazione clinica di Fase 1 del vaccino tanto atteso.
I risultati sono attesi per Luglio e sono già corroborati da prove su cavie coronati da successo considerevole in termini di risposta anticorpale indotta. Pronta anche la linea di produzione di un vaccino i cui quantitativi  si potranno immaginare alquanto corposi.

Questo è quanto arriva dalla ricerca, dà speranza, elargisce incoraggiamento a chi è ancora in bilico, consolida la grande considerazione che si ha nella scienza e negli attori al fronte della sanità: medici, infermieri, volontari e personale ausiliario. Riporta anche conforto su tutta quella lunga striscia di morte che i numeri non dicono completamente, perché le cronache adesso confermano che ne mancherebbero tantissimi, volutamente non conteggiati e lasciati indietro da un cinismo ed una ignoranza i cui contorni si iniziano a conoscere. Purtroppo si è tentato di contrabbandare questo anche con maldestri e goffi tentativi di autocelebrazione che poi hanno trovato teoria probante in un presunto emendamento di legge dal quale si tentava di ottenere immunità per le negligenze commesse.
Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.theglobeandmail.com/canada/article-canada-begins-clinical-trial-of-experimental-covid-19-treatment-using/?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=af98ff03a5-briefing-dy-20200407&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-af98ff03a5-44011489
[2] http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Pavia-al-via-uso-del-sangue-dei-guariti-per-curare-i-malati-di-Covid19-5647cbc3-fb29-4d20-baf3-95cd2a23e800.html
[3] https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/04/07/news/covid-19_per_trattarlo_cercare_gli_anticorpi_nel_plasma_dei_guariti-253377782/
[4] http://ir.novavax.com/news-releases/news-release-details/novavax-identifies-coronavirus-vaccine-candidate-accelerates

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