Covid-19: variante brasiliana e terapie con anticorpi ingegnerizzati

vaccini covid-19
history 4 minuti di lettura

Questa lunga battaglia contro la Covid-19, si sta arricchendo di un ulteriore spiegamento di forze, non tanto come numero, quanto negli strumenti che si mettono a disposizione.
Chiaramente il mezzo numero uno, interpretato dai vaccini, sarà quello che porterà alla sconfitta della pandemia ed anche delle sue varianti, ma anche altre soluzioni terapeutiche salvavita saranno utili e costituiranno base importante anche per gli sviluppi futuri.

Non a caso l’utilizzo degli anticorpi anti Sars Cov-2, fantasiosamente ma anche in modo calzante chiamati “cavalleria” da uno degli scienziati che per primi ne avevano intuito le potenzialità, stanno aiutando nei reparti a salvare vite. Era stato il connazionale Guido Silvestri, virologo alla Emory University di Atlanta, uno dei primi a divulgarne, nel nostro paese, le caratteristiche ed a sancirne il successo nei quadri in cui l’intervento terapeutico era di elezione. Adesso ne abbiamo alcuni in regolare utilizzo in molti reparti mentre altri sono in fase avanzatissima di veloci sperimentazioni.
Tuttavia l’uso iniziale degli anticorpi ha incontrato qualche difficoltà dovuta alla caratteristica della via di somministrazione di questi farmaci identificati per un uso ospedaliero molto ristretto. La ragione era legata alla somministrazione per via endovenosa tanto che da subito, non appena gli studi iniziarono a dimostrarne l’utilità neutralizzante, si iniziarono ad ipotizzare altre vie come quella nasale attraverso una soluzione nebulizzatrice del farmaco. Sembrava addirittura nel recente passato che il destino dei nano anticorpi prodotti da un camelide andino, fossero i più titolati allo scopo, ma si sono individuate altre strade.
L’ultima soluzione, che ha avuto risultati nei topi, riguarda un anticorpo ingegnerizzato che potrebbe anche ottenere presto una autorizzazione per un uso emergenziale. Il cambio di indirizzo sulla diversa modalità somministrativa nasce dal fatto che l’uso in vena degli anticorpi richiedeva alte concentrazioni da infondere per avere gli effetti desiderati. Un uso spray nasale invece avrebbe raggiunto più velocemente e con maggior efficacia la zona nella quale si concentrava l’infezione che nel caso del Sars CoV-2 sono le vie respiratorie.

Diana Kwon su Nature, riporta nella sua pubblicazione [1] del 4 Giugno lo stato dell’arte relativo a questa terapia con la nuova generazione di anticorpi di cui informa. La soluzione è stata trovata individuando degli anticorpi IgG (Immunoglobulina G) che, seppur lenti nel comparire, a differenza degli altri IgM ((Immunoglobulina M) che sono di pronto intervento, mostrano però una grande precisione nel neutralizzare l’agente infettante. Utilizzando le tecniche di ingegneria genetica adesso a disposizione, sono stati cuciti frammenti di IgG agli anticorpi IgM cosa che ha costituito la possibilità di intervenire in modo più rapido sull’infezione e garantire un effetto neutralizzante che è stato notato su più di 20 varianti del Sars Cov-2. Spruzzando questo anticorpo ingegnerizzato nel naso dei roditori, la presenza del virus nei polmoni dei topi, due giorni dopo la somministrazione, si era ridotta drasticamente.

Un immunologo dell’Università della Sorbona di Parigi, Guy Gorochov, ha giudicato “ grande impresa di ingegneria” quella illustrata, ma ha anche aggiunto che mancano risposte soprattutto sui tempi di permanenza negli umani di questi anticorpi. Inoltre, se quanto si sta raccontando avrà tutte le necessarie conferme, si pensa di poter disporre di un prodotto di pronta disponibilità in farmacia da utilizzare alla bisogna e quindi nulla di più pratico rispetto alle iniziali ipotesi.

Nella stessa giornata sono anche giunte altre notizie [2] riguardanti l’ondata del contagio brasiliano definita “la tempesta perfetta”. La non applicazione della regola principale di evitare assembramenti ha svelato attraverso l’analisi genomica il proliferare di una variante denominata Gamma oppure P1 i cui effetti da Manaus in Amazzonia si sono propagati nel mondo fino in Giappone. L’osservazione del fenomeno secondo il virologo Felipe Gomes Naveca del centro di ricerca Leonidas e Maria Dean, ha contorni da “film dell’horror mai visto prima”. Così viene riportato nell’articolo di Ewen Callaway, la variante colpisce per la capacità altamente infettiva e di elusione dell’azione anticorpale. Queste notizie derivano dallo studio e dal sequenziamento di oltre 250 campioni diversi da marzo 2020 e gennaio 2021. Attraverso queste indagini si è preso atto dell’ascesa della variante p1 e delle devastazioni connesse sulla popolazione.
In contemporanea con le preoccupazioni brasiliane arriva la notizia dl un vaccino cinese che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) approva e giudica prezioso per la lotta globale alla pandemia [3]. Il nome del vaccino è CoronaVac ed insieme all’altro già in uso in quella nazione il Sinopharm sta dando un contributo nella lotta alla pandemia in Cina. Negli auspici della disponibilità di questo vaccino vi è anche la possibilità di andare ad accrescere in modo significativo la già consistente pattuglia di prodotti in aiuto dei paesi poveri attraverso le campagne di alleanza per il vaccino Covax Gavi. Il Coronavac è già in uso nelle Filippine in Cile ed in Botswana.

Altra attesa riguarda la conclusione degli studi sulla valutazione della immunità combinata tra somministrazione di due tipologie diverse di vaccini che amplificherebbero la risposta immunitaria attraverso l’azione dei linfociti T attivati dal vaccino ad impianto virale o ad Rna messaggero combinati con gli altri da proteine ricombinanti più orientati verso l’induzione di una produzione anticorpale.
Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.nature.com/articles/d41586-021-01481-2
[2] https://www.nature.com/articles/d41586-021-01480-3
[3] https://www.nature.com/articles/d41586-021-01497-8

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article