Cresce la fame nel mondo. Cambiamenti climatici e conflitti le prime cause

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C’era da aspettarselo, la fame nel mondo si è nuovamente allargata: tra il 2016 e il 2017 il numero di persone denutrite è cresciuto di 6 milioni toccando la cifra di 821 milioni di persone. Altro che raggiungimento dell’obiettivo dell’Agenda 2030 per porre fine alla fame mondiale. Una catastrofe umanitaria che i sistemi economici e le relazioni tra paesi non vuole evitare e così una persona su nove è denutrita.

A certificare la catastrofe è il rapporto Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI 2018) compilato dalle agenzie dell’ONU coinvolte sul tema. È vero il rapporto mette in risalto il ruolo svolto dai cambiamenti climatici e dalla variabilità del clima, ma essi sono figli di decenni di sistemi economici di rapina. Un’altra causa sono i conflitti.

Le popolazioni più colpite sono quelle che vivono nelle aree dove sempre più spesso si verificano eventi rovinosi come siccità e alluvioni che annientano le capacità della produzione agricola e fanno crescere a dismisura i prezzi degli alimenti.
Il rapporto recita: «la situazione sta peggiorando in Sud America e nella maggior parte delle regioni dell’Africa. L’Africa rimane il continente con il più alto indice di denutrizione, interessando quasi il 21% della popolazione (oltre 256 milioni di persone). La situazione si sta deteriorando anche in Sud America, dove l’indice è aumentato dal 4,7% nel 2014 ad un 5,0% previsto nel 2017. La tendenza decrescente della denutrizione dell’Asia sembra rallentare in modo significativo. Il POU proiettato per l’Asia nel 2017 è pari all’11,4%, che rappresenta oltre 515 milioni di persone».
In un altro punto del rapporto si spiega come «nel 2017, quasi 124 milioni di persone in 51 paesi e territori hanno affrontato livelli di “crisi” di insicurezza alimentare acuta o peggio, richiedendo interventi di emergenza immediati per salvaguardare le loro vite e preservare i loro mezzi di sostentamento. Ciò rappresenta un aumento rispetto al 2015 e al 2016, quando 80 e 108 milioni di persone, rispettivamente, hanno affrontato i livelli di crisi».

È spaventoso il numero dei bambini rachitici sotto i cinque anni: 150,8 milioni, anche se su questo fronte si sono fatti passi in aventi rispetto agli anni passati. Ma purtroppo «l’anemia tra le donne in età riproduttiva non sta migliorando. La prevalenza di anemia tra le donne in età riproduttiva è aumentata dal 30,3% nel 2012 al 32,8% nel 2016 […] con conseguenze significative sulla salute e sullo sviluppo sia per le donne che per i loro bambini».

Con un’apparente contraddizione, nel rapporto c’è anche posto a fenomeni opposti: obesitàsovrappeso. Se per ora riguarda molto il Nord del mondo, presto sarà un problema serio anche nei paesi più poveri. Un sintomo della disuguaglianza eccessiva che caratterizza il nostro pianeta. E così «i cibi nutrienti e freschi spesso tendono ad essere costosi. Pertanto, quando le risorse domestiche per il cibo diventano scarse, le persone scelgono alimenti meno costosi che sono spesso ricchi di calorie e di sostanze nutritive. Ciò è particolarmente vero nei contesti urbani e nei paesi a reddito medio-alto e alto reddito, sebbene l’effetto negativo dell’insicurezza alimentare sulla qualità della dieta sia stato documentato allo stesso modo nei paesi a basso, medio e alto reddito. Ci sono anche fattori psicosociali che collegano l’insicurezza alimentare all’obesità. L’esperienza di non avere accesso certo o adeguato al cibo spesso causa sentimenti di ansia, stress e depressione, che a loro volta possono portare a comportamenti che aumentano il rischio di sovrappeso e obesità».

Personalmente sottolineerei che se clima e conflitti sono cause dirette dell’aumento della fame e delle migrazioni, va anche detto che negli ultimi anni le disuguaglianze si sono accentuate e le politiche degli stati più forti non hanno fatto passi indietro nelle loro strategia di rapina nei confronti delle persone e della natura.
Pasquale Esposito

Per scaricare il Rapporto, http://www.fao.org/state-of-food-security-nutrition/en/

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