Criptovalute: a rischio la stabilità del sistema finanziario “tradizionale”

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Con le criptovalute il rischio di perdere risorse ingenti, per l’enorme volatilità dei suoi valori, è concretamente elevato.

Uno dei casi più eclatanti è di certo quello dell’El Salvador dove il trentottenne presidente Nayib Bukeleha fatto, dallo scorso settembre, del suo paese il primo al mondo ad avere come moneta virtuale, legalmente accettata in pagamento, i Bitcoin. Il problema è che i 1801 Bitcoin  acquistati hanno perso di valore e al momento di parla di oltre 20 milioni di dollari di perdita sugli oltre 90 spesi con denaro pubblico. La sua è proprio un’adesione incondizionata e a tratti una mania che ha però trovato un duro avversario nel Fondo Monetario Internazionale (FMI). Infatti il FMI ha chiesto di abbandonare o l’imitare l’impiego della criptovaluta che “metterebbe a rischio «la stabilità e integrità finanziaria» della nazione, oltre che «la protezione del consumatore». Il Fmi ha lasciato intendere che potrebbe sospendere la negoziazione in corso per un prestito di 1,3 miliardi di dollari al già disastrato paese centroamericano” [1]. Niente da fare, anzi il ministro dell’Economia, Alejandro Zelaya, “ha annunciato, per il mese prossimo, l’emissione di titoli di Stato in criptomoneta per l’ammontare di un miliardo di dollari” [2]. Se le perdite per lo stato sono quantificabili, non si ha contezza di quelle dei cittadini perché “la piattaforma ufficiale “Chivo wallet”, impiegata per le transazioni, è privata seppur finanziata con fondi pubblici. Non ha, dunque, l’obbligo di rendicontare. E finora non l’ha fatto. Le poche informazioni fornite, oltretutto, risultano dubbie. Chivo wallet sostiene, ad esempio, di avere oltre tre milioni di utenti su un totale di 6,5 milioni di abitanti, poco più della metà dei quali, però, non ha accesso a Internet e il 40 per cento ha uno smartphone” [3].

Sui rischi finanziari nell’utilizzo delle criptovalute recentemente è intervenuto il Financial Stability Board (FSB) che ha paventato un crisi sistemica come quella 2007-8 provocata dai i mutui subprime statunitensi. L’FSB è un’istituzione con sede in Svizzera e riunisce le autorità nazionali responsabili della stabilità finanziaria in 24 paesi, ma il suo ruolo va ben oltre quei paesi perché i contatti ci sono con altre settanta realtà internazionali. Ancora quattro anni fa l’FSB, pur monitorando l’andamento delle criptovalute, non ritenne che non rappresentavano un rischio per la stabilità finanziaria globale. Lo scorso 16 febbraio ha pubblicato un rapporto nel quale scrive che pur essendo un mercato ancora piccolo (nel 2021 2,6 miliardi di dollari) rispetto al complesso delle transazioni finanziarie nel mondo, “i mercati delle criptovalute sono in rapida evoluzione e potrebbero raggiungere un punto in cui rappresentano una minaccia per la stabilità finanziaria globale a causa della loro portata, delle vulnerabilità strutturali e della crescente interconnessione con il sistema finanziario tradizionale”. Va detto che le criptovalute sono oggetto di acquisizione anche di banche, istituti e gruppi finanziari investendo risorse. La soluzione, secondo l’FSB, è quella di regolamentare il tutto e mettere sotto controllo queste attività che spesso non sono nemmeno trasparenti ed utilizzate per il riciclaggio di denaro derivante da attività illecite.
Gli USA dove si stima ci siano circa 60 milioni di individui che posseggono criptovalute si preparano ad intervenire. Secondo Yahoo Finance, Joe Biden “firmerà un decreto presidenziale sulle criptovalute, per mobilitare le istituzioni e portare il braccio della legge nell’anarchica frontiera digitale. […] Secondo Bloomberg il decreto di Biden chiederà alle varie agenzie e dipartimenti federali di sviluppare una strategia coordinata per regolamentare il mondo delle crypto e affrontare le questioni economiche, legali e di sicurezza nazionale lasciate in sospeso. Tenendo a mente un obiettivo chiave, ossia garantire che gli Usa (e il dollaro) rimangano competitivi nel periodo di adozione globale dei beni digitali.” [4].

Nel frattempo secondo la Central Bank Digital Currencies (CDBC) nove nazioni o unioni valutarie hanno lanciato le proprie valute digitali, quindici sono in fase pilota, sedici – e tra queste l’India – e quaranta sono in una fase di analisi. Tra le nazioni le hanno lanciato ci sono le Bahamas, sette paesi dei Caraibi e la Nigeria, mentre tra le nazioni pilota ci sono Cina (ha introdotto l’e-CNY, lo yuan digitale cinese alle Olimpiadi invernali di Pechino) e Russia. in Europa nel luglio 2021 si decideva di avviare un progetto per un euro digitale.

La valuta digitale è di fatto la moneta legale nella sua versione digitale e che la tecnologia blockchain per gestire il suo libro mastro, ma diversamente dalle criptovalute viene amministrata dalla Banca centrale del Paese e il suo valore, per l’utente finale, resta invariato.

La Cina ha una legislazione che proibisce le criptovalute e il mining, mentre la Russiasta decidendo se bandire o regolamentare (Vladimir Putin propende per la seconda). L’India ha appena deciso di tassare i cripto-profitti al 30%, legittimando le valute digitali e scatenando un’ondata di entusiasmo. Nel mentre il vuoto legislativo globale permette ai criminali di detenere, spostare e riciclare grandi quantità di denaro (secondo Chainalysis 11 miliardi di dollari sotto forma di crypto sono in mani criminali)” [5].

Pasquale Esposito

[1] Gianni Beretta, L’altra faccia della criptomoneta,  5 febbraio 2022
[2] Lucia Capuzzi, Il caso. Il Salvador punta sui Bitcoin (contro il Fmi). Ma punta dritto alla bancarotta, , 21 febbraio 2022
[2] Lucia Capuzzi, ibidem
[3] https://www.fsb.org/, L’FSB è presieduto da Klaas Knot, presidente della De Nederlandsche Bank. Il Segretariato dell’FSB si trova a Basilea, in Svizzera, ed è ospitato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali.
L’FSB coordina a livello internazionale il lavoro delle autorità finanziarie nazionali e degli organismi internazionali di definizione degli standard e sviluppa e promuove l’attuazione di efficaci politiche di regolamentazione, vigilanza e altri settori finanziari nell’interesse della stabilità finanziaria. Riunisce le autorità nazionali responsabili della stabilità finanziaria in 24 paesi.
In particolare, il FSB è stato istituito per:
Valutare le vulnerabilità che interessano il sistema finanziario globale, nonché identificare e riesaminare, su base tempestiva e continua in una prospettiva macroprudenziale, le azioni normative, di vigilanza e correlate necessarie per affrontare queste vulnerabilità e i loro risultati.
Promuovere il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le autorità responsabili della stabilità finanziaria.
Monitorare e fornire consulenza sugli sviluppi del mercato e le loro implicazioni per la politica di regolamentazione.
Monitorare e consigliare sulle migliori pratiche per soddisfare gli standard normativi.
[4] Otto Lanzavecchia, Anche Biden prepara un decreto per regolare le criptovalute, 18 febbraio 2022
[5] Otto Lanzavecchia, ibidem

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