Una crisi politica e di governo senza cambiamento

Palazzo Chigi Governo
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La crisi politica può portare, come dice Zingaretti, ad “un’evoluzione incontrollabile” che ci infili dritti alle elezioni anticipate. Ancor più incomprensibile del continuo balletto di rimandi che ha generato la crisi stessa. L’inarrestabile ascesa delle richieste (alcune legittime) e dei pretesti di Matteo Renzi nei confronti del Governo giallo-rosso e di Conte vanno in quella direzione. Non è più nemmeno una questione di rimpasto, né  di rielaborazione del Recovery plan già avvenuta, né di ricorso all’inaccettabile Mes per buona parte del Governo. Vuole un nuovo governo con una nuova maggioranza, magari usando Draghi che comunque difficilmente accetterebbe se non sulla base di larghissime intese.
Il Paese avrebbe bisogno di ben altro e nemmeno di Renzi che ha già dato pessime prove. Il Paese ha bisogno di un piano che metta al centro la drastica diminuzione delle disuguaglianze, una vera conversione produttiva rispettosa dell’ambiente con uno sforzo straordinario in ricerca e l’attuazione sostanziale dei diritti universali dalla salute, all’istruzione ad una vita dignitosa per tutti.

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