Cristela, un travolgente… flop

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Le prime due puntate mandate in onda dal 5 Settembre su FoxComedy sono sufficienti per farsi un’idea e capire che questa sitcom sia, in realtà, una profonda delusione, soprattutto se si pensa alle altre trasmissioni, punte di diamante della comicità del palinsesto del canale televisivo: How I Met Your Mother, New Girl e Modern Family.
Il fatto di porre una stand-up comedian latina, Cristela Alonzo, alla scrittura, alla produzione e anche alla guida come personaggio principale di una serie tv, fa ben sperare soprattutto se si pensa che grandi attrici latine, Sofia Vergara, America Ferrera ed Eva Longoria, abbiano raggiunto il successo e, spesse volte, anche il grande schermo partendo da una sitcom. Probabilmente questo non sarà il caso della Alonzo, o almeno non con Cristela.

Cristela

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La trama regge, tutto sommato: Cristela è nata a Dallas da genitori messicani, è appassionata di calcio, ha una sorella bellissima ed in splendida forma, impersonata da Maria Canals Barrera, un cognato che la detesta profondamente, una madre che non approva le sue scelte, specialmente lavorative, una terribile vita sentimentale; la protagonista, infatti, dopo sei anni di studi giuridici, ha finalmente l’occasione che aspettava, un tirocinio presso un importante studio legale. Vittima dei cliché riguardanti le sue origini, sia da parte del suo capo che della sua famiglia (che non la vuole nemmeno tra i piedi), Cristela dovrà barcamenarsi nel superare le difficoltà per raggiungere i suoi obiettivi lavorativi e per farsi finalmente accettare.

Meraviglia soprattutto il fatto che un’emittente televisiva come ABC, che ha prodotto serie tv famosissime come Criminal Minds, Once Upon a Time, The Middle e Scrubs (per le ultime due stagioni), possa poi cadere su una buccia di banana, producendo una sitcom che sbaglia non nella trama, in realtà abbastanza attuale, ma nel modo di far ridere. È ormai vecchio pensare di poter divertire il pubblico mettendo risate di sottofondo e finti applausi per battute scontate e vagamente (e volutamente) volte allo stereotipo dei messicani. La fisicità della Alonzo, bellissima donna tra l’altro, viene posta troppo e troppo spesso al centro dell’attenzione e della comicità, o presunta tale, in modo tale da creare qualcosa di ridondante che stanca lo spettatore già da subito.

C’erano tutti i presupposti per creare una serie tv di successo, dal cast all’idea di base, il problema è lo sviluppo. Il personaggio nella prima puntata appare goffo e impacciato; nel secondo episodio, però, c’è un coup de théâtre sgradevole. Troviamo Cristela già più sexy, con un nuovo taglio e colore di capelli e vestiti che le fasciano il corpo prorompente. Era troppo presto per un cambiamento del genere, una metamorfosi del look deve prevedere anche una modifica nel carattere del personaggio, o almeno a livello di situazioni che, in realtà, non esistono. Si può capire l’intento di voler sviluppare un programma girando intorno alla vita di un personaggio, ma in questo caso chi circonda la sua figura è inesistente, una zavorra ingombrante. Se Cristela infatti (a tratti) può sembrare divertente, gli altri attori sono solo un noioso peso che contribuisce a creare quell’aura di commedia forzata e artificiale.
In finale, si può dire che per gli amanti delle sitcom anni ’90, sia probabilmente l’apice della comicità, di certo non per chi preferisce qualcosa di meno sguaiato e più moderno.
Michela Bonamici

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