Cristina Donà. Note liriche e voce con sofisticata armonia

La quinta stagione Cristina Donà
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Cristina Donà dopo quattro anni ha pubblicato il suo nuovo lavoro: La quinta stagione. Lo ha fatto con la EMI e con la collaborazione di Peter Walsh (Peter Gabriel e Simple Minds su tutti) e, nonostante ciò, in autonomia come ha precisato da più parti. Nelle canzoni c’è tanto della sua vita: i paesaggi della sua terra – la Val Seriana – le recenti ferite, soprattutto la morte del padre, <<ma senza esagerarne i contorni>> [1] e la spiritualità, qualcosa correlata con l’energia, <<con la chimica dei corpi>> e che le fa dire <<mentre scrivevo, sentivo alcuni testi come una serie di mantra>> [2].
Cerca di essere ottimista senza trascendere nel banale, cerca <<un riscatto nelle storie astratte>> che propone.

La quinta stagione Cristina DonàHa voluto un album <<dotato di uniformità di suono, solidità e stabilità>> [3].
Tutte dolcezze e belle parole nel descrivere questo disco sul sito di MTV che pone l’accento su l’equilibrio <<fra canzone d’autore e melodia pop, individualismo e universalità, passione e purezza, anima e sangue>> fino a scrivere che ha forse inventato un genere: <<musica leggera di spessore>> [4]. Strano che il nome del genere non sia di quelli “trendy” sapientemente usati dai “markettari”. Non è troppo per un sito che promuove il disco? Comunque lo si può ascoltare.
Il ritornello dell’armonia, ma anche della compiutezza e maturità ricorre spesso nelle recensioni a cominciare da Bizarre che sottolinea la scelta dell’orecchiabilità evitando la banalità coniugando una voce <<intensa e duttile>> con testi che trasmettono serenità. Le sue preferenze vanno a Universo per le sue <<armonie emotivamente toccanti>>, L’eclisse, Migrazioni, Niente di particolare e Conosci [5].
Anche Poma scrive della capacità di conciliare testi colti con la canzone pop, della capacità di guardare il mondo esteriore e interiore <<descrivendo sentimenti senza essere sentimentale, parlando attraverso immagini – L’eclisse, I duellanti – e rendendo semplici le melodie più articolate>> [6].
Per Bertoncelli è forse l’album più saggio composto di <<delicati acquerelli melodici con l’intarsio di misurate chitarre tastiere batteria, il colore soffuso di un quartetto d’archi, elettronica discreta>> e dove ancora una volta riesce a raccontarsi con <<accorata partecipazione>>[7].
Esaltante il giudizio di Vignola che lo considera l’approdo perfetto della sua discografia dove liriche voce e strumenti sono in equilibrio. Citate quasi tutte le canzoni ora per i testi <<storie, e soprattutto sensazioni, che raggiungono vette elegiache (Universo), esprimono paure da superare assieme (L’eclisse)>> ora per la musica come in Niente di particolare dove <<vi si trovano tanto la potenza elettrica quanto la gentilezza del tocco>> o come in Laure (Il profumo) dove <<strumentazioni che divengono impalpabili, lambendo una musica di frontiera calda e avvolgente>> [8]. Champagne! A chiusura segnalerei il riferimento musicale alle atmosfere battistiane evidenziato dalla Giancristofaro e confermato dall’artista. Non vi curate di noi ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: pop
Cristina Donà
La quinta stagione
etichetta: EMI
data di pubblicazione: 7 settembre 2007
brani: 10
durata: 38:23
cd: singolo

[1]Intervista – Rockol.it – 24 agosto 2007
[2]intervista di Raffaella Giancristofaro – Rolling Stone settembre 2007, pag.52
[3]intervista di Elena Raugei – Il Mucchio settembre 2007 – pag.23
[4]MTV.it
[5]Bizarre – Blow Up settembre 2007 – pag.84
[6]Sara Poma – Rumore settembre 2007 – pag.96
[7]Riccardo Bertoncelli – Linus settembre 2007 – pag.84

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