Crollo delle economie nel II trimestre: un altro Pil?

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Dopo il -10% dell’economia tedesca, il dato peggiore dall’unione delle due Germanie, il Pil della Francia con un -13,8% nel secondo trimestre anche se meno delle previsione. Il Pil spagnolo che crolla del 18,5% sempre nel secondo trimestre, dopo che nel primo trimestre era già sceso del 5,2%. e il -32,9% su base annua del Pil americano, il dato peggiore dal 1947, arrivano gli ultimi dati dell’Italia che nel secondo trimestre del 2020 è crollato del 12,4% (corrispondenti a 50 miliardi di euro) sul trimestre precedente e del 17,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche per noi si tratta di un minimo storico. Secondo il rapporto Istat questo crollo “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi“, con la domanda interna e quella esterna entrambe in calo.
Non è il caso di approfittare della depressione per ripensare le economie e i corrispondenti indicatori affinché misurino i progressi per le condizioni umane e dell’ambiente?

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