Da Palermo a Milano: Antonello da Messina in viaggio con la sua arte.

history 4 minuti di lettura

Da Palermo a Milano: come nelle migliori tradizioni gli artisti continuano a viaggiare in lungo e in largo, e siano essi stessi o le loro opere a farlo, lo scopo resta il medesimo: la curiosità, la scoperta, la conoscenza.

Antonello da Messina, L’Annunciata, 1475. Foto Beni culturali 
olio su tavola
dimensioni:46×34 cm
ubicazione: Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo

Ed è così che la bella mostra su Antonello da Messina organizzata nel Palazzo Abatellis di Palermo lo scorso dicembre, è partita alla volta del Palazzo Reale di Milano dove, dal 21 febbraio e fino al 2 giugno permetterà ad altre migliaia di visitatori di ammirare 19 opere del maestro messinese delle 35 che ne conta la sua autografia, e tra le quali, sopratutto, è inclusa L’Annunciata, vera icona dell’arte del Maestro. Una grande bella notizia in realtà, perché sul trasferimento del quadro il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci aveva inizialmente opposto il proprio veto, anche in ragione del fatto che dal 2013 l’opera è considerata inamovibile, per decreto regionale emanato nel 2009 dall’Assessorato regionale ai beni culturali.

Grandi viaggiatori gli artisti, dicevamo, oggi come allora: Antonello da Messina fu tra quelli che grazie ai propri spostamenti assimilò la novità di una nuova tecnica proveniente dalle Fiandre, con la quale attraverso anche le influenze estetiche di artisti come Piero della Francesca o degli stessi fiamminghi, indirizzò l’arte pittorica verso nuovi e straordinari orizzonti. Sebbene sia quasi certo che il messinese non abbia mai fatto il viaggio in Fiandra durante il quale a detta del Vasari, avrebbe conosciuto personalmente Jan van Eyck, resta un fatto che mecenati ricchi e interessati come Alfonso I d’Aragona che acquisivano opere provenienti da quelle terre lontane, permisero a nuove generazioni di artisti di scambiare abilità e innovazioni.

Antonello da Messina fu uno dei primi pittori del ‘400 italiano ad interessarsi e ad adottare la pittura ad olio che i fiamminghi come Roger van Der Weyden o Hans Memling, dopo il già citato van Eyck, utilizzavano sin dagli anni ’30 del Quattrocento, e grazie alla quale arricchì lo spazio pittorico delle sue composizioni con dettagli di luminosità brillante. Tecnica non del tutto nuova, in realtà: gli antichi romani l’avevano utilizzata per ornare scudi e insegne e nel medioevo era usata per la decorazione di oggetti in legno e in metallo, ma che utilizzata in ambito pittorico assicurò un maggior impatto visivo grazie all’aumento della profondità e e ad una conseguente concretezza di composizione, che quel tipo di colore permetteva.

Dai fiamminghi Antonello acquisisce non solamente la tecnica ma anche quelle caratteristiche compositive che lo renderanno a sua volta importante innovatore nella penisola sopratutto nell’ambito della ritrattistica, cui dedicherà la propria maestria; abbandonando infatti l’idealizzazione di matrice classica fino ad allora eseguita in Italia, adotterà la posizione di tre quarti introdotta dai fiamminghi, con cui era possibile approfondire l’analisi della fisicità e della psicologia del modello. Antonello opterà per l’umanità dei personaggi ritratti, siano essi uomini in dal sorriso ammiccante, madonne leggenti o riflessive dopo la visita dell’angelo o figli di Dio delusi e addolorati dal comportamento degli uomini.

Alle opere riunite dall’esposizione, provenienti tra gli altri dagli Uffizi di Firenze, National Gallery di Londra, dalla Galleria Borghese di Roma e ovviamente dallo stesso Palazzo Abatellis, si aggiunge una sezione che ricostruisce le vicende della pala di San Cassiano, e la Madonna col bambino di Jacobello, eseguita l’anno successivo alla morte del padre, in cui la firma appare uno struggente messaggio d’amore del figlio di un “pittore non umano”, ovvero divino.

La mostra di Palazzo Reale, che nella sua permanenza palermitana ha raccolto ben 28mila presenze, promette un successo altrettanto flagrante, in linea, come ha affermato l’assessore ai Beni Culturali di Palermo, Sebastiano Tusa “con il segno che questo rinascimento culturale della nostra terra sta procedendo, anche se a piccoli passi, come ci eravamo prefissi”.

V.Ch.

INFO:
Antonello da Messina
Palazzo Reale, Milano, dal 21 febbraio al 2 giugno

Orari:
lunedì 14.40-19-30 (la mattina accesso riservato alle scuole)
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30

Giorni e orari di apertura straordinari:
lunedì 22 aprile (Pasquetta) 9.30-22.30
mercoledì 1 maggio 9.30 – 19.30

Costo del biglietto (audioguida inclusa):
14 euro intero, 12 euro il ridotto 6 euro per giornalisti, scuole, gruppi Touring e FAI

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: