Dall’Obesity Day un invito al controllo del tuo peso

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Il 10 ottobre, per il settimo anno consecutivo, si celebra la giornata dell’obesità. Lo slogan di quest’anno è: “Controlla il tuo peso … risparmia in salute“. L’iniziativa dell’ADI (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) è rivolta a chiunque voglia avere una visita dietologica gratuita (consulta il sito www.obesityday.org). Ma è finalizzata soprattutto a cambiare lo stile di vita di quei 4,7 milioni di obesi e 18 milioni di persone in sovrappeso che vivono nel nostro Paese.

Sono 170 (30 in più rispetto allo scorso anno) i Centri del Servizio sanitario nazionale presso i quali è possibile incontrare specialisti in grado di fornire risposte sul proprio stato di salute in relazione al peso. Compatibilmente con l’affluenza dei partecipanti, di anno in anno sempre più numerosa, sarà possibile ottenere una visita con la quale, attraverso la misurazione di alcuni parametri antropometrici (peso, altezza, circonferenze) e il BMI (vedi riquadro in basso), si potrà conoscere se si è sovrappeso, obeso o normopeso.
A tutti verrà chiesto di compilare un questionario dal quale i medici Adi potranno fotografare il  rapporto con il cibo, la percezione del peso e valutare  il proprio stile di vita. Si potranno avere informazioni e consigli pratici utili a correggere le proprie abitudini e a riappropriarsi del benessere perduto. Al termine dell’incontro si potrà ricevere un utile opuscoletto per far conoscere i numerosi servizi dietologici erogati dentro e fuori le strutture Adi.

Sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del sovrappeso e dell’obesità significa spostare l’attenzione da un problema estetico ad un problema di salute. Un’errata visione di se stessi determina una  distorta percezione della propria condizione ponderale minimizzando il rischio reale. Dall’analisi dei questionari effettuata al termine della giornata dell’obesità di qualche hanno fa, Giuseppe Fatati, Presidente dell’Adi e coordinatore del progetto Obesity Day, rilevava che <<si considera sovrappeso l’80 per cento delle persone in più rispetto a quelle che lo sono davvero. Al contrario una parte degli obesi si considera “solo un po’ sovrappeso”>>[1]. Inoltre, c’è una minore tendenza a pesarsi tra le persone in sovrappeso e obese rispetto ai normopeso.

Spesso, anche tra i medici, c’è una sottovalutazione del fenomeno. Non si riesce a far comprendere come l’obesità sia davvero diventata un’emergenza. Una vera e propria epidemia mondiale. Qualche anno fa il responsabile della Sanità Pubblica Usa definì l’obesità, non senza qualche esagerazione, più pericolosa delle armi di distruzione di massa [2].
Si stima che nel mondo ci siano circa un miliardo di persone in sovrappeso di cui 300 milioni sono obesi (dati OMS). Quasi la  metà in Europa: 400 milioni in soprappeso e 130 milioni gli obesi. Dagli anni Ottanta ad oggi il numero degli obesi è triplicato in numerosi paesi europei e continua inesorabilmente a crescere. Anche nella longeva Italia, portatrice della “virtuosa” dieta mediterranea (ma che fine ha fatto?), i dati non sono meno preoccupanti. La percentuale della popolazione obesa cresce con l’aumentare dell’età raggiungendo  il massimo sopra i 55 anni (14,3 % tra i 55 e i 64 anni e 15,7 % tra i 65 e 74 anni) per poi decrescere tra gli ultrasettantacinquenni (10,9 %) [3].

Ma la preoccupazione di questa epidemia ha anche dei risvolti socioeconomici. I costi diretti per l’Italia sono di 22,8 miliardi di euro l’anno, pari al 6 – 7 % del spesa sanitaria nazionale e sono legati principalmente ai farmaci e alle ospedalizzazioni (64 % della spesa) [4]. Senza considerare, quelli indiretti, legati per esempio alle giornate lavorative perdute. Obesità e soprappeso sono condizioni ormai universalmente riconosciute come concause delle principali malattie croniche: malattie cardiovascolari, ipertensione, ipercolesterolemia, ictus, diabete, artrosi e osteoartriti, tumori ( colorettali, renali, endometriali, della colecisti e della mammella). Ma all’eccesso di peso corporeo sono associati anche altri problemi come malattie respiratorie, asma, apnee notturne e complicanze in gravidanza. Rispondiamo all’invito, magari raggiungendo a piedi i centri ADI.

Gaetano Paparesta

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Come si calcola l’Indice di Massa Corporea

Per conoscere la misura dell’Indice di Massa Corporea (BMI = Body Mass Index, secondo la definizione americana), parametro che definisce uno stato normopeso, soprappeso o obeso, è necessario applicare la seguente formula:

BMI = peso (in kg) / quadrato dell’altezza (in metri)

Le classi di peso indicate dal BMI sono:
< 18,5 sottopeso
18,5 – 24,9 normopeso
25,0 – 29,9 sovrappeso
> 30 obeso

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[1] Arturo COCCHI. Salute. La Repubblica. Inserto n 377 del 9 OTTOBRE 2003: pag. 4
[2] Giuseppe FATATI. Salute. La Repubblica. Inserto n 463 del 6 OTTOBRE 2005: pag. 8
[3] Dati ISTAT 2005
[4]Arturo COCCHI. Salute. La Repubblica. Inserto n 377 del 9 OTTOBRE 2003: pag. 4

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