Daniel Kehlmann: I fratelli Friedland

Daniel Kehlmann I fratelli Friedland
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Tre fratelli, tre storie, tre destini: in questo romanzo lo scrittore tedesco costruisce una vicenda che sembra un puzzle. Tre personaggi che provano a costruire una vita plausibile tra fallimenti e crisi economica.

Premessa
I lettori italiani, negli ultimi decenni, hanno potuto già apprezzare il rigore della narrazione dello scrittore tedesco Daniel Kehlmann.
Il suo La misura del mondo ha conosciuto un buon successo anche nel nostro paese.
Con le altre sue opere, Kehlmann si è andato sempre più accreditando come una delle voci importanti della letteratura tedesca contemporanea.
Con I fratelli Friedland, l’autore sembra accettare una sfida di non facile risoluzione: che senso ha la narrazione in un’epoca “liquida” e postmoderna?
Che cosa dobbiamo aspettarci dallo scrittore quando la consistenza delle singole esistenze sembra disperdersi all’ombra dell’incertezza?
Come si narra un divenire che non consente neanche più il gioco fra realtà e finzione, fra realismo e fantasia?
Il doppio piano della narrazione, formula messa in campo da tanta letteratura anche di alto profilo, postula una possibile distinzione, una sottile linea di passaggio che, nel suo esser condivisa fra lettore e scrittore, demarchi con forza due spazi, due relativi linguaggi, due piani della vicenda.
Quando questo elemento di demarcazione del reale viene meno, quale valore hanno le singole parole?

Citazione 1
Mi sarebbe piaciuto vederlo in faccia, ma il segreto confessionale me lo vieta e io mi attengo alle regole. I protestanti hanno un Dio che vorrebbe sapere che cosa succede nelle loro anime, ma sono cattolico e al mio Dio interessa soltanto quello che faccio. Prendo il cubo e proprio mentre sto riflettendo se procedere nel modo classico o se sia meglio cominciare con un blocco di quattro cubetti il legno scricchiola di nuovo.

La vicenda
Il Maestro dell’ipnosi, il grande Lindemann, è in città e Arthur Friedland, un aspirante scrittore disoccupato, decide di portare i suoi tre figli a seguire lo spettacolo.
Arthur, nel percorso verso il teatro, afferma più volte il suo disprezzo e il suo scetticismo verso ogni forma di magia.
Quando Arthur è invitato a salire sul palco, affronta la situazione come se si trattasse di un gioco: il grande Lindemann lo porta, invece, a confessare in pubblico i suoi sogni segreti e lo spinge a rendere reali le sue attese.
Dopo aver abbandonato i tre figli sulla soglia di casa, dopo aver svuotato il conto in banca della famiglia, Arthur prende il suo passaporto e svanisce nel nulla per inseguire il suo sogno di diventare uno scrittore.
Come reagiranno i suoi figli a questa situazione? Come costruiranno le proprie esistenze dopo questo distacco così imbarazzante e così inatteso?

Citazione 2
Adolf!” Gli allungo una pacca così forte sulla spalla che il corpo del vecchio vacilla. Per un attimo perdo il filo; colpa delle sue sopracciglia, senza dubbio. Davanti a sopracciglia così cespugliose non c’è da stupirsi se si va in confusione. “Noi due insieme abbiamo guadagnato molto. E guadagneremo ancora di più. I prezzi degli immobili continuano a salire! Chi si tira indietro adesso se ne pentirà.

I fratelli
Martin, crescendo diventa un prete cattolico, per sfuggire a un’insormontabile timidezza che gli rende doloroso ogni approccio con il genere umano. La sua unica passione è per il cubo di Rubik.
Eric diventa (o sembra diventare) un consulente finanziario di successo. La sua casa emana ricchezza; il suo studio indica potere; il suo rapporto con il mondo è nevrotico e poco comunicativo. Eric sfiora appena le cose e le persone senza toccarle in realtà, e vive assorto nelle sue strategie finanziarie. Tutto gli esplode tra le mani; le sue speculazioni si fanno sempre più azzardate e le giornate diventano un nero incubo: Eric aspetta soltanto che qualcuno bussi alla sua porta per accusarlo e arrestarlo.
Ivan sembra avviarsi nel complesso campo artistico inseguendo la gloria come pittore. In realtà diverrà un abile, incredibile e astuto falsario: non un impostore di bassa lega, ma un esperto del sistema dell’arte.
Ivan porterà al successo un pittore di scarsa fama. Dopo la morte dell’autore, Ivan, con intelligenza e misura, continuerà a immettere sul mercato le opere che falsifica e che, con incredibile lungimiranza, ha iniziato ad antologizzare anche prima che esistessero. Una sorta di recensione preventiva del falso che verrà: questa la vera natura del suo successo.

Citazione 3
Quand’ero giovane, presuntuoso e senza esperienza ritenevo che il mondo dell’arte fosse corrotto. Oggi so che non è vero. Il mondo dell’arte è pieno di persone amabili, di gente entusiasta, pieno di aneliti e di veridicità. È l’arte in sé, come sacro principio, che purtroppo non esiste.

In conclusione
Caro lettore, come nostro costume non ti sveliamo momenti che avrai il piacere di assaporare leggendo. In conclusione, le tre vite che ti abbiamo appena accennato, saranno stravolte quando scoppia l’estate della crisi finanziaria del 2008 e tutto quello che era apparso come chiaro si trasformerà in un incubo che non consente più di capire chi sono le vittime e chi sono i carnefici, chi sono quelli che si salvano e chi sono quelli che si dannano per sempre
Antonio Fresa

Daniel Kehlmann
I fratelli Friedland
Feltrinelli, 2015
Pagine 272, € 17,00

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