Daniele Mencarelli, Sempre tornare

Daniele Mencarelli
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Diceva il filosofo Friedrich Nietzsche Se guarderai a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà dentro di te” . Questo aforisma ben si adatta alla condizione esistenziale dello scrittore romano Daniele Mencarelli autore del romanzo Sempre Tornare. Come egli ha raccontato in diverse interviste, la sua sensibilità nel cogliere le varie sfumature dell’animo umano e della vita lo ha portato ad esplorare il lato più profondo ed inquietante di sentimenti ed emozioni rischiando a volte di venirne da esso travolto.

In Sempre Tornare, il viaggio compiuto dal protagonista del romanzo è metafora di un travagliato percorso all’interno del proprio Io. È il tentativo di trovare risposta all’irrequietudine che tormenta il periodo della sua adolescenza. La narrazione, che prende spunto dai ricordi dell’autore, si compone di tante tessere, come un mosaico ricco di sfumature; c’è il racconto dell’amore, quello per Emma; il racconto della natura che accompagna la quotidianità; il racconto dell’arte che appare prepotente dove a volte non ci si aspetta di trovarla; il racconto dell’incertezza del presente che si insinua strisciando nei momenti di difficoltà ed è lenita solo dal ricordo del passato: il tepore della propria casa, gli affetti più cari. Tante tessere unite tra loro da un unico filo conduttore: la transitorietà dell’uomo e ciò che lo attende alla fine dell’esistenza.

copertina sempre tornare di daniele mencarelliIl protagonista di Sempre Tornare si chiama Daniele, chiaro riferimento autobiografico. Siamo nell’Italia degli anni novanta, Daniele è un adolescente inquieto, pieno di domande esistenziali che con gli amici intraprende a ferragosto la “prima vacanza senza famiglia, due settimane di libertà sconosciuta, solo istinti da soddisfare”. Uno di quei viaggi da ricordare con nostalgia anche da vecchi. Le cose però prendono una piega diversa a causa di uno sgradevole episodio accadutogli proprio la prima notte di bagordi lontana da casa. Daniele decide di lasciare gli amici e rientrare da solo e in autostop da Misano Adriatico a Roma. La tanta strada da percorrere non lo spaventa. Lui, professionista dell’autostop, crede che tutto sarà sotto il suo controllo; il suo percorso sarà il suo punto di svolta, il tempo a disposizione gli farà trovare finalmente le risposte che cerca, “magari da chi meno le aspetta”. Due cose però complicano il suo piano tutto sommato semplice: la pesante valigia che deve trascinare sotto il sole cocente ed il fatto che, per un disguido, si ritrova senza documenti e danaro.
Daniele avrà bisogno degli altri per sopravvivere e dovrà fare i conti con la sua “vergogna di chiedere” ospitalità per la notte, soldi, acqua e cibo. Imparerà poco alla volta a “gettarsi nel mondo, non farsi prendere dalla paura”. La prima notte trascorsa all’aperto sembra facile da affrontare; Daniele sente dentro di sé “un misto di eccitazione ed entusiasmo”, gli riesce difficile persino prendere sonno. È solo, nel silenzio, protetto da una natura rigogliosa e benigna. Il telo da mare a fargli da coperta, l’erba morbida su cui stendersi, i lunghi giorni a venire che gli promettono esperienze da ricordare. Ma “bisogna fare attenzione alle cose sognate e mai sperimentate”: dormire all’aperto si rivela un’esperienza tutt’altro che piacevole. I primi dubbi s’insinuano, forse quel viaggio non è altro che “una enorme ragazzata che rischia di diventare pericolosa”. E a tratti pericolosa lo diventa davvero. Sulla sua strada Daniele incrocia brave persone, persone malvagie, persone succubi delle proprie paure, persone prepotenti ed arroganti. Da tutte Daniele prende qualcosa e tutte gli rivelano in qualche modo “ciò che di umano e universale esiste nel mondo”: la necessità di “vivere abbracciati a precipizi come equilibristi”.
Aprendosi alle cose che fino a quel momento gli erano sconosciute, Daniele si libera delle proprie zavorre interiori e di questo ne è simbolo la valigia che per più di metà percorso ha rallentato e appesantito il suo cammino. La spinge giù da una cunetta il giorno in cui, senza preavviso, la morte si affaccia alla sua vita. È una liberazione, una lenta presa di coscienza delle proprie responsabilità, dei propri limiti, una sorta di “battesimo all’arte dell’incontro” con gli altri e con la realtà: Daniele è arrivato alla meta. Ma il viaggio che credeva finito, invece “è appena cominciato”.
Laura Pontonio

Daniele Mencarelli
Sempre tornare
Mondadori, 2021
324 pagine
€ 19,00

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