De Giovanni: Il resto della settimana

maurizio de giovanni il resto della settimana
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Mi salvo in calcio d’angolo (dato l’argomento del libro) se uso l’immagine dei cerchi concentrici prodotti da una pietra in uno specchio d’acqua, per avviare la presentazione di quest’ultimo libro di Maurizio De Giovanni?
Eppure la tentazione offerta da questa immagine, è forte e coinvolgente.
Un bar nel cuore di Napoli; una lunga teoria d’avventori a raccontare la propria idea del calcio; un attempato professore a indagare il mistero della fede (calcistica); un gestore serio e legato alla tradizione; una cassiera e un giovane apprendista barista impegnati ad affrontare la vita: gli elementi sono tanti e ben combinati nella “miscela” (in tema di bar) che De Giovanni ci serve con un aroma e una fragranza continuamente rinnovate.
E veniamo ai nostri cerchi concentrici che sembrano alludere, sempre e comunque, a una sola e forte parola: passione.
Passione per la propria città (Napoli); passione per la propria squadra del cuore (il Napoli); passione per la letteratura (il racconto della passione).
Ammetto che De Giovanni saprebbe spiegarvi la parentela fra “passione” e “malattia”, intendendo con quest’ultima una sorte d’inguaribile possessione, legata in particolar modo al calcio.

Citazione 1
E capirà che proprio quando il destino e la storia si accaniscono contro un popolo, dotandolo di tutte le piaghe che la civiltà occidentale sa infliggere, un po’ di gioia e di effimera felicità diventano necessarie alla sopravvivenza. Che non è giusto per nessuno vivere costantemente immerso in un disagio che non si ha la forza o il modo di risolvere.

Napoli nei romanzi di De Giovanni è sempre mostrata con cautela, con discrezione. La Napoli fascista del commissario Ricciardi e la Napoli moderna dei Bastardi di Pizzofalcone sono presenti nella narrazione con un’inconfondibile cifra, ma mai al centro, come pure ci si potrebbe aspettare in alcune circostanze.
In questo libro Napoli è protagonista attraverso una polifonia di voci che ne illustrano le mille anime, le mille malattie e i mille sogni.
Napoli è lì, come un esperimento che ha saputo affrontare il mondo antico, la modernità e la post-modernità, offrendosi a tutti, ma senza farsi imbrigliare da nessuno; una città con mille contraddizioni e perciò capace di schiudere ancora un altro orizzonte possibile, un’altra dimensione del vivere comune, tra i traumi della catastrofe e la dolcezza di un sogno possibile.
Tra pregiudizi e presunzioni, Napoli è sempre pronta a spiazzare, a metter in crisi le definizioni frettolose, ma anche quelle più profonde, che vorrebbero esprimerla o bloccarla in una parola.
Gli avventori del piccolo bar di Peppe, con le loro storie, con le loro consumazioni, ci raccontano una storia fatta di mille rivoli e di mille inquadrature.

Citazione 2
Mancava ancora un quarto d’ora più recupero, ma nessuno, in campo e sugli spalti, pensò nemmeno per un momento che la Juventus potesse pareggiare. Il vento era cambiato ed era un vento del sud. Lo stesso vento che, all’ultimo minuto, trasportò sulle proprie ali in campo aperto Volpecina Giuseppe da San Clemente, provincia di Caserta, onesto terzino, in contropiede verso uno sfinito Tacconi che non aveva più miracoli in tasca.

L’evento è quello calcistico, che una volta era strettamente domenicale. L’evento è profano, ma assume connotati che hanno del sacro. L’evento è la partita, l’incontro, la presenza allo stadio. L’evento è quello vissuto nel rito della partita in casa e l’avventura di quella fuoricasa.
L’evento è di un calcio pulito, con gli eccessi positivi del tifo e senza l’imbarazzante violenza di chi finisce con il distruggerne il senso. L’evento è tifo allo stato puro.
La passione di De Giovanni per la squadra della sua città è passione pura, senza se e senza ma, e non è stata mai celata o edulcorata.
Il resto della settimana” è fatto di giorni che seguono l’evento e di giorni che preparano il prossimo evento. E l’insieme di tanti eventi, fa la storia, il mito, l’epopea.
Ogni tifoso vive la partita da solo e ogni tifoso sa di non esserne l’unico proprietario; ogni tifoso sa di prendere parte a un rito che lo accomuna con migliaia di altri tifosi, tutti insieme a dar corpo a un’unica voce, a un’unica speranza, a un’unica delusione, a un’unica vittoria.
La “storia” è fatta di tappe che hanno cambiato il corso degli eventi, di ere che hanno separato la sconfitta dal trionfo, di personaggi assurti alla ribalta per sempre o per un istante.
Su tutti i ricordi, domina quello delle gesta dell’innominato argentino, la divinità del calcio, scesa in terra a giocare fra i comuni mortali.
Nel bar di Peppe, mille voci di mille tifosi raccontano una storia da mille punti di vista, come accade allo stadio nei vari settori in cui il pubblico si divide.
Un calendario fatto di eventi che hanno marcato la differenza fra un “prima” e un “dopo”, fra l’esserci stati e l’aver mancato l’incontro con la “storia”.
Una passione che aiuta a vivere e che parla, in fondo, sotto altre forme, pur sempre di amore.

Citazione 3

La città reagì a modo suo, facendo emergere scritte e colori che tu, ventidue anni dopo, trovi ancora sulle mura dei palazzi nei quartieri più popolari. Provano a cancellarle, ma riemergono.

Quante vite possiamo vivere attraverso le parole degli scrittori? Non è di questo che in fondo li ringraziamo. E non è “passione” (“malattia”) quella che li spinge a scrivere, seguendo le voci di altre donne e uomini, offrendo la propria voce a tanti altri che resterebbero altrimenti in silenzio?
Il bar di Peppe è una “fucina della parola” in cui non si servono soltanto caffè e cappuccino: si servono parole, racconti, dolori, gioie, speranze.
Le porte sono aperte (in fondo il cliente ha sempre ragione) e ognuno entra portando la propria storia e il proprio piccolo grande contributo ad una narrazione che, con misura e costanza, sa accogliere tutti e a tutti offre la possibilità di esserci, come sugli spalti di uno stadio, come nella platea di un teatro, come nelle pagine di un autore sempre più padrone dei propri mezzi.
Antonio Fresa

Maurizio De Giovanni
Il resto della settimana
Rizzoli, 2015
Pagine 304, € 17,00

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