Decreti sicurezza: i perché della cancellazione

Cristoph-Büchel-barcone-migranti
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Se è vero che l’attuale governo non ha applicato la normativa sui “porti chiusi” imposta da Salvini e accettata dal M5S, è altrettanto vero che se fossero corrette le indicazioni sulla riforma del decreto sicurezza saremmo punto e a capo. Multare le ONG, sia pur per un importo minore, e confiscare l’imbarcazione “solo” dopo una condotta reiterata, la sostanza delle cose non cambierebbe. Saremmo sempre di fronte alla logica dei porti chiusi e del non rispetto del diritto internazionale del mare che assegna al comandante della nave anche il compito di individuare (chi meglio di lui che ha persone in pericolo?) il porto sicuro dove attraccare. Aspettare le decisioni di un ministro sarebbe di fatto un ostacolo al soccorso: pensate alle navi commerciali.
Il decreto sicurezza ha enormemente aumentato l’immigrazione “irregolare” (già questo termine è molto discutibile) mettendola a rischio criminalità. La riduzione dei fondi ha concentrato nelle mani di pochi il “business dell’accoglienza”. E l’accoglienza virtuosa avviata con gli Sprar è stata massacrata.

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