Dentro Caravaggio

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Perché Michelangelo Merisi detto il Caravaggio è così amato da tutti noi, italiani e stranieri, suscitando una ammirazione universale?

Sandro Lombardi

Non c’è uomo o donna che non sia affascinato da questo grande artista, ma quali sono le chiavi del suo successo? Il docufilm “Dentro Caravaggio” diretto da Francesco Fei e con la presenza e la voce narrante dell’attore teatrale Sandro Lombardi ci accompagna attraverso la vita e le opere di quest’artista straordinario con una lettura accurata ed originale dei suoi capolavori.
Per soli 3 giorni da lunedì 27 maggio al 29 maggio in Italia e subito dopo nel resto del mondo per avvicinare il grande pubblico e chi ancora non lo conoscesse ai suoi lavori ed alla sua straordinaria sensibilità.

Poco, pochissimo si sa in realtà dell’uomo Caravaggio nonostante molto, moltissimo sia ciò che è stato scritto su di lui.
Nato a Milano nel 1571, orfano di padre a causa della peste, mandato a bottega per imparare a dipingere dalla madre da ragazzino, nulla ci è purtroppo pervenuto della sua produzione artistica di questo periodo milanese.
Quando ha circa 20 anni si sposta a Roma dove gli vengono commissionate alcune opere, ma qui vive un successo alterno, talvolta i suoi lavori vengono rifiutati in quanto giudicati inopportuni ed inappropriati per l’esposizione nei luoghi di culto, ma cosa turba i contemporanei di Caravaggio? L’artista vive a contatto con cardinali e nobili, ma ama il contatto con la plebe, con le prostitute, con le persone sporche e lacere dei quartieri popolari.
I suoi quadri sono palcoscenici dove le figure sono in rapporto di uno ad uno con lo spettatore ed attirano il nostro sguardo perché in ciascuna sta accadendo qualcosa, qualcosa di violento, di sconcio, di inopportuno.
In un mondo dove tutti i pittori dipingevano le tele partendo da un fondo bianco lui solo stravolge i canoni classici dipingendo su fondo nero.
La luce che sino ad allora cadeva in ogni punto dei dipinti allo stesso modo nei quadri di Caravaggio viene usata in un modo completamente nuovo; il chiaroscuro da movimento e viene utilizzato allo stesso modo in cui secoli dopo verrà utilizzato nella fotografia e nel cinema.

Dettaglio della Madonna dei Pellegrini in mostra
Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma

I personaggi sono ispirati al popolo ; nella “Madonna dei Pellegrini” (Roma , Sant’Agostino) una Maria in abiti da popolana esce sull’uscio di casa in un vicolo di Roma con il muro scrostato per accogliere due pellegrini scalzi che rivolgono i loro piedi sporchi verso il pubblico , nel “San Francesco in estasi” Museo di Harford Connecticut USA , sceglie di dipingere un Francesco nel momento immediatamente successivo al ricevimento delle stimmate che giace tra le braccia di un angelo l’espressione del volto del santo è molto più vicino al momento successivo ad un piacere erotico che all’ espressione mistica idealizzata .

Caravaggio stravolge i canoni delle immagini religiose , questo appare evidente nel “Martirio di Sant’Orsola” Napoli palazzo Zavallos Stigliano ; fino a quel momento la Santa era rappresentata trafitta dalla freccia del re degli Unni con lo sguardo rivolto verso il cielo nella serena attesa di ricongiungersi con il Padre , la Sant’Orsola di Caravaggio è diversa nel suo rapporto con gli eventi , essa appare stupita, rivolge lo sguardo al proprio petto trafitto ed alle sue mani che vorrebbero strappare via il dardo per rimanere aggrappata ancora a questa vita .
Le opere dell’artista risentono del suo carattere inqueto, impulsivo, degli scatti d’ira che lo porteranno dopo l’uccisione del suo rivale di strada Ranuccio Tomassoni a scappare da Roma alla volta di Napoli dopo che una condanna pende sul suo capo dando il diritto a chiunque di togliergli la vita.
Napoli è una città che tanto si lega a Caravaggio, la città dove ritrova i volti dei personaggi plebei a lui tanto cari, Napoli è l’unica città che non rifiuta e censura nessuna delle sue opere, unica città dove il pubblico non è scandalizzato dalle sue Madonne così carnali, ma qui lui non è un uomo sereno, pare che dorma sempre vestito ed armato nel timore di essere aggredito.

Decollazione del Battista, nella cattedrale di San Giovanni a La Valletta (Malta)

La Sicilia lo accoglierà subito dopo come un Ulisse destinato a viaggiare senza mai potersi fermare, lascia ancora sue opere a Messina e Siracusa, ma da qui scappa nuovamente, sempre più lontano e arriva a Malta dove lascerà un capolavoro “La decollazione del Battista”.

Forse la sua carriera avrebbe potuto continuare, ma la sua vita si interrompe presto; nel tentativo di tornare a Roma dove potrebbe ricevere la grazia viene arrestato, rilasciato dopo poco, tenta con mezzi di fortuna di raggiungere la Capitale, leggenda vuole che arrivato sulla spiaggia di Porto Ercole, esausto e gravemente ammalato qui si spenga la sua vita ed il suo incommensurabile genio.

Guardando i suoi dipinti possiamo ipotizzare quali sarebbero state le sue vocazioni se fosse vissuto ai giorni nostri, è indubbio che avremmo avuto tra noi un grande regista o un grande fotografo ed ancora meno dubbi abbiamo su quelli che sarebbero stati i soggetti da lui amati sui quali avrebbe posato l’obiettivo della macchina fotografica o della cinepresa:
Michelangelo Merisi detto il Caravaggio avrebbe sicuramente documentato la vita degli ultimi, sarebbe stato tra gli immigrati che tentano la traversata del Mediterraneo, nei campi di detenzione in Libia, nei palazzi occupati delle nostre periferie, lungo strade provinciali avrebbe fotografato prostitute ai lati della strada su sedie di plastica e barboni in scatole di cartone nelle nostre stazioni.

Socrate sosteneva che “la felicità è sempre soggetta all’invidia solo la miseria non è invidiata da nessuno” eppure Caravaggio compie il miracolo, guardando le sue opere invidiamo la sporcizia, le rughe della vecchiaia, l’oscurità degli ambienti e tutta le terrenità delle sue Sante e Madonne.

Adelaide Cacace

nelle sale il 27, 28 e 29 maggio
Dentro Caravaggio
durata: 85 minuti
con Sandro Lombardi. Marco Colombo e Francesco Melzi d’Eril
con gli interventi di Rossella Vodret, Marco Carminati, Alessandro Morandotti, Milo Manara, Gennaro Carillo, Giovanna Cassese, Caterina Di Giacomo, Achille Mauri e i Masbedo
regia Francesco Fei
sceneggiatura Jacopo Ghilardotti
montaggio Claudio Bonafede
musiche originali Teho Teardo
produttori esecutivi Francesco Fei e Federica Masin per Apnea Film e Silvia Corbetta per Italia Classica
prodotto da Piero Maranghi e Massimo Vitta Zelman
produzione Italia Classica, Skira Editore, Adler Entertainment, con il sostegno di Intesa Sanpaolo

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