Dèsarpa o smonticazione: la transumanza nella Valle d’Aosta

Desarpa transumanza Valle d'Aosta
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In un fine settimana della prima decade di un Ottobre, iniziato con condizioni meteo favorevoli, il complesso del Cervino, anche noto come Matterhorn, mostra tutta la sua magnifica imponenza. L’immagine dei monti riflessa nel lago blu difficilmente resterà dimenticata.

Il Cervino Matterhorn nel lago blu
Il Cervino o Matterhorn nel lago Blu. Foto Emidio Maria Di Loreto

Durante l’ esplorazione di queste montagne, la casualità ci ha fatto imbattere in uno degli eventi folkloristici che contraddistingue queste zone: la discesa a valle dagli alpeggi estivi di mandrie e greggi. La transumanza di questi luoghi, una “transumanza verticale” a voler essere precisi.  Si dice in questi posti che ogni mucca abbia un nome, due corna ed un campanaccio, in realtà probabilmente di campanacci ne possiede due. Il primo più piccolo, inseparabile, per la normale attività di pascolo. L’altro, più grande e rumoroso, con decorazioni ricercate, da utilizzare negli eventi importanti tipo la dèsarpa (smonticazione), la transumanza appunto.

Dèsarpa Valle d'Aosta
Sosta durante la Dèsarpa. Foto Matteo Di Loreto

La fine del duro lavoro negli alpeggi e nelle malghe lontano da casa viene celebrato in un diffuso spirito di ringraziamento, quasi liturgico, alla montagna per la qualità dei prodotti che regala a queste popolazioni. La discesa a valle di mandrie e greggi, secondo percorsi stabiliti, gode di luoghi dove far rifocillare gli armenti e dove, anche pastori e collaboratori, possono trarre conforto in festosi banchetti a base di prodotti tipici.

L’arena delle sfide. Foto Rino Di Loreto

Giunti a valle si organizzano anche altri eventi tra i quali sfide tra animali per l’aggiudicazione del trofeo di Regina delle mucche o delle capre; l’individuazione cioè del capo che avrà la guida gerarchica della mandria o del gregge. L’altro titolo assegnato invece riguarda l’animale che avrà prodotto la maggior quantità di latte. I confronti tra animali sono incruenti e non vi sono casi di istigazione da parte dei conduttori o dei giudici che badano solo che si realizzino tra animali delle stesse dimensioni e peso e che tutto si svolga secondo le regole e senza danni. Del resto è intuitivo che il legame con gli animali da parte di chi li accudisce e riceve in cambio sostentamento, e a volte ricchezza, non può mai prevedere che li si sottoponga volontariamente a nessuna pratica cruenta o pericolosa .

In attesa della competizione. Foto Emidio Maria Di Loreto
Inizio delle ostilità. Foto Emidio Maria Di Loreto
Si risolve l’incastro. Foto Emidio Maria Di Loreto

Si tratta di atteggiamenti innati negli animali, come la normale competizione nella vita, nel tentativo di prevalere sull’altro …incrociano le corna spingendo vicendevolmente. Non appena durante la sfida si verifica il primo cedimento di uno dei due contendenti la competizione finisce perché, nel loro linguaggio, l’animale riconosce all’avversario la supremazia che così viene accettata. Un pericolo per la verità esiste: quello che i contendenti possano rimanere “legati” perché incastrati dalle corna, per fortuna in questo caso i soccorritori sono pronti ad intervenire per liberarli. In natura, quando accade, non si riesce a godere di questo genere di aiuti e può capitare che i due capi periscano per la mancanza della possibilità di muoversi a piacimento e di alimentarsi . In conclusione verranno individuati i due capi migliori: l’animale dominante, il capomandria per capirci, e quello che si contraddistingue per la maggior produzione di latte; ci saranno quindi nell’ alpeggio successivo due regine .

In una spianata in quota, vi erano radunati i contendenti, i loro proprietari, ed un nugolo di appassionati che per lo più sembravano addetti ai lavori a qualsiasi titolo piuttosto che turisti curiosi. Tra gli spettatori dell’arena, un paio di signore di una certa età, ben protette da coperta aggiuntiva e dotate di seggiola portatile, erano ben concentrate a scrutare con attenzione gli animali ed erano anche dotate di blocco notes con tabelle predisposte sul quale annotavano con attenzione appunti a non finire. È probabile che si trattasse di esperti che individuavano le caratteristiche somatiche e caratteriali delle bestie poiché, appuriamo, questo genere di eventi serve anche allo studio dei caratteri morfologici degli animali affinché le loro caratteristiche siano migliorate geneticamente attraverso gli incroci.  Lo speaker, rigorosamente in un dialetto che ci risulta incomprensibile ma di una musicalità che non stona affatto, chiama i contendenti e specifica i riscontri delle sfide, così le ritualità si susseguono secondo il preciso programma.
Anche le capre di razza valdostana, tchevre in dialetto, sono molto numerose. Vengono allevate  più per tradizione che per scelta di convenienza, è nota infatti come animale dalla scarsa produzione di latte ma, di contro, dal facile adattamento a queste altitudini e zone impervie. Si tratta di esemplari che ricordano anche nelle forme lo stambecco e, come per le mucche, al rientro dagli alpeggi, si organizzano anche per loro manifestazioni di uguale tipologia. Gli scontri per la supremazia delle greggi, in questo caso sono davvero simpatici, con gli animali che scelgono di competere che si alzano sulle zampe posteriori per colpire le corna degli avversari con maggior veemenza. Come per le mucche al primo accenno di resa tra i contendenti, tutto finisce senza danni e con la certezza che le gerarchie saranno rispettate e con gli esemplari vincitori che potranno esibire i bosquet, le ghirlande di rami di pino e fiori decorati con i colori della bandiera della Valle. Altro premio elargito sono collari con ornamenti arricchiti da campanacci di dimensioni maggiori del normale.
La tradizione si perpetua, gli armenti possono dare sfogo alla loro indole ed il ciclo della vita procede secondo i ritmi dettati dalla natura.
Emidio Maria Di Loreto

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