dEUS. Rock colto e popolare sperimentando voci

vantage point deus
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Un disco mancava dal 2004 l’anno di Pocket Revolution. Prolifici non lo sono mai stati. In tutto siamo a cinque in una ventina d’anni di storia.
vantage point deusLa band belga capitanata da Tom Barman ha sfornato, dopo una lunga serie di concerti, dieci brani dal loro studio di Anversa e da cui prende il titolo l’album Vantage Point con una copertina firmata Michael Borremans.
Stimolato dalle domande di Dordi Barman ci fa sapere che è un disco più vivace, più diretto, energico e aperto rispetto al precedente.
<<Ho pensato a lungo alla scaletta dell’album: c’è un inizio energico e abbastanza scuro, poi una pausa che introduce l’ascoltatore al cuore del disco (Favorite Game, Slow, The Architect, Is A Robot, n.d.a.) che sono molto energiche. Gli ultimi tre brani, a quel punto, riportano a un sound più morbido e disteso>>.
Un’altra novità rispetto al passato è che per la prima volta il contributo canoro degli altri componenti è evidente come in Slow e The Architect. Di più il violinista Klaas Janzoons lo fa per la prima volta in quindici anni e <<l’atmosfera sospesa tra Iggy Pop e David Bowie>> di The Vanishing Of Maria Schneider ha richiesto la voce di Guy Garvey degli Elbow.
A proposito dei testi ci sono spesso riferimenti al tempo in particolare a quello andato. Barman sa che molte volte è doloroso quello che è accaduto e serve per riflettere, ma vorrebbe anche evitare di soffrire.
Con Slow arriva il messaggio di presa di distanza da taluni comportamenti aggressivi, inconsapevoli e con eccessiva velocità per risolvere ad ogni costo problemi. E con questo senza passare all’indifferenza [1].

Dordi come si intuiva dall’intervista considera l’album degno di un gruppo tra i più influenti negli ultimi quindici anni e che chiude definitivamente ferite aperte in precedenza. Di notevole compattezza pur in presenza di cambi di ritmi e sperimentazioni in particolare per l’uso delle voci. Le citazioni sono per The Vanishing of Maria Schneider, Eternal Woman, The Architect e Slow che <<nasce da una solida base ritmica e si propaga circolare fino a un chorus a tinte fosche>> [2].

Un gradino al di sotto è l’opinione di Palazzo che pur dichiarandosi un profondo estimatore del gruppo vede un po’ di freschezza svanire. Segnali ne sono la presenza di Andersson con la sua <<voce tagliente>> , la produzione di Bolland che incide sulla ritmica e forse ironicamente l’inno <<dedicato alla bellezza che svanisce>> The Vanishing of Maria Schneider cantato da Barman e Guy Garvey [3].

E Ambrosi non va oltre la sufficienza proprio in virtù di una creatività oramai smarrita che non rende paragonabili Vantage Point con i primi album anche se tutto è <<ben costruito>>. Qualche sentore della <<classe di un tempo>> lo si ascolta in Eternal Woman, Smokers Reflect e Popular Culture [4].

Nel confronto con il passato di tutt’altro avviso è Frattini che in sostanza considera il nuovo lavoro la continuazione di un discorso cominciato qualche anno fa con Pocket Revolution approdando ad un pop rock <<al tempo stesso colto e ignorante, messo giù di pancia, che prende a schiaffi senza per questo dimenticarsi di essere figlio di una mente musicalmente arguta, smaliziata e padrona>>. Tra le canzoni segnalate ci sono Eternal Woman nata per essere un classico, Popular Culture in grado di <<aprire i cuori alla gioia>>, Slow, Favourite Game e Smokers Reflect <<testimonianza di un eclettismo ad alti livelli>> [5].

Con questo album, secondo Speranza, i dEUS e Barman in particolare hanno scovato e messo a frutto quegli elementi che nei vari dischi, a cominciare dai primi due, li hanno messi in luce interpretando il rock come un’arte e sostanzialmente senza cali di tensione. E verso la fine che in successione si trovano le vette musicale: Smokers Reflect, The Vanishing of Maria Schneider <<canto etereo che invece di emergere dal magma musicale diventa essa stessa musica>> e Popular Culture paragonata a Instant Street (da The Ideal Crash, ndr) per la <<solennità, il crescendo emozionale quasi insostenibile, l’intensità vocale costantemente al di sopra delle righe>> [6].
E sono proprio queste tre brani che, invece, per Lancia fanno torto ad un disco comunque onesto e superiore alla media delle proposte. E sempre per sottolineare le diversità lo stesso autore accosta a Instant Street a Is A Robot. Il brano migliore che potrebbe candidarsi a <<perfect song>> dell’anno <<con le sue magiche ed armoniose rotondità>> è Eternal Woman [7].

A concludere il niente di esaltante per Leva ma l’album, per chi non li conoscesse, potrebbe essere ascoltato per iniziare capire un gruppo che non fa canzoni per le programmazioni radiofoniche. Le segnalazioni per Slow e The Architect [8]. Non vi curate di noi, ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: rock
dEUS
Vantage Point
etichetta: V2
data di pubblicazione: 28 aprile 2008
brani: 10
durata: 46:37
cd: singolo

[1] Paolo Dordi, “Our favorite game”, Rockerilla 15 aprile/15 maggio 2008, pagg. 8-10
[2] Paolo Dordi, Rockerilla 15 aprile/15 maggio 2008, pag. 46
[3] Diego Palazzo, Blow Up. Aprile 2008, pag. 84
[4] Fernando Ambrosi, www.ilsole24ore.com, 11 aprile 2008
[5] Ciro Frattini, www.ondarock.it, 18 aprile 2008
[6] Mino Speranza, www.indie-rock.it,, 6 maggio 2008
[7] Claudio Lancia, www.storiadellamusica.it maggio 2008
[8] Massimiliano Leva, Rolling Stone maggio 2008, pag. 158

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