Diplomazia di Cyril Gely

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Sarebbe dovuto andare in scena a marzo 2020, ma a causa del lock down solo in questi giorni abbiamo potuto godere di “Diplomazia”, una pièce teatrale che vede affrontarsi due personalità complesse nella Parigi occupata dell’agosto del ’44; il generale Dietrich von Choltitz interpretato da Elio de Capitani e Fernando Bruni nei panni del console svedese Raoul Nordling.

Due uomini figli dei propri tempi che si trovano con le loro scelte individuali a poter determinare la vita e la morte di milioni di persone oltre che la scomparsa o la sopravvivenza di Parigi e di tutto ciò che questa città rappresenta per la storia dell’umanità.
Il luogo dove si deciderà la storia è una suite dell’hotel Meurice, l’alloggio del generale von Choltitz, le luci che penetrano dalle finestre della stanza di quella che è una afosa notte estiva ci lasciano immaginare i disordini che regnano nelle strade di Parigi, la guarnigione composta da giovanissimi soldati che sorveglia il generale rappresenta la giusta cornice della difficile situazione militare che sta vivendo la Germania: la disfatta è inevitabile; la sconfitta di Stalingrado e lo sbarco in Normandia sono state le tappe di un conto alla rovescia che avvicina ogni giorno che passa la Germania alla capitolazione , eppure Hitler, pur sentendo la fine vicina, fedele al suo personaggio fino in fondo, decreta la distruzione di Parigi e la morte per gran parte della sua popolazione, l’ordine è chiaro, indiscutibile, insindacabile.

Elio de Capitani e Fernando Bruni in Diplomazia di Cyril Gely
foto Laila Pozzo

In Diplomazia un generale von Choltitz, solo, ma risoluto impartisce le ultime disposizioni per far saltare i ponti sulla Senna e allagare la città determinando una strage di civili. Tutto sembra deciso nel concatenarsi degli eventi che determineranno ciò che verrà scritto nei libri di storia.
Il console svedese Nordling, deus ex machina di quella notte, riesce ad introdursi furtivamente nel suo alloggio. È un negoziatore empatico e dalle innegabili qualità umane, sa di poter fare la differenza tra la vita e la morte, tra i due uomini inizia un confronto ideologico e morale.
Il generale sostiene il principio della cieca obbedienza, il console il valore del libero arbitrio. Entrambi sono consapevoli che qualunque loro decisione li vedrà chiamati a comparire al banco degli imputati della storia.
Il console tenta di far breccia con la logica nella invulnerabile corazza ideologica del generale: Isacco ha obbedito a Dio quando questi gli ha chiesto di uccidere suo figlio e sebbene abbia poi fermato la sua mano, la domanda è “cosa ce ne facciamo di un Dio così?” , dietro l’apparenza di un uomo che non conosce pietà appare invece un uomo consapevole della pazzia del Fuhrer, von Choltitz è in realtà un uomo angosciato che desidera salvare moglie e figli a costo di essere carnefice per milioni di inutili vittime.
La consapevolezza di quale orrore stia chiedendo di compiere ai suoi soldati ha spinto Hitler a promulgare la “Sippenhalf” una legge voluta per garantirsi la cieca obbedienza dei suoi uomini che in caso contrario vedranno sterminata la propria famiglia in Germania.
Nordling, calmo ed empatico è consapevole di costituire l’ultima chance di sopravvivenza per l’umanità che vive ai piedi della Torre Eiffel ed utilizza tutta la tecnica e l’arte della diplomazia per fare breccia nella mente di von Choltitz , la disfatta tedesca è vicina, quale destino lo attende quando si volterà pagina , quale giudizio darà la storia di quella che è una distruzione immotivata ? quanto potrà appellarsi alla giustificazione di essere un militare e di avere eseguito un ordine se quell’ordine è palesemente ingiusto e proviene da un uomo ormai riconosciuto come folle ?

Il testo del drammaturgo francese Cyril Gely, disegna due personaggi complessi molto adatti ad essere rappresentati a teatro; drammatici che non fanno mancare azioni plateali, più volte il console svedese viene minacciato con il revolver dal generale e si percepisce che l’epilogo tragico potrebbe essere dietro l’angolo. In fondo l’uomo che deve distruggere Parigi è un militare di lungo corso nazista che ha già partecipato personalmente all’invasione della Polonia e della Francia ed ha preso parte o è stato protagonista verosimilmente di azioni aberranti, ha probabilmente eseguito già ordini abominevoli senza discutere, cosa dovrebbe essere diverso questa volta che a maggior ragione la sua famiglia è ostaggio del Reich?

Conosciamo l’esito degli eventi della storia; eppure, il teatro ha un effetto “sliding doors” e riesce ancora una volta ad aprirci una finestra nel tempo dove tutto sembra ancora possa succedere.
E così non vedremo più quella cupola, non vedremo il Louvre, Place de la Concorde, non vedremo più i nostri figli giocare nei parchi e le due torri di Notre-Dame. Tutto deve sparire per sempre. E lei non ha alcun rimorso?” Raoul Nordling

Adelaide Cacace

16 ottobre – 22 novembre | sala Shakespeare
Diplomazia
di Cyril Gely
traduzione Monica Capuani
uno spettacolo di Elio De Capitani e Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani
e con Michele Radice, Alessandro Savarese, Simon Waldvogel
luci Michele Ceglia
suono Luca De Marinis
produzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Catania
in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura
prima nazionale

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