Disability Pride: per i desideri negati

modelli e modelle con Tiziana Luxardo
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Per la parata del Disability Pride sono già in arrivo delegazioni da tutta l’Italia, da Torino, dalla Val di Susa, dalla Toscana, dalla Sicilia, per un giorno di festa, di protesta, di rivendicazione.
Scopo della parata è quello di rendere visibili e portare in piazza corpi difformi, la nostra voglia di vivere, di esserci, di uscire dai ghetti fisici e mentali in cui gli sguardi sociali ci incasellano.

Protesteremo e ameremo perché le città vengano rese realmente accessibili. Perché i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) delle Regioni siano applicati, non rimangono nel regno delle belle intenzioni, delle belle parole.
Protesteremo perché vogliamo entrare nei negozi, non essere serviti per strada come mentecatti, come rifiuti della società.
Protesteremo perché una città come Milano non può essere così meschina da dipingere con i colori dell’arcobaleno, simbolo di libertà e di autodeterminazione, una serie di tram della linea 10, senza rendersi conto che quegli stessi tram non sono accessibili alle persone disabili.
Protesteremo e ameremo. Perché non vogliamo ridurci a vivere le nostre vite all’insegna dell’odio. Vogliamo vivere alla luce della creatività, dell’incontro con gli altri, siano essi “normali”, migranti, senza tetto, sessualmente fluidi o indecisi.

desiderio
© Tiziana Luxardo

Protesteremo e rivendicheremo il nostro diritto al desiderio. Perché se nostri corpi sono difformi da una ipotetica normalità, i nostri desideri sono integri e appartengono al mondo dell’umano. I nostri corpi, le nostre anime, richiedono cure. Sono le cure che ognuno di noi, uguale o diverso, pretende per vivere una vita piena. Non siamo angeli asessuati. Tutt’al più siamo angeli caduti che vogliono trasformare la loro caduta in un volo, se necessario anche in direzione ostinata e contraria.
Protesteremo, ameremo, ci incontreremo. Porteremo bandiere arcobaleno, per dire no a ogni guerra, per dire no allo sperpero del denaro pubblico e all’inflazione che attualmente divora le nostre magre pensioni, fatte di pochi spiccioli che ci costringono al di sotto del livello di povertà.
Ameremo, ci incontreremo, rivendicheremo il diritto al bello, alla cultura, alla formazione. Ameremo e rivendicheremo il diritto a frequentare i luoghi della socialità. Perché nessuno sia escluso dalla Polis, che è vostra, è nostra, è mia a pieno diritto.
Ameremo, e rivendicheremo il diritto di appartenere alla Polis in quanto esseri umani e persone, ancora prima che cittadini. Affinché i servizi, la città, e le strade siano aperte non soltanto a chi è dotato di cittadinanza, ma anche a chi appartiene all’unica razza degna di essere riconosciuta, la razza umana.
Ameremo e useremo la nostra creatività, dando respiro ai nostri sogni, alle nostre aspettative. Osando l’impossibile la dove il sociale ci sbarra la via.
Ben venga l’impossibile se il possibile è negato.

Ci siamo quasi. Domenica 3 luglio per le vie di Milano si dipanerà la Parata del Disability Pride, con partenza da Porta Garibaldi e conclusione all’Arco della Pace. L’arrivo è previsto per le ore 19:15 / 19:30.
È un percorso breve. Noi non discriminiamo. Chi è interessato a partecipare potrà unirsi al corteo in qualunque punto della scarrozzata. Ben venga l’impossibile se il possibile è negato.
Gianfranco Falcone

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