Divisionismo 2 Collezioni

divisionismo mastra gam
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È appena stata inaugurata negli splendidi spazi della Villa Reale a Milano, un capolavoro architettonico del classicismo milanese, all’interno della Galleria d’Arte Moderna (GAM) una mostra che raccoglie 30 opere d’arte rappresentative del “Divisionismo” provenienti dalle collezioni di Tortona e dalla stessa GAM e che nasce sotto la magistrale regia della curatrice e storica dell’arte Giovanna Ginex.

Se è vero che trovarci di fronte ad un’opera d’arte significa trovarci al cospetto del pensiero dell’artista allora per provare a seguirlo  vale la pena arrivare al GAM attraversando a passo lento i giardini Indro Montanelli per lasciare allontanare i rumori e la fretta della città. Rispetto alle mostre monografiche visitare un insieme di opere di molti autori, rappresentative di un’ intera corrente artistica, implica un impegno intellettuale importante e commisurato alla ricchezza del pensiero dei suoi protagonisti.

quadro
Gaetano Previati, Penombre 1889-1891

La mostra offre una rassegna completa dei protagonisti del Divisionismo: Giacomo Balla, Leonardo Bistolfi, Umberto Boccioni, Giulio Branca, Luigi Conconi, Tranquillo Cremona, Carlo Fornara, Giuseppe Grandi, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza, Gaetano Previati, Attilio Pusterla, Daniele Ranzoni, Giovanni Segantini, Giovanni Sottocornola, Paolo Troubetzkoy.
Il visitatore può conoscere, percorrendo la cronologia dei quadri esposti, tutti gli elementi in cui è declinata la corrente Divisionista. Un movimento artistico che consentì di rappresentare la luce e l’ombra in maniera originale attraverso una laboriosa e lunga tecnica pittorica che arrivava a coinvolgere anche l’imprimitura della tela, parliamo di un metodo di gestione dell’effetto cromatico che vede l’utilizzo dei colori non diluiti posizionati sulla tela attraverso linee affiancate molto sottili, colori puri accostati, una tecnica che riusciva a massimizzare oscurità e luminosità percepita dall’occhio.

Le opere sono state collocate in cinque sale e consentono al visitatore la conoscenza del Divisionismo attraverso diversi piani di lettura. La prima sala accoglie le opere che illustrano la genesi e le radici del Divisionismo e qui non si può non restare rapiti dinanzi a “Il bacio” di Gaetano Previati dove due amanti si baciano accanto ad una finestra di vetri smerigliati, un’opera che costituisce un ponte di collegamento tra lo stile tardoromantico del soggetto e il metodo di allocazione del colore sulla tela attraverso il quale Previati si proietta nella corrente divisionista, notiamo le pennellate filamentose che fondono gli amanti tra loro e con l’ambiente che li circonda.

La scelta di Milano per ospitare la mostra sul Divisionismo non è casuale. Milano è stata una città fondamentale per la corrente divisionista, qui si formarono molti dei pittori divisionisti che ebbero modo di incontrarsi e confrontarsi durante la mostra alla triennale di Milano nel 1891 e fu proprio nella città meneghina che essi si ispirarono per la rappresentazione dei temi sociali ritraendo lavoratori e lavoratrici impegnati nelle fabbriche della città narrandone l’evoluzione sociale come nel quadro “Uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli” che ci racconta degli anni in cui l’ autore Giovanni Sottocornola insieme ai suoi colleghi di accademia Attilio Pusterla e Emilio Longoni si dedicava ai temi del realismo sociale, decennio che si concluse con i moti di Milano di fine ‘800 soffocati nel sangue da Bava Beccaris a cui seguirono controlli di polizia di tutti gli ambienti legati al socialismo umanitario e che determinarono l’allontanamento dei pittori divisionisti dai temi sociali.
La storia della città detta la scelta dei soggetti: con “La venditrice di frutta“, Emilio Longoni denuncia lo sfruttamento minorile e Attilio Pusterla sceglie di rappresentare gli indigenti ritratti nelle mense per i poveri in “Alle cucine economiche” e l’emarginazione a cui conduce la senilità in “Inverno nel Pio Albergo Trivulzio

Attilio Pusterla, Alle cucine economiche italiane. 1896

Il Divisionismo fu testimone della crescita industriale della città e dei suoi aspetti contraddittori: da un lato il progresso della società civile dall’altro l’emersione di sacche fragili della popolazione. Tutti i pittori divisionisti furono socialisti e sensibili al tema del realismo sociale alcuni di essi furono anche accusati di essere anarchici e processati come Plinio Nomellini.

La mostra ha anche l’obiettivo di evidenziare tutte le sfaccettature del Divisionismo, sia tecniche che simboliche, a partire dalla genesi della corrente  che affonda le sue radici nel movimento sperimentale della “scapigliatura” dove si ritrovano ancora temi e soggetti di gusto tardo romantico. La pittura paesaggistica è un tema ricorrente nel Divisionismo in quanto ben si presta all’ utilizzo della tecnica della complementarità dei colori e dell’utilizzo dei colori puri presi direttamente dal tubetto senza essere diluiti.
Non mancano alcune opere realizzate attraverso la tecnica del pastello che trovano nella corrente divisionista una importante collocazione grazie a grandi interpreti come Balla e Boccioni che la mostra colloca nell’ultima sala a rappresentare quella che fu la pittura d’avanguardia.

quadro La madre di Umberto Boccioni
Boccioni Umberto, La madre, 1907. Pastello su carta, applicato su tela 77×71 GRASSI 010 Copyright Comune di Milano – all rights reserved – Galleria d’Arte Moderna, Milano / Umberto Armiraglio

La mostra sul Divisionismo ha inoltre il merito di ricordare al visitatore, dopo mesi di visite ai musei virtuali, quanto sia impagabile e insostituibile la visione in presenza dell’opera d’arte che nella fattispecie rende apprezzabile la tecnica se vista da molto vicino, rende riconoscibile il colore e le sfumature solo dalla distanza di un metro e che trasmette le forze espressive di luci ed ombre diverse se vista da distanze e angolazioni differenti, aspetti che nessuna foto con il migliore filtro Instagram riuscirebbe a trasmettere.
Io non so se il rosso sia più bianco del nero ma è certo che l’arte della pittura è e sarà sempre lo spirito della materia e non mai la materia dello spirito“,
Giovanni Segantini.

Adelaide Cacace

Galleria d’arte moderna – Milano
dal 19 novembre 2021 al 6 marzo 2022
Divisionismo. 2 Collezioni
a cura di Giovanna Ginex / in collaborazione con GAM | Galleria d’Arte Moderna di Milano

 

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