Donazioni d’organo: un progetto tra Mirandola, Valtellina e New Jersey

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Gli eventi tellurici che tra il 20 ed il 29 Maggio 2012 interessarono la Regione Emilia-Romagna per un totale di oltre 2800 kmq.
Oltre che sottoporre le popolazioni ai disagi consequenziali, mise anche sotto gli occhi dei mass media internazionali le qualità di una eccellenza produttiva importante come il Polo Biomedicale del distretto di Mirandola. Si apprese che vi lavoravano oltre 5.000 addetti, tra personale impiegato direttamente e nell’indotto, per l’attuale miliardo di euro circa di fatturato, nelle 5 multinazionali e nelle numerosissime altre realtà produttive presenti nei settori di apparecchiature medico chirurgiche e strumenti per dialisi e materiali dedicati al loro funzionamento.

Si scoprì anche che, proprio nel settore necessario a supplire alle insufficienze renali dei pazienti interessati, si eccelleva qualitativamente tanto che, i danni subiti dalle sedi interessate, misero in serio rischio le forniture di questi materiali nelle strutture ospedaliere di buona parte dell’Europa. Si ovviò, come spesso accade in Italia nel momento del bisogno,  rimboccandosi le maniche, resilienza, pochi piagnistei e molto lavoro.

In poco tempo tutto tornò alla normalità ed oggi, sulla scia di quella notorietà ben riposta, arriva una notizia che, seppur dal punto di vista scientifico è solo conferma della qualità e capacità acquisita in anni di esperienze in quel polo biomedico, dal punto di vista economico sancisce una collaborazione importante tra un’azienda quotata nel Nasdaq, la CytoSorbents di Monmouth Junction, e L’Aferetica di Mirandola. Lo riferisce il quotidiano economico italiano a più alta diffusione che aggiunge come, nello scorso congresso mondiale di Madrid, sia stato presentato un progetto brevettato con il nome Per Life da utilizzare nelle donazioni d’organo.

L’utilizzo di Per Life migliorerebbe del 30% la probabilità di successo nel trapianato e consiste in un sorta di pulizia dell’organo “vivo” pre impianto, attraverso l’uso di filtri tipo PerSorb di Cytosorbents. Il tutto consiste in un lavaggio a Temp. tra 4° e 37° con liquidi adeguati, prodotti in Valtellina da aziende da sempre operanti nel settore dei liquidi da perfondere, l’organo da trapiantare in modo da purificarlo migliorando anche la qualità degli organi detti “ marginali” quelli a rischio inutilizzo. Già questo consentirebbe recuperi da considerare preziosi in un settore nel quale la richiesta copre enormemente la disponibilità di organi che, al momento, riguarda fegato e reni per oltre l’80%.

Attualmente si è nella fase di perfezionare la documentazione per la certificazione di apparecchi, soluzioni dedicate e materiali d’uso in modo da essere pronti per una commercializzazione da effettuare nei primi mesi del 2019. L’obiettivo è di produrre 300 strumenti entro il 2021 ed un conseguente fatturato da quadruplicare entro il 2020.
Ricapitolando il progetto PerLife nasce attraverso collaborazioni transoceaniche che riguardano il know how in New Jersey in merito all’utilizzo di resine sintetiche assorbenti, nel distretto di Mirandola le competenze per produzioni di apparecchiature per la circolazione extracorporea ed il conseguente uso di dispositivi di filtraggio per diminuire i livelli di citochine ed eliminare il pericolo di contaminazione da agenti eziologici di sepsi, e la Valtellina come zona di produzione delle soluzioni infusionali necessarie.
Emidio Maria Di Loreto

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