Dopo ricreazione… l’ora di italiano: a scuola con Federica Festa, si ride e si riflette sulla crisi del sistema scolastico italiano

L'ora di italiano
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Quante volte abbiamo sognato di essere ancora a scuola, preoccupati per non aver studiato o per l’esito del compito in classe? Ebbene, il coinvolgente spettacolo di e con Federica Festa ci farà rivivere quei momenti che hanno segnato la vita degli alunni che siamo stati (o che magari ancora siamo, non si finisce mai di studiare, no?). Dal 14 novembre al 9 dicembre al Teatro dell’Orologio di Roma torna, dopo ben cinque anni di repliche e proroghe,  “Dopo Ricreazione… l’ora di italiano”, già vincitore del premio “Vittorio Mezzogiorno” per la migliore attrice emergente.

Eh sì, perché il vero punto di forza dello spettacolo è proprio la travolgente persuasività dell’interpretazione di Federica Festa calatasi nei panni della professoressa Spinelli, precaria in attesa di una cattedra dopo ben oltre ventisette anni di insegnamento, nonché incarnazione simbolica dei tanti problemi che affliggono la scuola di oggi: una scuola che se da una parte rimane sospesa nell’immobilismo delle vecchie strutture per mancanza di fondi – fondi che vengono continuamente ridotti, come se la cultura fosse un lusso e non un diritto, stipendi degli insegnanti sempre uguali ed inadeguati all’attuale costo della vita –  dall’altra, reattiva alle spinte della rivoluzione digitale e di una società finalmente multiculturale, cerca di stare al passo con i tempi e di adeguarsi alle varie trasformazioni in atto, nonché, ahimé,  ai ripetuti  solleciti delle continue riforme che si susseguono ormai ad ogni cambio di governo.
L’ora di italiano della professoressa Spinelli diventa così un momento di coinvolgente comicità in cui la risata liberatoria scaturisce dalla consapevolezza della crisi in atto e pone l’urgenza del dover formulare l’unica vera domanda possibile: qual è la scuola che vogliono i ragazzi oggi?
Lo spettacolo, via via sempre più partecipato in un crescendo di ilarità e sorprese, ripercorre le tante problematiche di cui è stata protagonista la scuola italiana negli ultimi decenni: dalla questione dell’opportunità o meno di tenere il crocifisso in classe, alla revisione del programma di storia – e la prof. Spinelli allieterà il pubblico con una sua versione originalissima della Rivoluzione francese – passando per il dibattito sulle riforme promosse dall’ex ministra Gelmini a quelle dell’attuale ministro Profumo, fino alla vera spina nel fianco che affligge l’attuale sistema, non solo scolastico, ahimé: il precariato. Ci si interroga su cosa sia la cultura oggi, in bilico tra la preservazione dei classici e l’introduzione di tematiche più attuali, cercando di capire in mezzo alle continue sollecitazioni di una società in continua trasformazione cosa meriti di essere tramandato ed insegnato e cosa da buttar via in quanto segno dell’attuale declino dei valori. Passare il testimone della nostra cultura alle generazioni che verranno, non è compito da poco. Si chiude con la lettura di un passo dei Promessi Sposi, quanto mai attuale ed emblematico.
Tanti i sentimenti e le emozioni che la bravissima Federica Festa – credibile nella mimica, nelle espressioni, nella maniera rituale di fare lezione – riesce a sprigionare nel pubblico: solidarietà, comprensione, risata catartica, ma anche, ovviamente, una buona dose di amarezza.
Si riflette indubbiamente sul ruolo che la scuola occupa e ha occupato nella vita di ciascuno di noi e quindi sulla cogenza di una problematica che urge essere affrontata, ma a fine spettacolo si esce dalla sala anche immensamente divertiti. Detto tra me e voi, era da molto che non ridevo così a teatro e che non mi sentivo così partecipe.

Oltre al già menzionato premio “Vittorio Mezzogiorno”, lo spettacolo – che negli anni è stato rivisto ed aggiornato per adattarsi ai vari cambiamenti sociali – è stato mandato in onda anche nella trasmissione radiofonica Homepage, su Radio Centro Suono, nonché a Radio2 per Ottovolante Live; è stato altresì rappresentato in molte piazze, nella rassegna comica curata da Serena Dandini alla Festa dell’Unità di Roma, in quella di “Teatro dello spettatore” a Rovigo a cura del Teatro del Lemming, più in altri eventi di altre importanti città italiane.

Rita Ciatti

Orario Spettacoli
Teatro dell’Orologio, sala Gassman
via dei Filippini, 17/a – Roma

mercoledì – venerdì ore 21, 15
sabato ore 17, 45 e 21, 15
domenica ore 17, 45

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