Draghi, i giovani, le disuguaglianze e la memoria corta

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Il discorso di Draghi al Meeting di Rimini era atteso soprattutto perché da più parti lo si considera come il prossimo Presidente del Consiglio, magari al posto di Conte in caso di crisi del Governo. Al Meeting, Draghi ha dato risalto su quanto detto a proposito dei giovani ai quali “bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri”. E poi “per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”. Ma per anni, per i ruoli ricoperti, nelle élite economiche e finanziarie, dov’era quando si parlava di disuguaglianze, di sfruttamento, precariato? La Grecia? E l’emergenza ambientale? Esiziale per il futuro non solo dei giovani ma del Pianeta, ma per combatterla occorre un pensiero altro che porti ad un cambio del sistema produttivo e di consumo.

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