EA7 AJ Milano al ventottesimo scudetto

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È finita con lo sportivissimo pubblico della BLM Group Arena di Trento in piedi ben prima del fischio finale ad applaudire i contendenti di gara sei dei play off scudetto di pallacanestro.

Il punteggio, salvo un timido tentativo di rientrare nel terzo quarto sotto la doppia cifra, è sempre costantemente stato a vantaggio indiscutibile di Milano. Si chiude 71 a 96 con la netta sensazione che l’episodio più importante di gara 5, la stoppata di Goudelock a Sutton, avesse praticamente precluso ed azzerato ogni energia fisica e mentale alle Aquile. Vi era nell’aria, evidentemente, quello di cui ogni esperto di pallacanestro aveva certezza: che l’esito di gara 5 fosse lo spartiacque che avrebbe indirizzato lo scudetto 2018 verso Milano. Per Trento, come lo scorso anno, ancora tanti complimenti ma ancora un secondo posto che adesso inizia a pesare troppo.

Gara sei iniziava anche con la speranza che in casa, Trento, potesse tornare in parità ma razionalmente, sarebbe stato forzare troppo la speranza in uno sport che nella sua imprevedibilità premia sempre i più forti, i più dotati, quelli che oltre ad avere risorse tecniche, sono anche ben guidati da un coach al suo settimo scudetto e che sa come far valere le sue risorse. Nascevano già con queste credenziali le gare della finale play off: Milano la corazzata ricca, con lunghi dal gran fisico sotto i tabelloni, un play di fiducia del coach in grado di far circolare velocemente la palla in modo se vogliamo anche noioso e comunque sempre pronto a trovare soluzioni adeguate. Trento di contro, dal gioco più attraente, panchina corta, grande intensità e spunti fantasiosi sempre a disposizione che però non gode di fisicità adeguata a contrastare i pari ruolo dell’Olimpia. In realtà è quanto si è verificato ma, quell’ultima palla, quella stoppata del mini- mamba su una schiacciata che già la si pregustava conclusa, quel gran gesto atletico che rende ancora più apprezzato questa disciplina tra le più spettacolari ed avvincenti, avrebbe facilmente potuto avere un altro esito. Se così fosse stato, in gara sei le energie fisiche e mentali di Trento non sarebbero sembrate ultimate e magari l’esito sarebbe stato diverso.

Restano anche di questa finale, oltre le gesta tecniche dei contendenti, anche altri aspetti da non sottovalutare. La correttezza e sportività del pubblico, ma anche la sensibilità di chi in campo, al termine della gara, prima di gioire con i propri compagni, corre a consolare il suo avversario in preda allo sconforto per essere dovuto uscire dalla gara per limite di falli . Ci piace sottolineare questo di capitan Daniele Cinciarini, prima ancora di indicarlo come primo nella storia come numero di assist nei play off. Ha sorpassato un campione come Riccardo Pittis detentore del primo posto con 275 assit.
Emidio Maria Di Loreto

Tabellino

TRENTO – MILANO 71-96
(20-25, 33-48, 56-66)

TRENTO: Franke 2, Sutton 15, Silins 2, Musumeci ne, Forray 14, Flaccadori ne, Gutierrez 8, Lovisotto ne, Gomes 7, Hogue 9, Lechthaler, Shields 14.
Allenatore: Buscaglia.
MILANO: Goudelock 21, Micov 10, Vecerina ne, Pascolo ne, Tarczewski 6, Kuzminskas 15, Cinciarini 2, Cusin 1, Abass, Bertans 15, Jerrels 12, Gudaitis 14.Allenatore: Pianigiani.

ARBITRI: Paternicò-Begnis-Baldini

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