Economia musicale 2008. Elettronica, strumenti e formazione

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Il sistema musica nel 2008 ha inevitabilmente subito il contraccolpo della crisi che ha devastato finanza e soprattutto il lavoro in Italia. Va detto però che se si leggono i dati di fatturato nei vari ambiti della filiera ci troviamo di fronte a risultati più complessi che presentano elementi positivi e di dinamismo.

Da poco la Fondazione dell’Università IULM ha pubblicato il rapporto Economia della Musica in Italia [1] che propone una disamina approfondita del settore nei suoi aspetti funzionali e soprattutto economici. Fa difetto la grave mancanza dello stato dell’arte dell’occupazione nel settore come se fosse necessaria per capire quanto accaduto.

La ricerca prende in considerazione il fatturato complessivo che la “musica” ha generato dividendolo in:
grande settore dove troviamo musica stampata, strumenti, formazione, e elettronica di consumo audio ma anche i diritti di copia privata
piccolo settore quello della produzione e distribuzione della musica <<in senso stretto>> dai cd, al digitale, alla musica sparsa (tv, radio, discoteche,…) alla musica dal vivo.

Per impossibilità di valutare correttamente il fenomeno mancano gli introiti derivanti dalla formazione (scuole di musica, conservatori, istituti privati).

La musica ha fatturato quasi 3,9 mld. di euro con una flessione del 4% circa rispetto al 2007. Per fare un paragone il cinema (home video compreso) ne ha fatturato 1,7 mld. mentre la televisione ha fatturato 8,5 mld [2].

Se si entra nel dettaglio si scopre però che a fronte del calo del 4% generale troviamo il crollo dell’elettronica di consumo audio (impianti hi-fi, lettori di file digitali, impianti audio per le auto,…) che rispetto al 2007 vede un meno 17,7% per un fatturato complessivo 728 milioni di euro. Da segnalare che il fatturato dell’audio portatile ha visto un calo superiore al 21%.
Va precisato che circa la metà del calo del fatturato dell’elettronica audio è attribuibile al calo dei prezzi.

Nel grande settore gli strumenti musicali hanno invece visto crescere, per il quarto anno consecutivo, il fatturato che si è attestato a 399 milioni con un + 3,4% rispetto all’anno precedente. Tra gli strumenti i pianoforti classici (per valore), i pianoforti digitali (per valore e quantità), le chitarre acustiche, i sintetizzatori, i campionatori, i registratori digitali hanno visto crescite significative.
Il mercato mondiale degli strumenti aveva registrato un calo del 5% nel 2008. Da soli gli USA rappresentano il 42% del totale seguiti da Giappone con il 15%, Germania (6%) e Canada Inghilterra e Francia (5%). Per quanto riguarda la spesa media si passa dai 25 dollari negli USA, ai 24 in Canada, ai 20 in Giappone passando per i 12 in Francia fino ai 6 in Italia [3].
Il dato italiano è indicativo anche della scarsissima attenzione alla formazione musicale che caratterizza il nostro paese. Infatti la relazione tra scuole in generale e acquisto di strumenti è strettamente correlato e sei dollari l’anno pro-capite sono inezie per chi ha una tradizione da difendere e vorrebbe avere un ruolo maggiore in questo settore ma soprattutto dovrebbe far crescere la cultura musicale tra le nuove generazioni.
Pur non disponendo di dati inerenti ai fatturati la ricerca fornisce alcuni dettagli del mondo della formazione musicale. L’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) registra 58 Conservatori e 21 Istituti Musicali Pareggiati mentre l’istruzione inferiore è assicurata dalle Scuole Medie Statali, Comunali e da quelle private.

Nel 2008 gli iscritti sono aumentati sia nei Conservatori che negli Istituti Pareggiati. Se i tre quarti degli iscritti sono ancora all’interno del percorso del vecchio ordinamento che non prevede la laurea l’analisi dei diplomati vede un passaggio dal vecchio alla laurea di primo livello.
Ciro Ardiglione

[1] La ricerca è stata realizzata da Luca Barbarito, Professore Associato di Economia dei settori e da Antonella Ardizzone; è stata è stata promossa da DISMAMUSICA – Distribuzione Industria Strumenti Musicali e Artigianato, F.E.M. – Federazione Editori Musicali, SCF – Consorzio Fonografici e S.I.A.E. – Società Italiana Autori ed Editori. www.fondazioneiulm.it
[2] IEM Fondazione Rosselli, L’industria della comunicazione in Italia, 2009.
[3] I dati italiani sono Dismamusica (Distribuzione Industria Strumenti Musicali e Artigianato), mentre quelli internazionali Namm (International Music Industry Association).

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