Dove e come si vota alle elezioni del 12 giugno. Il traffico a Genova

elezioni comunali Genova
history 5 minuti di lettura

Il 12 giugno 2022 insieme al voto per i referendum si voterà in 978 comuni per l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali: il dato è aggiornato al 5 maggio ed è suscettibile di eventuali variazioni a causa di provvedimenti che dovessero intervenire successivamente [1]. Dei 978 comuni solo 142 hanno una popolazione superiore a 15.000 abitanti e di questi 26 sono capoluoghi. Tra le città più importanti troviamo Alessandria, Asti, Catanzaro, Genova, Guidonia, L’Aquila, Lucca, La Spezia, Messina, Padova, Monza, Palermo, Parma, Piacenza, Pistoia, Taranto e Verona.

La distinzione tra i comuni con più o meno 15.000 abitanti è necessaria per il doppio sistema elettorale. Nel primo caso è previsto il voto disgiunto cioè la possibilità di dare il voto ad una lista di uno schieramento e il voto al candidato sindaco di un altro schieramento; inoltre in caso nessun candidato sindaco abbia il 50% di voti più uno dopo due settimane si va al ballottaggio tra i due più votati. Nei secondo caso diventa direttamente sindaco chi ottiene la maggioranza dei voti, salvo che non ci sia una parità assoluta e in quel caso si va al ballottaggio; non è previsto il voto disgiunto.

Da un’analisi delle candidature viene ancora una volta alla luce la disparità di genere. Infatti i partiti M5S, Pd, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia – nelle 26 città capoluogo – hanno candidato 60 aspiranti sindaco e tra questi le donne sono solo 15, cioè il 25% del totale. Anomalie a Piacenza dove l’attuale sindaca Patrizia Barbieri con tutto il centrodestra unito proverà mantenere il suo ruolo a Palazzo Mercanti; la sua principale sfidante, sarà la consigliera regionale Katia Tarasconi (per lei e il Partito Democratico forse sarebbe già una vittoria andare al secondi turno), sostenuta da Pd, Azione, Piacenza oltre, Piacenza coraggiosa, Pensionati piacentini, Katia Tarasconi-Lista civica per Piacenza.

Come sempre i risultati delle amministrative avranno un risvolto politico nazionale nonostante le rassicurazioni contrarie. L’assenza del voto regionale e la relativa esiguità del numero dei comuni effettivamente sono un deterrente per un uso strumentale a più vasto raggio. Sicuramente il voto avrà riverberi nelle coalizioni,  nel centro destra dove al suo interno e nei rapporti con Fratelli d’Italia le fibrillazioni sono all’ordine del giorno. Anche le fibrillazioni tra PD e Movimento 5 Stelle potrebbero essere toccate dalle elezioni del 12 giugno che rappresentano un banco di prova per un campo largo.
Qualunque cosa accada non è immaginabile di questi tempi uno scossone al Governo.

Il centro sinistra ha molto da recuperare nei 26 capoluoghi di provincia perché 18 sono governati dal centrodestra e 6 dal centrosinistra, mentre Messina e Parma sono governati da sindaci espressi da liste civiche.

In una delle città più importanti, Genova al momento non ci sono chance per gli altri sei candidati di scalzare dalla poltrona di sindaco Marco Bucci (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Lista Toti, Vince Genova, Gente d’Italia e Genova domani) che conquisterebbe Palazzo Tursi al primo turno – sondaggio all’agenzia YouTrend – con il 56,8% dei voti contro il 36,4% dello sfidante più vicino Ariel Dello Strologo sostenuto da PD – Articolo 1 – Psi, Sinistra italiana, Europa Verde-Lista sansa, Movimento 5 stelle e Genova civica. La sinistra, completamente separata, non pervenuta.
Lo stesso sondaggio assegnerebbe, nel consiglio comunale il 53,2% dei voti al centrodestra mentre il centrosinistra ne avrebbe il 42,2%.
I quaranta candidati (di cui quindici donne) della lista Vince Genova nata per sostenere Bucci e composta da assessori uscenti, liberi professionisti, manager, professori universitari, un consigliere comunale sarebbe la prima lista del centrodestra col 14,9%, seguita da Fratelli d’Italia col 12,3% e dalla lista Toti con l’11,7%, la Lega con 9,8% e Forza Italia al 4,2% con lo 0,3% alle altre liste che sostengono Bucci. Nel centrosinistra invece il Pd, con Articolo1 e Psi, avrebbe 24,1% dei voti, la lista di Ariel Dello Strologo, Genova Civica il 6,7%, il Movimento 5 Stelle al 5,8%, con la Lista Sansa al 4,7% e Sinistra Italiana allo 0,9%.

Nando Pagnoncelli analizzando i dati del sondaggio IPSOS scrive che «due sono le priorità che emergono nella città: la prima, assai comune nei principali Comuni italiani, è rappresentata da traffico, viabilità e trasporto pubblico locale (37%), la seconda riguarda il lavoro (34%). A seguire, molto distanziati, vengono citati i temi della sicurezza (17%), delle infrastrutture e delle opportunità per i giovani (appaiati al 13%), quindi l’ambiente, l’inquinamento e la qualità dell’aria, il degrado sociale e culturale, la burocrazia, i servizi per gli anziani, la raccolta e la gestione dei rifiuti (tutti menzionati dal 12% degli intervistati). La frammentazione delle priorità, ciascuna delle quali — con l’eccezione delle prime due — viene menzionata da una percentuale limitata di cittadini, rappresenta una conferma dell’apprezzamento dell’operato della giunta Bucci. Non stupisce quindi che gli orientamenti di voto siano favorevoli al sindaco uscente» [2].
Aggiungerei io che non stupisce se la sinistra perde, non essendo in grado di raccontare una visione diversa e soluzioni diverse per un futuro diverso.
Pasquale Esposito

[1] Per un elenco completo dei comuni e della numerosità degli abitanti https://dait.interno.gov.it/documenti/elenco_enti_amministrative_2022.pdf
[2] Nando Pagnoncelli, Comunali 2022, a Genova Bucci ipoteca il bis: ha un vantaggio di 10 punti, 22 maggio 2022

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article