Elezioni Austria. Perdono i razzisti ma no ai migranti e un po’ di ambiente

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La destra razzista e xenofoba del FPÖ ha perso le elezioni in Austria. Gli scandali venuti a galla insieme a incapacità politiche, il clima dopo un Friday For Future riuscitissimo a Vienna, e la questione migranti non più discussa, spiegano i veri vincitori di questa tornata elettorale. Il primo di questi è il Partito popolare austriaco (ÖVP), dell’ex cancelliere Sebastian Kurz che proprio sul tema migranti ha posizioni simili al FPÖ e durante un’intervista televisiva, ha chiarito che non intende partecipare al nuovo accordo sulla redistribuzione e che «se si salvano persone nel Mediterraneo bisogna fare di tutto per riportarle nei paesi d’origine. Più confini e più porti aperti non sarebbero segnali giusti in direzione dell’Africa e dei trafficanti» [1]. Più disponibili all’accoglienza socialdemocratici (SPÖ), gli europeisti liberali di Neos e i Verdi. Questi ultimi sono gli altri grandi vincitori delle elezioni parlamentari e che li vedono tornare ad occupare seggi avendo triplicato i voti.

Fonte: Ministero dell’Interno austriaco – https://wahl19.bmi.gv.at/

Quasi 6,4 milioni di aventi diritto e circa il 66% di affluenza alle urne hanno caratterizzato queste elezioni in Austria, un voto anticipato dopo che il governo in carica, a maggio, si era schiantato sullo scandalo che aveva coinvolto Heinz-Christian Strache, leader di FPÖ ripreso con una telecamera nascosta mentre prometteva favori in cambio di denaro a una finta nipote di un oligarca russo.

Il giovane leader del Partito popolare Sebastian Kurz ha portato i suoi a vincere le elezioni anche perché la sua politica si è spostata a destra, non solo sulla questione dei migranti, consentendogli di attirare i voti dei tanti austriaci sia nel 2017 che oggi. È vero che non ci sono analisi di flussi elettorali ma è probabile che buona parte dei voti persi dalla destra siano finiti all’ÖVP. I socialdemocratici ha perso oltre il 5% e non sarà semplice – viste le continue accuse della leader dei socialisti, Pamela Rendi-Wagner alla politica di Kurz – tornare alla coalizione che ha fatto la storia politico-istituzionale austriaca.
Il dibattito della campagna elettorale è stato dominato dal riscaldamento globale e dall’ambiente che ha anche riempito le piazze in questi giorni di protesta globale per il clima. L’ambiente potrebbe condizionare gli sviluppi della formazione del nuovo governo perché ci sono alcune misure che dovranno essere prese per rispettare gli obbiettivi e non pagare multe. Questo non vuol dire che sarà facile un governo con i Verdi anzi Kurz ha già fatto sapere che la sua priorità è la crescita economica e ci sono quindici anni di distanza sullo stop alle emissioni di CO₂ (2030 vs 2045) oltre che altri approcci alla difesa dell’ambiente come la politica fiscale ecologica. Neos che negli ultimi tempi ha adottato alcuni cavalli di battaglia ambientalisti non direbbe no ad un governo con i popolari, ma da soli non bastano.

Ci vorrà del tempo prima che si riesca a formare un nuovo governo ma temiamo che non sarà così verde e migranti e rifugiati continueranno ad essere lasciati fuori dalla porta.
Pasquale Esposito

[1] Angela Mayr, “La vittoria di Kurz e il ritorno dei Verdi nelle urne d’Austria”, https://ilmanifesto.it/la-vittoria-di-kurz-e-il-ritorno-dei-verdi-nelle-urne-daustria/, 29 settembre 2019

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