Elezioni europee. Exit poll in Germania, Francia e Austria

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Due i fatti più importanti: la prima riguarda l’affluenza alle urne (51%) che è stata di gran lunga la migliore di sempre per le elezioni europee e la seconda che i Verdi fanno una raccolta di volti eccezionale.
Prima di passare agli exit poll è bene dire che per quanto l’affluenza sia alta è sempre limitata per poter dire di avere una rappresentanza profonda per i cittadini d’Europa.

Partiamo dalla Germania dove era dal 1989 che l’affluenza alle urne non raggiungeva queste percentuali. Qui i vincitori, secondo gli exit poll, sono i Verdi che raddoppierebbero i consensi rispetto al 2014 arrivando ad un 22% che li farà superare i Socialdemocratici, in arretramento. In calo anche i Cristiano-democratici della cancelliera Merkel che però restano il primo partito con il 28% rispetto al 35,3% di cinque anni fa. Secondo le primi analisi sui flussi elettorali c’è stato un vero travaso di voti, più o meno un milione, dai socialdemocratici e dai cristiano-democratici verso i Verdi che sarebbero il primo partito tra i giovani fino a 30anni d’età. Non sfonda l’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD) si ferma al 10,5%, sia pur increscita di 3 punti.

In Francia la notizia del giorno sarebbe il primo posto dell’estrema destra di Rassemblement national guidata da Marie Le Pen e che otterrebbe 24 seggi (24%) in Parlamento. Al secondo posto il presidente Macron con il suo Republique en marche che otterrebbero il 22,4%. Anche qui i Verdi fanno uno straordinario passo in avanti diventando il terzo partito a Parigi. Come previsto dai sondaggi il Partito socialista non riuscirebbe a superare lo sbarramento del 5%.

In Austria i risultati non mostrerebbero un exploit dei Verdi che arretrerebbero di qualche zero virgola. Chi invece può esultare è il cancelliere Sebastian Kurz che supera negli exit poll il 34%, mentre dopo lo scandalo Strache e le dimissioni di massa dei ministri, il Partito della Libertà Austriaco di estrema destra perde terreno e si ferma al 17,5%. I Socialdemocratici sono invece dati al 23,05% in pratica pareggiando i voti di cinque anni fa.

In Grecia sono i conservatori di Nea Dimokatia con il 36% a festeggiare surclassando Syriza, del premier Tsipras, che si fermerebbe al 27% perdendo la leadership dei consensi.

Fidesz, il partito del premier Viktor Orban, in Ungheria è in testa con un quasi plebiscito: 56% e cioè quattro punti in più alle precedenti europee.
, si conferma in testa ai primi exit poll con un netto 56%. Emerge dai numeri resi noti da Europe Elects. Il risultato è superiore di 4 punti percentuali rispetto alle elezioni europee del 2014.

Pasquale Esposito

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